sabato, Settembre 18

Ecco lo sviluppo bipolare field_506ffbaa4a8d4

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Cina-Pak

Bangkok – Membri della Commissione Permanente presso il Senato per le Comunicazioni si oppongono alle variazioni proposte per il corridoio economico Pakistan-Cina ed annunciano di portare la materia in Senato. Oggetto del contendere è la potenziale mancata presenza delle Provincie e delle aree del Belucistan  e di Khyber Pakhtunkhwa  all’interno del piano.

Il Presidente della Commissione, Daud Khan Achakzai, ha affermato: «Il tratto originario del Corridoio Economico Pakistan-Cina passa attraverso Gwadar , Quetta, Zhob e Dera Ismail Khan» Se l’allineamento sia stato variato –egli ha affermato- la materia intera potrebbe essere portata nell’ambito delle attività e delle competenze del Senato.

Il Membro della Commissione Humayun Khan Mandokhel ha affermato che Gwadar sta diventando un porto marittimo di caratura nazionale e internazionale. Il Belucistan sta approfondendo invece i settori dell’agricoltura, dell’industria e del business. Il Porto Marittimo Profondo di Gwadar è considerato ormai una speranza per i poveri ed i reietti nella intera Provincia circostante. Avendo bene in mente i problemi nei quali vivono le popolazioni del Belucistan, «Il Corridoio Economico Pakistan-Cina dovrebbe essere certamente distribuito lungo l’asse Gwadar, Quetta, Zhob altrimenti mi dimetterò», ha aggiunto come monito finale. «Non consentiremo che il Belucistan sia bypassato in alcuna materia o piano», ha aggiunto.

Alcuni Membri della Commissione hanno chiesto al Governo di rimuovere tutti i dubbi connessi con l’intero progetto e di informare tutta la Nazione a riguardo. Achakzai ha affermato che Pakistan e Cina sono legati da tempo attraverso relazioni di amicizia ma gli investitori cinesi mantengono i propri specifici interessi al primo posto nelle loro menti. Egli ha poi affermato che il Governo, i Ministeri delle Comunicazioni e dell’Autorità Nazionale Autostrade NHA dovrebbero essere tutte entità guidate dall’unico scopo degli interessi nazionali.

Il Progetto correlato al Corridoio Economico Pakistan-Cina è di notevole rilevanza, sia in ambito geopolitico sia nell’ambito più squisitamente legato al business e che lega le due Nazioni, Pakistan e Cina appunto, attraverso il porto meridionale pakistano di Gwadar e la regione autonoma del Nord Est cinese dello Xinijang attraverso un fitto sistema di autostrade, vie ferroviarie e condotte sia di petrolio sia di gas. Si tratta cioé di una connessione rilevantissima con sbocchi nel Golfo Arabico da una parte e nelle acque a Nord Est della Cina dove si addensano numerose strutture industriali soprattutto coinvolte in prima linea in quella che generalmente viene definita industria pesante.

Il Premier cinese Li Kegiang  è stato tra i primi forti sostenitori del progetto in via di costruzione, fin dai tempi in cui il Presidente cinese Xi Jinping , l’ex Presidente pachistano Asif Ali Zardari ed il Primo Ministro pachistano Nawaz Sharif  sono diventati grandi supporter del progetto. Una volta costruito, il progetto servirà come via di connessione principale nel campo del commercio tra la Cina ed il Medio Oriente ma anche in direzione dell’Africa. In particolare, il petrolio dal Medio Oriente può essere esportato via mare a Gwadar, che è collocata proprio all’imbocco del Golfo Persico e può essere trasportato verso la Cina attraverso la Provincia del Belucistan in Pakistan. Questo legame infrastrutturale taglierebbe i 12.000 chilometri di connessione che le forniture di petrolio del Medio Oriente. devono oggi compiere per raggiungere i porti cinesi. Il progetto ha ricevuto il suo più grande impulso quando il controllo di Gwandar è stato trasferito alla società di proprietà statale cinese ‘China Overseas Ports Holdings’ nel 2013. Realizzato da operai cinesi ed aperto nel 2007,  Gwandar sta sviluppando una sua ulteriore espansione verso la strutturazione di porto con acque profonde. Pakistan e Cina hanno siglato diversi accordi per la costruzione di un aeroporto internazionale a Gwandar, aggiornando e potenziando una sezione dei 1.300 chilometri dell’Autostrada del Karakorum connettendo il tutto a Islamabad e disponendo una linea a fibre ottiche dai confini cinesi a quelli pachistani attraverso la città di Rawalpindi. La Cina ha poi confermato di voler investire svariati miliardi di Dollari USA in termini di controvalore nell’intero progetto. Nel mese di Novembre 2014 il Governo cinese ha annunciato che finanzierà le società cinesi finalizzate alla costruzione di progetti ed infrastrutture energetiche per un valore di 45.6 miliardi di Dollari USA ed altri progetti in territorio pachistano proprio in quota parte del più grande progetto del Corridoio Economico Pakistan-Cina CPEC . Da alcune risultanze pare che la Cina voglia investire 33.8 milioni di Dollari USA in vari progetti nell’ambito dell’Energia e 11.8 miliardi di Dollari USA in progetti infrastrutturali che saranno completati intorno al 2017. La linea di azione comprende anche 622 milioni di Dollari USA nel porto di Gwandar. Secondo altre fonti internazionali, nell’ambito dell’accordo del Corridoio Economico Pakistan-Cina, 15.5 miliardi in progetti energetici a base di carbone, vento, energia solare e a idrogeno che aggiungeranno 10.400 Megawatt di energia al potenziale energetico nazionale attuale del Pakistan.

La fame di energia del colosso cinese si sposa con quella del Pakistan così come di ogni altra Nazione che nel contesto globale attuale voglia continuare ad emergere in termini economici, finanziari e soprattutto produttivi. Da questo punto di vista, è stato abbastanza facile per Pakistan e Cina comprendersi nonostante le evidenti ed antiche differenze tra i due Paesi, i quali hanno vissuto percorsi politici e storici così profondamente differenti. Da qui alla apposizione delle firme ai trattati ed agli accordi commerciali bilaterali, il passo è stato alquanto breve. Ora il Pakistan chiede, attraverso alcune rappresentanze senatoriali locali, di non escludere alcune regioni interne che potrebbero diventare definitivamente marginalizzate territorialmente e messe ai margini anche dei progetti infrastrutturali pakistani-cinesi, volti al potenziamento di entrambi ed allo sviluppo comune.

 

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