giovedì, Maggio 6

Economia europea in indebolimento Corre sempre più veloce il debito pubblico italiano.

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finanziaria economia

L’economia europea si sta indebolendo, lo ha detto chiaramente il Ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, in una conferenza stampa congiunta con il suo collega francese Michel Sapin, al termine di un vertice a Berlino al quale hanno partecipato anche i ministri dell’Economia di Francia e Germania Emmanuel Macron e Sigmar Gabriel. «Siamo molto decisi a fare insieme tutto quanto possibile per rafforzare gli investimenti nei nostri Paesi, rafforzando sia gli investimenti privati che pubblici», queste le parole di Wolfgang Schaeuble. Pronta la replica del Ministro delle Finanze Francese Michel Sapin: «Abbiamo bisogno di più crescita in Europa, il rafforzamento della crescita in Europa è interesse di tutti , della Francia come della Germania».

La Germania ha mancato finora l’obiettivo del 20% di investimenti sul pil indicato dall’Ocse: «è circa al 17% e il governo tedesco intende colmare la differenza nei prossimi anni,  ciò corrisponde circa a 50 miliardi di euro».  Lo ha detto il ministro tedesco dell’Economia, Sigmar Gabriel. L’Europa avrà una chance «solo se verranno fatte le riforme  e la soluzione per rilanciare la crescita non è una spesa rapida e vuota, la debolezza negli investimenti privati è un problema maggiore degli investimenti pubblici».

E sempre a proposito di conti, corre sempre più veloce il debito pubblico italiano, è quanto emerge dal rapporto del Centro Studi di Unimpresa. Nel corso del 2014, tra gennaio e agosto, il buco nelle finanze statali è cresciuto di 58,2 miliardi di euro, pari a una media di 7,2 miliardi al mese. Un ritmo che lo ha portato a superare la quota di 2.148 miliardi. Tale media è più alta del 90,26% rispetto all’andamento del 2013, quando il debito si allargava di 3,8 miliardi al mese. Nei primi nove mesi del 2014 in Italia sono fallite  11.103 imprese, 3.002 solamente nel terzo trimestre dell’anno, con un aumento del 13% rispetto allo stesso periodo del 2013. Questa la desolante fotografia dell’Analisi dei fallimenti in Italia, aggiornata al terzo trimestre 2014, realizzata da Cribis D&B, società del Gruppo Crif.

«I dati relativi al terzo trimestre del 2014 mostrano una situazione ancora molto preoccupante per le nostre imprese, con dati che testimoniano il continuo aumento dei fallimenti e delle difficoltà delle nostre realtà imprenditoriali – commenta Marco Preti, ad di Cribis D&B In particolare emerge la difficoltà del settore del commercio, al dettaglio e all’ingrosso, oltre che dell’edilizia. Entrambi i settori hanno infatti superato i le 3.000 imprese che hanno portato i libri in tribunale solo nei primi nove mesi dell’anno».

Una stangata sui consumatori da 606 euro a famiglia, questa la stima fatta da Adusbef e Federconsumatori sulla manovra da 36 miliardi delle legge di stabilità. «La manovra da 36 miliardi che promette un taglio a tasse e spesa, oltre ad infliggere l’ennesimo colpo allo Stato Sociale, nasconde l’ennesima stangata sui consumatori che potrebbe essere stimata in circa 606 euro per ogni famiglia, Il Governo infatti – spiegano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti – da’ 80 euro a circa 10 milioni di occupati, manovra ancora insufficiente per far ripartire i consumi, che saranno ancora stagnanti per lunghi mesi in una fase di forte depressione economica e di totale sfiducia nella ripresa produttiva, con l’altra addossa a Sanità, Regioni ed Enti Locali oneri per circa 8 miliardi di euro che dovranno essere coperti da nuove tasse, stimate in almeno 330 euro per ogni nucleo famigliare, anche per pagare l’Irap delle imprese». Ma non basta, ci sono anche – secondo le associazioni dei consumatori – «14 euro dall’inasprimento della tassazione sulla previdenza e la nuova imposta sui fondi pensione; 23 euro dall’anticipo Tfr delle banche, retribuite al tasso del 2,625% (oltre alla garanzia statale); 239 euro con la prevista clausola di salvaguardia rincaro Iva dal 4 al 10% su pane, latte, pasta, ecc per un totale di 606 euro».

Una manovra, secondo le due associazioni dei consumatori, «recessiva con coperture aleatorie, come il recupero di 3,8 miliardi dall’evasione fiscale, resta peraltro tutto da dimostrare che incassati gli sgravi, le imprese assumeranno in Italia oltre 800.000 lavoratori nel triennio (come enfatizzato dal Ministro dell’Economia Padoan), invece di delocalizzare in aree più allettanti. Una manovra che continuando a salvaguardare con ulteriori garanzie statali gli interessi delle banche, che prendono i soldi dalla Bce al tasso dello 0,15% prestando al 15%, senza destinare risorse adeguate a ricerca ed innovazione, non avrà alcuna capacità di rimettere in moto l’economia ed i processi produttivi».

Rimaniamo sulle stangate: nei prossimi mesi di novembre e di dicembre le imprese e le  famiglie italiane saranno chiamate a versare oltre 91 miliardi di  euro di imposte. Tra il versamento delle ritenute Irpef dei  dipendenti e dei collaboratori familiari, le ritenute in capo ai  lavoratori autonomi, l’Iva, gli acconti Irpef, Ires e Irap, il  versamento dell’ultima rata dell’Imu e della Tasi, le aziende dovranno onorare 25 scadenze fiscali: in linea teorica una ogni 2 giorni.

Questo il calcolo fatto della Cgia di Mestre, per il Presidente Giuseppe Bertolussi: «Una pioggia di scadenze che potrebbe mettere in seria difficoltà  moltissime piccole imprese a causa della cronica mancanza di  liquidità. Un periodo, quello di fine d’anno, molto delicato per le  aziende: oltre all’impegno con il fisco devono corrispondere anche  le tredicesime ai propri dipendenti. E con il perdurare della crisi, questo impegno economico costituirà un vero e proprio stress test ».

Il surplus di partite correnti dell’Eurozona ad agosto è sceso a 18,9 miliardi di euro dai 21,6 miliardi di luglio. Lo comunica la Bce. Sempre oggi la Banca centrale europea annuncia di aver avviato il programmato acquisto di covered bonds. Più tardi nel corso dell’anno avvierà anche l’acquisto di asset-backed securities.

Salgono gli ordinativi dell’industria ad agosto dopo tre cali mensili consecutivi. Lo dice l’Istat, specificando che su base annua, invece, l’indice segna una variazione negativa del 3,2%, dovuta soprattutto al calo sul mercato nazionale (-5,5%), ma anche sull’estero (-0,5%). L’aumento dell’1,5% -si legge nel rapporto-rispetto al mese di luglio si deve agli incrementi degli ordini sia sul mercato estero (+2,5%) sia su quello interno (+0,7%)

Ottima partenza per BTP lanciato dal Tesoro, Il titolo con scadenza nel 2020 ha già raccolto adesioni per un ammontare superiore a 2,5 miliardi di euro dalle 9 di questa mattina. Il numero dei contratti transitati sulla piattaforma MOT supera quota 44 mila.

Chiusura in calo per la Borsa di Milano che perde lo 0,86% , torna ad allargarsi lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi, che chiude a 176 punti, il rendimento è al 2,60%.

 

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