martedì, Settembre 28

‘Eccezionalismo’ USA: la politica del ‘due pesi due misure’ Ogni sfida all'autorità di Washington e alla sua legittimazione morale sovrastatale ha regolarmente incontrato la diffamazione dei media e la minaccia di sanzioni

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Beirut – Mentre il Medio Oriente continua a decadere nella follia, indebolito da guerre e sconvolto da tragedie umane, gli Stati Uniti continuano a rimanere al centro di tutto – imponenti ingegneri di instabilità, architetti di un sistema mondiale il cui fondamento è profondamente a-democratico.

Per ben più di una decade il mondo è stato costretto a mandar giù quel che si può definire come ‘eccezionalismo’ americano: credere che l’America sappia meglio di tutti di cosa ha bisogno, come dev’essere organizzato e, ancora più importante, sotto quali stati leader gli sia permesso funzionare.

Ogni sfida all’autorità di Washington e alla sua legittimazione morale sovrastatale ha regolarmente incontrato la diffamazione dei media e la minaccia di sanzioni -la Russia più di chiunque altro ha imparato quanto può costare resistere a questa nuova divinizzazione delle politiche americane.

L’autonominato controllo delle politiche mondiali che l’America sta svolgendo sta dominando, e naturalmente dettando, la narrativa dei media, i quali recitano giochi democratici per un pubblico facile da manipolare, al fine di coprire i violenti programmi del Governo.

Se si pensava che gli interventi militari USA in Afghanistan e Iraq sulla scia dell’11 settembre avessero solo inasprito le tensioni, gettando benzina sul fuoco del predeterminato copione di guerra perenne, che dire allora della distruzione che ha colpito Libia, Siria e ora Yemen? Dove si fermeranno esattamente missili e carri armati? Quante comunità dovranno essere ancora rase al suolo prima che questa prodigiosa era democratica, così fervidamente decantata dai politici americani, si manifesti veramente?

Siamo sprofondati così a fondo nella tana del Bianconiglio che la gente ha iniziato a desensibilizzarsi sulle violazioni dei diritti umani, sull’infrazione delle norme sulla privacy e sulla sfacciata inosservanza delle leggi internazionali, tutto in nome della sfuggente Miss sicurezza nazionale.

Grazie ai politici USA, i quali accrescono il fondamento logico della paura su tutte le piattaforme possibili, la ragione e la logica sono state etichettate come temporanea follia e cospirazionismo. Secondo Washington il mondo ha bisogno di una direzione – la giusta direzione che solo l’America può dare, dato che la sua stessa Costituzione rappresenta l’espressione perfetta di tutte le cose appassionatamente democratiche e libere. Ci troviamo quindi in questo scenario orwelliano: tutte le Nazioni sono state costituite per misurarsi con le norme e le aspettative politiche di Washington. Non è forse questo il decentramento democratico?

Ma questo treno ha già lasciato la stazione. Ora siamo entrati negli inesplorati territori di un controllo sovranazionale gestito dal sistema statale degli USA, dove globalismo fa rima con autoritarismo. Un bel nuovo mondo, non c’è che dire!

Conseguentemente i leader arabi sono dittatoriali e ignobilmente violenti nei confronti della loro gente, o almeno così dicono gli Stati Uniti! Be’, nella maggior parte dei casi ciò è verissimo, tuttavia non ha fermato gli USA o le altre Capitali occidentali dallo stringere stretti rapporti economici e politici con loro. Che caso che l’America risvegli gli orrori del fascismo arabo solo quando questi Stati reclamano indipendenza!

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