martedì, Maggio 18

Ecco la pace inaspettata Dopo sconfinamenti e scaramucce con morti e feriti da ambo le parti scoppia la pace. Serve a entrambi

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Hun Sen pace

Bangkok – Mentre solitamente è sempre stato un po’ defilato a Phnom Pehn, il Primo Ministro Hun Sen ha svolto un’offensiva luminosa e sorridente in Thailandia nella sua opera tutta volta ad illustrare le favolose sorti e future del suo Paese e della sua leadership. Per questi motivi, tutto il vertice militare, guidato dal Ministro della Difesa Tea Banh, ha compiuto una visita di due giorni. Ma un uomo è spiccato su tutti, il Tenente Generale Hun Manet, il Capo dell’Esercito, il figlio più anziano di Hun Sen, il leader più longevo della regione in quanto a periodo di regno. La sua presenza nella Capitale thailandese è stata un po’ una specie di test sulla futura leadership della Cambogia. A ben vedere, si potrebbe trattare di una mossa escogitata dal padre.

Thailandia e Cambogia si riabbracciano nuovamente e progettano di nuovo un futuro insieme. La disputa senza fine a proposito del Tempio Preah Vihear/Phra Viharn e la linea di demarcazione sulla quale sorge e che è stata causa di numerosi sconfinamenti e scaramucce, oltre che numerosi casi di morti e ferimenti da ambo le parti sembra oggi una questione del tutto messa sullo sfondo. Il regolamento imposto dalla Corte Internazionale di Giustizia emesso lo scorso Novembre sarà ulteriormente implementato una volta che entrambe le parti sono pronte ad assicurare un confine pacificato e così dare nuovamente fiato alle prospettive turistiche della località specifica, sacra per molti.

Questa specie di cameratismo Thailandese-Cambogiano ed un clima di congiunte buone volontà è un fatto alquanto raro in quelle lande anche durante i due anni di Governo di Yingluck Shinawatra, il cui fratello Thaksin un tempo ha svolto lavoro di consigliere economico per Hun Sen. Le relazioni sono state corrette e calme ma non al livello delle dinamiche attuali.

In prima istanza, la delegazione cambogiana ha espresso soddisfazione sul ritorno di 250.000 lavoratori ad essere operativi nonostante le incomprensioni precedenti che avevano causato dei veri e propri esodi di persone attraverso i confini. Ora stanno tornando a lavorare con documenti rilasciati dagli appositi uffici creati dal Consiglio Nazionale per la Pace e l’Ordine NPCO e denominati permessi “stop singolo”. Visto il rallentamento dell’economia della Cambogia e l’alto costo della vita, un inopportuno ritorno al lavoro di un così vasto numero di lavoratori avrebbe potuto essere un colpo durissimo per la Nazione.

Sebbene ammantata di grande simbolismo, la visita ha anche avuto una sua valenza pratica nel riannodare le relazioni Thailandia-Cambogia portandole ad un nuovo livello con non più grandi differenze negli incontri riservati che si sono svolti a margine della visita della delegazione cambogiana. E’ bastato focalizzare tutto sui soli valori relativi alla stabilità ed al progresso delle due Nazioni. Rimane altrettanto ovvio che entrambi i due Paesi ora hanno bisogno di ben altro per andare avanti nelle rinnovate relazioni bilaterali.

Il Consiglio Nazionale per la Pace e l’Ordine ha bisogno di tempo ed un confine ad Est pacificato sia per consolidare le riforme nazionali sia per per migliorare la sua immagine internazionale. Un volto pacifico della Cambogia può tornare parecchio utile, in tal caso. Allo stesso tempo, Hun Sen vuole anch’egli stabilità politica all’interno del proprio Paese dopo l’ultima settimana dove il suo diretto rivale, Sam Rainsy è apparso prorompente sulla scena nazionale dopo un intero anno di impasse generale.

 

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