domenica, Maggio 9

Ecco perché ha vinto Nogarin field_506ffb1d3dbe2

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Nogarin Livorno

Nel raccontare la storia politica italiana dell’ultimo secolo, il nome della città di Livorno potrebbe essere usato come sinonimo del termine Sinistra. La città labronica, nel 1921, diede i natali al PCI (Partito Comunista Italiano). Sia prima che dopo il suo scioglimento, il Pci è rimasto nel corso dei decenni una delle realtà politiche più importanti. È stato lo stesso partito comunista, passando per i DS (Democratici di Sinistra) di Massimo D’Alema e per L’Ulivo di Romano Prodi, a muovere i primi passi per il percorso che ha portato alla creazione del PD (Partito Democratico), attualmente al governo con Matteo Renzi.

Ma le sorti di una così forte impronta storico-politica possono naufragare tra le preferenze di una sola chiamata alle urne. Così, dopo quasi settant’anni di stabili e duraturi mandati elettorali, la Sinistra italiana cede il passo al più giovane partito del Movimento 5 Stelle, con la vittoria di Filippo Nogarin su Marco Ruggeri al ballottaggio.

Nogarin ha 44 anni, è nato a Castiglioncello (in provincia di Livorno) ed è laureato in ingegneria aereospaziale. Nel video pubblicato per sostenere la sua campagna elettorale su youtube ha definito il voto al Movimento5Stelle «l’unica possibilità per rimettersi in gioco», proponendo l’hashtag #cambialastoria. L’insediamento, accompagnato dall’evoluzione del precedente hashtag in  #abbiamocambiatolastoria, è stato trionfale, riuscendo addirittura a regalare alla stampa un cordiale incontro, ripreso dalle telecamere del Tirreno, con lo sfidante Ruggeri.

A quasi due mesi dallo storico risultato, come procede la condotta a cinque stelle del neoeletto? Per quanto riguarda la composizione del Consiglio comunale, il compito non è stato espletato completamente e l’iter, al momento, ha avuto diverse fasi. Inizialmente il partito ha indetto una selezione pubblica, tornando all’iniziale #cambialastoria, con un annuncio sul web: «ll Movimento 5 Stelle di Livorno seleziona profili che possano rivestire le cariche di assessore per la futura giunta Nogarin. Uno di questi potresti essere TU!». Sul sito del partito, inoltre, è scaricabile ancora il pdf con le regole e il modulo per candidarsi. Vari i requisiti, tra cui: non appartenere alla Massoneria, non fare parte della commissione esaminatrice, accettare i principi fondamentali del Movimento5Stelle, conoscere bene l’inglese, non aver avuto negli ultimi tre anni una tessera di partito, non essere iscritto in altre liste. Stando a quanto riporta ‘il Fatto Quotidiano’, al Comune sono pervenute tantissime richieste: la Commissione (Nogarin e sette attivisti) ha proceduto così a vagliare le proposte ed effettuare i colloqui.

Il 30 giugno sono stati nominati: presidente del Consiglio Giovanna Cepparelli di #BuongiornoLivorno, ovvero la lista civica di Sinistra più votata all’interno della coalizione che al primo turno si è fermata a 3 punti dai grillini; vicepresidenti Daniele Esposito e Giovanni Fuoti; vicesindaco Stella Sorgente, la grillina più votata, che è anche la compagna del segretario di Rifondazione Comunista Alessandro Trotta, come riporta ‘Repubblica. Alla Sorgente anche le deleghe a Istruzione, Politiche Giovanili, Associazionismo e Pari Opportunità. «Per la prima volta abbiamo un presidente donna e per la prima volta appartenente all’opposizione», è stato il commento del sindaco su facebook. Secondo un’analisi di ‘Ipsos Public Affairs’, pubblicata dal ‘Tirreno’, il candidato sostenuto dalla Cepparelli avrebbe portato il 18,5% di voti al ballottaggio in favore di Nogarin.

Il primo luglio Alessandro Aurigi viene nominato assessore all’Urbanistica e Simona Corradini assessore alla Mobilità. Il giorno successivo, però, c’è un dietrofront sulla Mobilità: la nomina viene revocata, dato che la Corradini non ha specificato nel modulo di essere stata candidata in un’altra lista come consigliera. «Le dimissioni per me non sono all’ordine del giorno» aveva dichiarato al Tirreno la stessa Corradini, supportato da un ferreo Nogarin, deciso a non cedere ai malumori interni al partito: «Ci saranno mal di pancia? Con un po’ di Maalox passeranno». Nulla da fare: «Avevo deciso di fare un’eccezione, vista la consistenza e lo spessore del curriculum di Corradini, ma dopo un aperto confronto con i consiglieri di maggioranza sono tornato sui miei passi», scriverà poi su facebook. Il 9 luglio viene presentata la nuova giunta: alla Cultura il toscano Serafino Fasulo, 59 anni attore, regista, sceneggiatore, appassionato di cinema, ha collaborato con diverse associazioni culturali e sociali; allo Sport Nicola Perullo, docente alll’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo; alle Politiche della Casa Ina Dhimgjini, ventottenne e futura avvocatessa; al Lavoro l’avvocato Francesca Martini, 43 anni, esperta di diritto dell’informatica applicato alla Pubblica Amministrazione; e al Commercio Giovanni Giordani, laureato in Scienze Politiche, impegnato presso un Centro di alta formazione in diversi progetti legati all’Ambiente, allo Sport e allo sviluppo sostenibile. Tutti i curriculum della nuova Giunta sono online. Mancano le nomine per le seguenti materie: Bilancio, Fondi europei, Ricerca universitaria, Patrimonio, sviluppo economico.

“Ovviamente le persone sono persone e non conoscendo molto di loro non ho elementi per giudicarli, però non comprendo alcune nomine”, afferma Marco Ruggeri, “Che cosa c’entra un architetto all’Urbanistica? E che fine hanno fatto i grillini? Soltanto due di loro fanno parte del Movimento (Sorgente e Aurigi; ndr). La città non sta facendo una gran figura all’esterno, mancano nomine importanti e siamo fuori dai tempi da tanto”.

Non bisogna sorprendersi delle incongruenze: è lo stesso Nogarin a dichiarare, sul suo sito, «sono impegnato anche in altre realtà e in settori completamente differenti da quelli frutto della mia formazione accademica. Per carattere nonostante gli anni di esperienza, continuo a farmi travolgere dal fascino della logica veduta d’assieme più che dal singolo dettaglio».

Per quanto riguarda la delega al Bilancio bisogna correre subito ai ripari: è una materia molto delicata da cui dipendono tutte le altre. A proposito di spese, una delle prime azioni del primo cittadino pentastellato è stata quella di rendere trasparenti le uscite: online tutte le voci e tutti gli importi. Inoltre, Nogarin ha rinunciato all’autoblu: userà i suoi mezzi, soprattutto la bici che «non inquina», scrive su facebook, «e fa bene alla salute». Ma dato che dismettere l’auto blu, una lancia Delta, porterebbe a pagare una penale, la soluzione potrebbe essere quella destinarla agli uffici comunali, che, si legge sul sito, «pertanto verrebbero ad avere un’auto di colore blu invece che bianca». Infine, sempre sullo stesso tema, sono stati ridotti del 20% i compensi degli amministratori delle società controllate dal Comune: gli importi decisi da una vecchia delibera del 2010, dunque, dovrebbero ridursi notevolmente.

Livorno, oltre alle spese della Pubblica Amministrazione, ha diversi nodi da sciogliere: due di questi riguardano l’emergenza abitativa e la gestione del Porto. Per il primo, purtroppo, la situazione nel corso degli anni è degenerata. Adesso, tra proteste, occupazioni e assegnazioni, bisogna darsi da fare per far rientrare un’emergenza oramai fuori controllo. Due anni fa, come riporta ‘il Fatto Quotidiano’, centinaia di persone bloccarono una seduta consiliare. Anche il primo Consiglio di Nogarin ha avuto il suo battesimo di fuoco: stando all’articolo di ‘QuiLivorno.it’, una trentina di persone hanno chiesto spiegazioni in merito a un presunto stop per l’assegnazione di nuovi alloggi. La protesta è rientrata e ha avuto una risposta da parte dell’assessore Dhimgjini: non esistono stop da parte del Comune, semplicemente bisognava prendere visione dei vari aspetti legati alla vicenda. I problemi, al momento, corrono più veloci di qualsiasi organizzazione. Sono problemi che la città porta con sé da troppo tempo: basta confrontare un articolo del ‘Tirreno’ del 2012, riportante dati allarmanti sull’emergenza sfratti, con uno recentissimo per rendersi conto che la soluzione non è mai stata così lontana.

Per quanto riguarda il porto, l’impegno di Nogarin è quello di ripartire le quote di Porto 2000, la società che gestisce il Terminal Crociere, la Stazione Marittima, i servizi informativi, i parcheggi e il trasporto passeggeri all’interno del porto, a favore del Comune e contro un’eventuale privatizzazione. Su questo argomento, durante l’ultimo Consiglio il Pd è stato molto duro: Sul capire chi comanda dentro al porto”, ha detto Ruggeri, “il Pd c’ha lasciato le penne. Non è questo il punto su cui concentrarsi, ma capire dove si vuole mandare la città sfruttando il Porto”. Pietro Caruso ha aggiunto: Si passa dall’immobilismo al ‘facimm ammuina’ dell’epoca borbonica”.

Per Marco Ruggeri “la priorità assoluta è il lavoro: siamo al 16,6% di disoccupazione. Bisogna agire in fretta, invece di fare i soliti discorsi per tenere a bada il popolo”. Il problema, secondo l’esponente del Pd, starebbe nel fatto che Nogarin non ha sviluppato un piano d’azione preciso: “Non hanno la minima idea di dove portare la città in futuro, sanno soltanto su cosa dire no per quanto riguarda il passato. Erano pieni di speranza, adesso iniziano a vedere le cose reali. Il punto è che nemmeno Nogarin si aspettava di vincere”. Nonostante tutto, Ruggeri non vuole scrivere sentenze e si dimostra paziente: “Al momento, l’Amministrazione ha fatto poco, ma è ancora in luna di miele. Aspettiamo l’autunno.

Perché Nogarin è riuscito a trionfare sul partito che custodisce l’eredità della Sinistra livornese? Il primo motivo è individuabile nei numeri. Innanzitutto l’affluenza: su un numero di votanti pressappoco uguale rispetto alla precedente elezione (il totale differisce di circa duemila persone), l’affluenza è calata di circa novemila persone. La differenza aumenta col secondo turno, quello decisivo, dove l’affluenza è stata del 50%. Quest’ultimo dato fornisce una visione più chiara, dato che nel 2009 l’affluenza è stata quasi del 70%: quasi trentamila livornesi in meno. Sono lontani dunque i numeri che, nel 2009, hanno consentito al candidato di sinistra Alessandro Cosimi di superare il 50% al primo turno.

L’astensionismo spiega la difficoltà di chiudere la partita al primo turno, ma per interpretare il flusso di consensi che ha permesso ai pentastellati di partecipare al ballottaggio bisogna andare al secondo motivo: la perdita di fiducia nella Sinistra, e nella Destra. Nel 2009 il candidato di centro-destra Marco Taradash ha portato a casa quasi il 30% dei voti, percentuale di gran lunga superiore anche rispetto al bottino del primo turno dello stesso Nogarin. Quest’anno, invece, i partiti di destra sono rimasti nell’ombra: un solo seggio per Forza Italia in Consiglio comunale e percentuali bassissime di voti per gli altri partiti. Allo stesso modo, i livornesi hanno rinunciato a fidarsi della solita Sinistra e di un ceto politico locale che ha stomacato l’elettore. Il Pd ha perso”, spiega Marco Ruggeri, “perché agli occhi degli elettori non eravamo più un partito, ma eravamo diventati un assetto di potere. L’esponente del Pd ammette di aver pagato quanto fatto dal proprio partito in precedenza: Ha vinto la rabbia, aggiunge. Ovviamente il sindaco uscente Cosimi ha, invece, puntato subito il dito sulla campagna elettorale: un video del ‘Tirreno’, girato poche ore dopo lo spoglio elettorale, evidenzia le due visioni divergenti. Le parole dell’ex sindaco Cosimi non sono state apprezzate dal celebre regista livornese Paolo Virzì, che in un’intervista all’‘AdnKronos’, riportata dall’‘Huffington Post’, chiarisce il concetto e aggiunge: «L’amministrazione cittadina non ha percepito la necessità di un cambiamento radicale, ha la responsabilità di aver dormito».

Il Pd, insomma, non rappresenta più, per molti elettori, la Sinistra livornese. E questo potrebbe essere il motivo principale della vittoria dei grillini, se aggiunta alla larga apertura al dialogo di quest’ultimi. A tal proposito sono significative le parole del pugile Lenny Bottai, ex esponente di spicco della Curva Nord del Livorno, pubblicate da ‘Pagina99: «Tutte le cose più di destra negli ultimi 20 anni di politica le ha fatte proprio il Pd che è diventato la nuova Dc». L’ex ultra di estrema sinistra precisa che «il grande lavoro politico di antagonismo al Pd storicamente a Livorno l’ha sempre fatto la curva con le Bal (Brigate autonome livornesi) e il movimento antagonista e autonomo composto da varie realtà sparse in città».

È come se la vera Sinistra avesse cercato un modo alternativo per liberarsi di un Pd che non funziona: Filippo Nogarin. E il metodo strano non è: Livorno non va inquadrata secondo gli schemi nazionali, ma secondo la sua logica. «Livorno, prima che rossa, è anarchica», scrivono Matteo Pucciarelli e Giacomo Russo Spena su ‘MicroMega, spiegando che l’elettorato di Sinistra non ha esitato a voltare le spalle al Pd: «È lì, in un retroterra culturale ecologista e di sinistra, un po’ garibaldino e un po’ settario, che il nucleo originario del M5S ha preso forma. E poi si è aggiunto di tutto: giovanissimi, disoccupati, extracomunitari, laureati: come appunto l’ingegnere aerospaziale Filippo Nogarin». Lo stesso Nogarin ha dichiarato in un articolo de ‘La Nazione: «Sono un convinto ‘No tav’, ho fatto parte di molti comitati ambientalisti, ho votato per i Verdi e una volta pure Democrazia Proletaria». E Ruggeri se n’è accorto: “La politica di Nogarin c’entra poco con il credo di Grillo a livello nazionale. È un modo per sopravvivere, sta tentando di rendere la politica livornese trasversale”.

Forse stavolta gli elettori livornesi hanno lasciato entrare le idee di Sinistra al governo e non più le sigle o i partiti. Il sito di controinformazione livornese ‘SenzaSoste’, chiude così un suo articolo: «Livorno ha dato, come sempre, un segnale di ribellione sapendo di rischiare. Ma come disse Lenin: “Per fare una frittata bisogna cominciare a rompere delle uova”».

 

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