mercoledì, Dicembre 1

Ecuador: Correa tiene duro

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Il Presidente ci tiene a sottolineare che il suo Governo ha ottenuto una schiacciante vittoria elettorale su tutto il territorio nazionale, comprese le circoscrizioni a stragrande maggioranza indigena, il che, secondo lui, conferma il fatto che ad opporsi alla rivoluzione socialista sia una minoranza che non rappresenta affatto gli interessi indigeni. Sono, infatti, almeno tre le organizzazioni indigene che sostengono il progetto di Correa, e poi, numeri alla mano, il Presidente ci tiene a far sapere che l’Ecuador, nel subcontinente, è il Paese che più ha combattuto e ridotto la povertà, e questo la dice lunga sulla sua gestione nei confronti dei settori più emarginati della società; sono state costruite, sottolinea Correa, scuole e ospedali d’avanguardia.
Noi siamo un Governo con un progetto nazionale”, aggiunge Correa, e “i gruppi che cercano di ostacolarci sono gruppi che vogliono tornare al passato quando in pochi erano capaci di impedire qualunque progetto che pregiudicasse i loro interessi a discapito di quelli nazionali”.
È inspiegabile, infatti, sempre secondo il Presidente, che CONAIE si sia unita a un candidato alle prossime elezioni presidenziali che rappresenta gli interessi delle banche e delle imprese.
Non potranno mai governare insieme, però, insieme possono e vogliono ostacolare la rivoluzione, destabilizzarci con la forza e la violenza”.

Ma ci sono anche altre minacce in agguato per l’Ecuador, e se il 2015 è stato un anno difficilissimo -solo per quanto attiene alla vendita del petrolio le perdite si aggirano ad oggi sui 7.000.000.000 dollari-, il 2016 potrebbe essere peggiore.
I problemi potranno derivare dal vulcano Cotopaxi -a 62 chilometri a sud della capitale- ed dalniño’, che potrebbe compromettere seriamente la regione costiera ecuadoriana, ma non solo, con gravissime inondazioni. A tutto questo bisogna aggiungere, sottolinea Correa, il rallentamento dell’economia russa e cinese -i due Paesi sono i partner economici più importanti- e l’apprezzamento del dollaro (l’Ecuador ha come propria moneta il dollaro americano), che rende più cari i prodotti ecuadoriani e quindi pregiudica l’export.

Sono questi i momenti in cui gli interessi del Paese dovrebbero avere la meglio su tutto, così gli domandiamo se ritiene di poter contare sull’unità nazionale, su quei settori che gli sono stati tradizionalmente contro; Correa si dimostra molto scettico, crede che questo, benché necessario sia impossibile. Anzi, ci dice, è proprio su questi problemi del Paese che l’opposizione “cercherà di disfarsi del Governo. A questi gruppi non importa il bene del Paese. Non possiamo contare su di loro, ma forse ci conviene non contare su di loro”, chiosa il Presidente.​

 

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