venerdì, Maggio 7

Ecco la Junk Food People

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obesità

Bangkok – Le nazioni che si affacciano di prepotenza nel luminoso mondo dello sviluppo economico, strada facendo incorrono nella stessa congerie di problemi che caratterizzano il mondo “sviluppato”, una delle cartine al tornasole da questo punto di vista, è la diffusione di stilemi e stili di vita che influiscono grandemente sulla qualità della vita. La prima linea dello stravolgimento – anche in ambito alimentare – è ovviamente quel periodo che va dalla fine dell’infazia a tutto il periodo scolastico, dove si diffondono le nuove abitudini nonostante le Agenzie Governative e tutte le Istituzioni preposte al settore del controllo della Sanità Pubblica e di tutto ciò che ne deriva ergano muri burocratici e legali in difesa della collettività.

In ordine di tempo, oggi, possiamo annoverare anche lo Sri Lanka, stando a quanto risulta da studi scientifici e medici condotti in questo campo specifico. La Facoltà di Medicina, presso l’Università di Colombo, attraverso il Lettore Senior in Pediatria il dott. Pujitha Wickremasinghe, nella giornata di ieri ha reso noto che il 30 per cento dei bambini che frequentano le scuole nello Sri Lanka entrano in classe –di fatto– senza fare colazione e con difficoltà accedono all’usufrutto del servizio mensa. Ma non è tutto: sebbene i titolari e i direttori delle mense scolastiche siano stati ben istruiti sulle tecniche di miglioramento della gestione delle mense e siano stati sostenuti nell’apprendere i concetti base dell’alimentazione sana tra gli studenti, continuano a vendere cibo con alti livelli di zucchero, olio e sale. I dati sono stati diffusi nel corso di una conferenza aperta ai media locali sulla nutrizione dei bambini in epoca scolastica presso il Bureau su Educazione e Salute.

Il Dott. Pujitha Wickremasinghe ha sottolineato che è giunto il tempo di proteggere la popolazione studentesca da malattie serie anche derivate dalla pressione attuata dai genitori i quali incoraggiano l’adozione (spesso la predilezione) per il cosiddetto junk food più che altro per motivi di praticità e convenienza. Anemia, spreco alimentare, il “peso” della pubblicità e l’obesità sono diventati fattori di prevalenza tra i bambini, come ha fatto notare il dottore nel corso della sua relazione scientifica pubblica. La dottoressa consulente esperta in Medicina Sociale, Ayesha Lokubalasooriya ha affermato che le abitudini e le consuetudini dei giovani studenti nello Sri Lanka sono materia di grande preoccupazione per gli studiosi del settore. La mancanza di alimentazione causa una crescita ineguale, anemia, performance scolastiche ridotte, problemi di memoria, bassi livelli di Quoziente Intellettivo, una pubertà ritardata, dirordini alimentari, obesità. Il Direttore dell’Unità di Coordinamento della Nutrizione presso il Ministero della Salute la Dottoressa Shanthi Gunawardena ha affermato che uno studio condotto dall’Istituto di Ricerca Medica MRI ha rivelato che circa il 15 per cento dei bambini soffre di micro-deficienze alimentari. Si è rilevato inoltre che il 20 per cento dei bambini in epoca pre-scolare soffre di anemia. Circa il 22.2 per cento delle donne non incinte tra i 15 ed i 19 ed il 16.7 per cento delle donne incinta sono state riscontrate sofferenti di anemia.

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