domenica, Settembre 19

Ecco come risponde la Cina ai dazi americani I dazi sulle importazioni imposti dagli USA, potrebbero scatenare una guerra commerciale tra le due maggiori potenze economiche globali, ne parliamo con Ross Feingold, analista e consulente politico di Taipei

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Potrebbe esserci una guerra commerciale? Se si, quali tratti assumerebbe sul fronte cinese?

Esiste la possibilità che la decisione USA si trasformi a sua volta in una guerra commerciale più ampia che coinvolga non solo il commercio bilaterale USA con la Cina, o con l’Unione europea o il Canada, ma un gran numero di relazioni commerciali globali che non riguardino necessariamente gli Stati Uniti. Una cosa da considerare è se nella fretta di vendicarsi, la Cina limiterà le nuove tariffe solo alle importazioni degli Stati Uniti, considerando che gli eventi a livello mondiale si muovono molto velocemente,  diventerà necessario per la Cina imporre tariffe anche su prodotti di altri Paesi.

Soprattutto oggi, nell’epoca della globalizzazione, una guerra commerciale danneggerebbe di certo tutti i Paesi coinvolti. Quali danni si possono ipotizzare sul lato cinese?

Le esportazioni sono importanti per l’economia cinese, ma solo per circa il 20% del PIL, quindi la crescita economica interna è molto più importante. La Cina può sopravvivere a un aumento delle tariffe statunitensi su acciaio e alluminio, ma certamente dovrebbe preoccuparsi se le tariffe USA aumentano su una gamma più ampia di merci. La leadership cinese è anche preoccupata per il suo prestigio nazionale e globale. Un Presidente e un Governo degli Stati Uniti che descrivano la Cina come un violatore della legge statunitense o un violatore delle regole del sistema commerciale globale potrebbe causare una perdita di reputazione.

I tweet di Trump accusano la Cina di violare la legge degli Stati Uniti o le regole del commercio globale. Questo potrebbe perfino far sì che i vertici della Cina ritardino l’avvio di negoziati con gli Stati Uniti. Per il presidente Trump, questo potrebbe anche far parte della sua strategia negoziale, se pensa che alla fine otterrà un accordo migliore per gli Stati Uniti.

In un conflitto del genere, la Cina che armi efficaci avrebbe da mettere in campo? Il blocco delle importazioni di prodotti agricoli americani potrebbe essere una di queste? Quali Paesi ne guadagnerebbero?

La Cina può ‘vendicarsi’ andando ad agire sui beni e servizi statunitensi, imponendo tariffe, limitando l’accesso al mercato o spostando gli appalti in altre parti del mondo come l’Unione europea o il Canada. Tuttavia, non tutte le fonti di prodotti statunitensi possono essere sostituite, la qualità di alcuni prodotti statunitensi potrebbe essere migliore rispetto ai prodotti sostitutivi e, ovviamente, un improvviso spostamento nell’acquisizione degli approvvigionamenti nell’Unione europea o in Canada determinerebbe squilibri tra domanda e offerta e costi maggiori per acquirenti cinesi e utenti finali. Quindi, una tale strategia potrebbe non essere nel migliore interesse economico della Cina e sarebbe una vittoria morale molto vuota sugli Stati Uniti.

Alcuni analisti sostengono che la Cina si stia coordinando con l’UE per decidere con quali misure affrontare il problema in risposta a Trump. È vero che c’è questo coordinamento? Si può ipotizzare un asse UE-Cina contro la Russia? Cosa ci si potrebbe aspettare?

Sicuramente l’Unione Europea e la Cina discuteranno delle risposte alle tariffe statunitensi e avranno discussioni di questo tipo sia a Pechino che a Bruxelles, e bilateralmente tra i membri dell’UE e la Cina. Tuttavia, i loro interessi non sono necessariamente allineati su questioni commerciali. Anche le relazioni bilaterali tra l’UE e la Cina hanno le loro controversie e il fatto che l’UE abbia obiettivi a lungo termine con gli Stati Uniti che differiscono da quelli della Cina, rende difficile per la Cina e l’UE una soluzione congiunta sulle tariffe del Presidente Trump. Inoltre, poiché le relazioni politiche tra Stati Uniti e Unione europea, Stati Uniti e Cina, differiscono in modo così drammatico, le aspettative degli Stati Uniti nei confronti dell’UE riguardo a relazioni più ampie, potrebbero limitare la misura in cui l’UE e la Cina riusciranno coordinare una risposta.

Come potrebbe reagire la comunità internazionale di fronte ad una guerra commerciale tra le due maggiori potenze economiche globali?

A seconda dei dettagli delle tariffe e dei prodotti interessati, molti Paesi asiatici che esportano negli Stati Uniti subiranno un impatto. Giappone e Corea del Sud saranno influenzati dai dazi su acciaio e alluminio. Alcuni di questi Paesi dovranno subire una guerra tariffaria perché il mercato statunitense è molto importante per questi Paesi come destinazione di esportazione. I membri della comunità internazionale come l’Unione europea e la Russia insieme a India e Cina hanno maggiori probabilità di essere i partecipanti chiave nella ricerca di una soluzione. I Paesi più piccoli potrebbero parlare di rinnovare gli sforzi per accordi commerciali bilaterali o regionali, ma la realtà è che la volontà dei responsabili politici è quella di andare a risolvere le controversie sui dazi statunitensi. Sarà difficile per gli accordi proposti come il partenariato economico globale regionale (ASEAN e Australia, Cina, India, Giappone, Corea del Sud e Nuova Zelanda) o l’accordo globale e progressivo per il partenariato transpacifico, la nuova versione del partenariato transpacifico (TPP).

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