lunedì, Luglio 26

E’ solo… arte di strada Emiliano Flacchi ci racconta la sua esperienza a Roma come interpreter di Michael Jackson

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L’arte di strada, che ha subito un discredito notevole perché la si considerava legata alla malavita locale e al racket locale, è stata oggetto di un altro articolo de L’Indro. Questa forma d’arte oggi però ha acquisito notevole spessore e non è legata, almeno a detta di coloro che la praticano, a tale giro di malaffare.

A Roma dall’allora giunta Alemanno fino alla gestione del Sindaco Ignazio Marino, le zone interdette agli artisti vanno da Piazza di Spagna, San Silvestro fino a Piazza del Popolo, facendo riferimento al comma 4 per l’uso improprio di amplificatori di voce e musica, che senza regole, dovrebbero destare dal sonno i residenti di tali quartieri di Roma. Milano invece ha fatto dell’arte di strada un suo punto di forza vitale della città che si arricchisce e di nuovi punti di vista di un’arte ‘non ufficiale’, o comunque considerata tale. La città ha aperto le strade ed è diventata ‘illuminata’ in senso proprio, ma anche di menti.

All’estero tale arte è considerata tale, mentre in Italia non si ha ancora una legge precisa in tal senso. Le persone straniere considerano infatti le persone che fanno tale mestiere come attrattive ‘di colore’ della città, da menzionare anche insieme ai monumenti storici. Emiliano Flacchi, interpreter (ovvero emulo) di Michael Jackson, ci racconta la sua esperienza di ballerino e cantante che emula la star morta pochi anni fa e viva nelle menti di molti di noi.

 

Che vuol dire emulare o interpretare Michael Jackson, quanto rimane di tale personaggio, delle sue canzoni e delle sue performance e quanto viene cambiato da Lei stesso mentre fa l’interpreter del suo personaggio?

Cerco di non cambiare nulla, anzi faccio del mio meglio per sembrare proprio lui o far assomigliare le sue canzoni alle mie, cercando di mixare le mie emozioni e quello che ho provato e sentito nell’ascoltare e vedere il suo personaggio, quando egli era in vita. Ho 31 anni e sono cresciuto insieme alle sue canzoni e video. Non voglio aggiungere o togliere nulla alle sue performance artistiche.

Lei è stato escluso da alcune piazze di Roma, e non so se da altre d’Italia,quali sono, come mai tale esclusione e quali, secondo Lei, le ragioni?

Mi esibisco sostanzialmente a Roma, anche se capita a volte di girare l’Italia, ma vivendo nella Capitale ed essendo padre di un bambino piccolo la città che prediligo è la Capitale. Fui escluso in primis dall’allora giunta Alemanno che con la delibera Gasperini mandò via dalle piazze gli artisti di strada. Si riscorse al Tar e tramite alcune battaglie si riuscì a tornare in cima. Adesso in particolare a Piazza del Popolo e Piazza di Spagna siamo stati sgomberati rifacendosi il Comune al comma 4 che limita l’uso del comma 1 di non usare amplificazioni in luoghi pubblici e di pubblico utilizzo, sostanzialmente emettere suoni e occupare le piazze d’Italia. Tutto per iniziativa di un comandante dei carabinieri a cui si è aggiunta la segnalazione di una protesta di questo comandante e visionando cosa si poteva fare a riguardo per smobilitare noi artisti di strada e si sono appellati al comma 4, quindi una persona ha deciso per le altre. In alcune piazze ancora si riesce a lavorare, ma non so se riusciremo a resistere, muovendoci in una direzione che ci possa tutelare e consentire di portare avanti la nostra arte, rispettando le regole vigenti e i cittadini stessi della Capitale. Vivo un momento di gioia e di scambio quando mi esibisco, ma non siamo tutti uguali e ci comportiamo nella stessa maniera, certo possiamo dare fastidio a qualcuno, ma non si può accontentare tutti.

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