mercoledì, Dicembre 8

E’ solo… arte di strada Emiliano Flacchi ci racconta la sua esperienza a Roma come interpreter di Michael Jackson

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Quanto è diverso fare l’artista di strada rispetto a quella definita dai critici come ‘ufficiale’?

Per la mia esperienza ho avuto molte più soddisfazioni sotto ogni punto di vista da quello morale a quello economico quando mi esibivo come artista di strada rispetto alla vita teatrale. L’arte ufficiale è meno libera ed è sottoposta a più vincoli e i pagamenti spesso non sono puntuali. L’arte di strada tira fuori quello che hai dentro e quando hai una preoccupazione questa si riflette subito sulla tua performance. Si cresce contestualmente se si esercita l’arte per le strade e la serenità che c’era prima non rimane anche oggi con gli sgomberi, le lotte di piazza tra artisti e guardie dell’ordine. La lotta era quella per far valere i propri diritti in favore dell’arte, spero quindi che ci sia la possibilità di esercitare la nostra arte liberamente e con gioia che si possa trasmettere alla gente, regalando un 15 d’ora di momento magico senza pensare ai problemi personali. Si cerca di portare nelle piazze uno spettacolo di grande livello, altrimenti non accessibile se non ad alto costo nei teatri.

Quanto le kermesse o le manifestazioni collettive di piazza aiutano l’artista a farsi conoscere, il pubblico ad amare quest’arte e a quali festival ha partecipato?

Riguardo le manifestazioni tutti noi artisti lavoriamo nella stessa direzione, essendoci una comunione di intenti anche fra artisti stessi che amano tutti questo tipo di arte, anche se ha aspetti diversi. Si cerca anche di far conoscere il nostro mondo e che cosa gira intorno ad esso, senza nessun racket dietro. Io ho partecipato al Festival di Tramonti, durato due giorni, che ha radunato diversi artisti di strada, ma ve ne sono molti altri a pagamento nei paesini in po’ più piccoli. Nelle grandi città al principio si teneva una manifestazione a piazza Navona, nel periodo di Carnevale, oppure a Piazza del Popolo, anche se non mi hanno mai chiamato per tali manifestazioni. In provincia o nel Viterbese mi hanno chiamato sempre, mentre nella Capitale mi hanno sempre visto e forse è per questo che non mi chiamano perché sono sempre a disposizione e sotto gli occhi di tutti.

Quanto pesa un’esclusione dalle piazze nella partecipazione a kermesse o manifestazioni?

A me personalmente l’esclusione non ha giocato più di tanto, se non nella piazza dove mi esibivo nella città di Roma. L’arte di strada rispetto a quella tradizionale è chiamata così perché è itinerante e si può spostare senza seguire una rotta precisa e quindi non risente delle strategie di quella cosiddetta ‘ufficiale’.

Quanto fa tenerezza alle persone rivedere in Lei Michael Jackson ancora in vita? Quanto un personaggio di tale levatura ha giocato per Lei artista che lo emula?

A me il personaggio aiuta tantissimo, avendo vita più facile degli altri proprio per la notorietà di tale star della canzone e delle performance canore. Il cerchio di persone che guardano si forma naturalmente in coloro che ascoltano la sua musica, anche da distante. E’ un personaggio che è entrato tanto nel cuore delle persone che basta veramente poco per attirare pubblico, il difficile sta invece nel peso di rappresentare un personaggio di tale levatura e talento. E’ facile scimmiottare una star del genere perché è a livelli veramente eccelsi e credo che in tanti anni d’esperienza ho imparato ad avvicinarmi non al suo genio, ma alla sua figura professionale. Con tale artista ha avuto molte soddisfazioni, visto che amo molto questo artista. Io sono distinto da lui, ma come lui ho molti fans che amano le sue performance e le canzoni con tanti complimenti, per mia fortuna, dal pubblico che si ferma a guardare per strada. Sono stato anche chiamato dalle televisioni e anche all’estero, anche se come dicevo prima con un figlio piccolo ho spostamenti limitati di tempo e percorrenza, dovendo rinunciare a parchi divertimenti all’estero e anche al Cirque du Soleil, cose che erano importanti e di livello. Ho preferito per la famiglia di tralasciare delle cose e forse questo lavoro è più adatto ai single che a gente come me, ma ho deciso di continuare a fare arte di strada, tralasciando delle opportunità che mi avrebbero portato ad un livello superiore a quello che ho ora. Il mio lavoro risente delle avversità della strada che rendono difficile questo lavoro: sampietrini sconnessi, asfalto rotto ecc. Ogni lavoro poi porta un po’ lontano da casa, quindi bisogna accettare anche questo.

 

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