sabato, Maggio 8

Ecco i nomi del nuovo Governo libico field_506ffbaa4a8d4

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E’ di almeno dieci persone uccise e altre 20 ferite il bilancio dell’attacco compiuto questa mattina  vicino a un posto di blocco delle forze di sicurezza a Peshawar, nel Pakistan nord occidentale. La deflagrazione, dovuta a una bomba, è avvenuta vicino al mercato di Karkhano, di mattina molto affollato da donne e bambini. Sul sito sono giunte le forze di sicurezza, la polizia e le squadre di soccorso che hanno trasferito i feriti all’ospedale Hayatabad. Fonti ospedaliere temono che il numero delle vittime possa aumentare in quanto almeno sette feriti versano in gravi condizioni. La maggior parte delle vittime è composta da uomini della sicurezza, compreso un ufficiale, ma tra i morti si contano anche molti civili, tra cui un bambino. Ucciso anche il Presidente del Sindacato Tribale dei giornalisti, Mehmoob Shah, che stava lavorando per un’emittente televisiva locale in urdu. L’attentato non è stato rivendicato, ma la matrice ricorda gli attentati di Al Qaeda.

Il 25 e il 26 il Presidente iraniano Hassan Rouhani sarà a Roma con una delegazione politica ed economica, e sarà accolto anche in Vaticano. L’appuntamento è stato confermato, nonostante da ieri i rapporti con gli Usa si siano di nuovo leggermente incrinati, a causa delle nuove sanzioni imposte da Obama. Ma l’intento di Rouhani e allacciare nuovi rapporti con l’Italia, soprattutto i questo momento storico in cui l’Iran recupererà 32 miliardi di dollari dai beni sbloccati con la fine delle sanzioni. Rouhani, infatti, ha fatto sapere di voler parlare di cooperazione economica e investimenti in vari campi, dall’industria alle infrastrutture, dall’energia alla scienza, perché è soprattutto di investimenti stranieri e di tecnologia che l’Iran ha bisogno per ammodernare le sue strutture produttive e dare lavoro ai giovani. La prima tappa del tour italiano del Presidente iraniano, dunque, sarà al Vaticano per incontrare papa Francesco. Ne ha parlato l’ambasciatore iraniano a Roma Jahanbakhsh Mozaffari, in un’intervista con l’Ansa durante la quale ha detto che Il Papa e la Santa Sede sono per l’Iran di una importanza estrema. «I rapporti tra Repubblica islamica e Vaticano sono sempre stati ottimi e ci sono continui scambi di delegazioni» ha precisato Mozaffari.

«Le deroghe a Schengen potrebbero segnare l’inizio della fine dell’Europa» Sono state queste le funeste parole del commissario europeo per i rifugiati, Dimitris Avramopoulos, che mette in guardia dall’effetto domino che potrebbe avere la deroga su Schengen da parte di alcuni Paesi. In mattinata anche Donald Tusk, Presidente del Consiglio Ue ha lanciato un Sos verso il trattato di Schengen sulla libera circolazione dei cittadini all’interno dell’Ue. «La decisione di alcuni Stati di reintrodurre controlli alle frontiere per l’emergenza terrorismo rischia di far saltare uno dei capisaldi della concezione di unità europea» ha detto come un monito Tusk. «Abbiamo due mesi per rimettere la situazione migratoria sotto controllo: il Consiglio di marzo sarà l’ultima occasione per vedere se la nostra strategia funziona. Altrimenti affronteremo una crisi ».

La messa in discussione di Schengen sta facendo discutere i leader europei già da alcuni giorni e stamattina anche il Presidente della Commissione Europea Juncker è tornato a dire che se salta la garanzia della libera circolazione, domani ci si chiederà perché avere una moneta comune. «L’Unione europea è minacciata alla base e forse non ce ne stiamo rendendo conto» ha tuonato Juncker, che intanto, è ancora coinvolto nello scontro con Matteo Renzi. La vicenda dei rapporti tesi tra Roma e l’Ue si è ingigantita ulteriormente oggi, dopo che il Presidente del gruppo popolare europeo (Ppe), il tedesco Manfred Weber, è intervenuto alla plenaria di Strasburgo. «Renzi sta mettendo a repentaglio la credibilità dell’Europa a vantaggio del populismo» ha detto e subito è arrivata la risposta del Premier italianoL’Italia, sempre più aperta e attrattiva per gli investimenti internazionali. Con grandi aziende globali che deciso di puntare sul nostro Paese. Come Cisco, i cui vertici ho incontrato questa mattina», ha scritto su Facebook Matteo Renzi. «È la risposta migliore a chi, forse impaurito da questo nuovo protagonismo italiano, preferirebbe averci più deboli e marginali, come purtroppo è spesso accaduto in passato. Se ne facciano una ragione: l’Italia è tornata, più solida e ambiziosa».

 

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