mercoledì, Ottobre 20

‘Eccezionalismo’ USA: la politica del ‘due pesi due misure’ Ogni sfida all'autorità di Washington e alla sua legittimazione morale sovrastatale ha regolarmente incontrato la diffamazione dei media e la minaccia di sanzioni

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Da Muammar Gheddafi a Saddam Hussein e lo Shah iraniano, gli amici e gli alleati di Washington non sono stati proprio dei chierichetti – meno del gotha dei tiranni più violenti del pianeta.

Ma non è neanche questo il punto. Il punto è che quando una Nazione decide di stilare nomi ed elencare offese, farebbe meglio ad assicurarsi che il suo stesso Governo non stia commettendo gli stessi identici reati, attribuendoli però ad altri.

I funzionari USA oggi giustificano il loro intervento in Siria sostenendo che i militanti terroristici devono essere affrontati con urgenza per proteggere le democrazie occidentali. Questi stessi funzionari sostengono anche all’unanimità che i radicali ‘moderati’ dovrebbero essere usati per deporre il Presidente della Siria Bashar Al Assad, visto che ultimamente non detiene la legittimità popolare. Il fondamento logico è che un Governo democraticamente eletto dovrebbe essere attivamente deposto con vie terroristiche per aiutare a promuovere la stabilità. Devo ammettere di essere confusa.

Ancora meno chiaro: nelle ultime settimane la Russia è stata tartassata per aver presumibilmente programmato di opporsi attivamente ai militanti dell’ISIS in Siria. Si suppone però che le potenze occidentali dovrebbero accogliere gli sforzi anti-terroristici. Sbagliato! Sbagliato fino al punto che Washington è preoccupata solo di esercitare le forze militari per combattere il terrorismo – tutti gli altri sforzi sono illeciti.

Lo scorso 10 settembre, commentando l’argomento, il Ministro degli Esteri Russo Sergey Lavrov ha rimarcato che «visto che stiamo affrontando accuse infondate di illegittimità e di aver rafforzato l’ISIS, suggerisco di osservare le azioni della Coalizione», e ha aggiunto: «Sono convinto che sforzi coordinati siano possibili, sempre che non si usino due pesi e due misure». Ed effettivamente, la logica di due pesi due misure è alla base di tutti i problemi del mondo.

Per esempio, quando abbiamo chiesto perché il Presidente Al Assad abbia perso la sua legittimità, funzionari e analisti hanno avanzato che il suo dominio fosse caduto nel momento stesso in cui ha iniziato a tassare il suo popolo al fine di uno sviluppo economico. La stessa retorica è stata usata per Libia, Yemen, Iraq e tutti gli altri.

Dall’11 settembre 2001 l’America si è spostata in un piano più alto di moralità, secondo gli esponenti politici, economici e militari. Ma capovolgiamo lo specchio per un secondo e vediamo cosa riflette. Non è stata forse l’America a regalare al mondo la libera interpretazione, la sorveglianza istituzionalizzata, i siti neri, le torture sistematiche, le analisi etno-religiose e altre finezze? Ancora: non è stata forse l’America che ha aperto un illecito buco nero quando i suoi leader hanno deciso che missili senza pilota potevano entrare nella mischia militare quali armi mortali a scelta?

L’America non ha lezioni da dare quando si parla di costruire democrazia e legittimità… e non può certo reclamare nessuna forma di eccezionalismo; non finché ha le mani così sporche di sangue, e non finché è impegnata in così pochi fondi di aiuto umanitario.

Se, nonostante tutto quello che i funzionari di Washington hanno investito nell’arte del sostegno terroristico e del finanziamento ai radicali dall’Ucraina alla Siria, l’America mantiene nel proprio libro paga alcuni dei personaggi più spregevoli al mondo… è tutto per il bene comune, naturalmente.

 

Traduzione di Manuel Marini

 

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