venerdì, Luglio 23

E se invece…

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  1. L’ANNO CHE STA CORRENDO

Per la prosecuzione del 2017 da noi immaginato, e pure seguenti, ognuno prefiguri il mondo come meglio (o peggio, c’è chi trova gusto anche in quello) preferisce. In realtà abbiamo iniziato ‘tranquillamente’ anche questo 2016, ed è già tanto, tra bagni di sangue interislamici, più o meno credibili bombe nucleari nordcoreane, minacce di creazione del ‘Partito di Brunetta’ e via dicendo.

Che a pensarci è strano che comunque la vita continui normalmente, si fa per dire, con tutto quello che combiniamo. Probabilmente non ce lo meritiamo, ma intanto godiamocela così. Insomma, può sembrare incredibile, e comunque l’anno che è appena arrivato, ineluttabilmente tra un anno passerà. A meno che non siate passati, cioè trapassati, prima voi. Ché io, Lidemo, so di essere divenuto ormai quasi immortale, se non altro grazie alla scrittura, buona o cattiva che sia, e magari fra quattro, cinque anni, o quattro cinquemila, qualcuno ritroverà queste mie righe, o forse solo qualche frase o parola, e comunque penserà a chi le ha scritte, cioè a me. Bene o male, ma ci penserà, ed è già qualcosa. Quanto a voi…

Quanto a voi, razza di pecoroni intruppati che accettate di tutto per paura del peggio, e perciò accettate il peggio in cui quotidianamente siete e siamo, mal ve ne incolga. Provate magari piuttosto, oltre che a subire le cose o al massimo ad immaginare come meglio potrebbero essere, per una volta, per qualche volta, a determinarle. Che non sarebbe inutile esercizio. «Le disgrazie si affrontano, le fortune si subiscono», dicevano i Kennedy, che quanto a rovesci della sorte non erano secondi a nessuno. E siccome di catastrofi, e rovesci totali ed assoluti, non manchiamo certo neppure noi, collettivamente ed individualmente…

 

  1. E SE INVECE…

Per quanto mi riguarda, e per vostra informazione, ho appena personalmente proclamato il mio 2016 ‘Anno ufficiale della libertà’. Volendo dell’intelligenza, che ne è premessa e quasi sinonimo. Le altre eventuali considerazioni esistenziali, e conseguenti, le lascio ai miei filosofi preferiti, a cominciare dai ‘cari Paoli’, Paolo Villaggio, anzitutto, e poi Paolo Flores d’Arcais con l’ospite prediletta del suo ‘Micromega’, Valentina Nappi. Ed a quello sgambettare osceno ed impudìco che potrebbe persino, inauditamente, far pensare ad una libertà reale: lo sgambettare, intendo, sia dell’uno che dell’altra, ché la ben assortita coppia fa divertentemente pensare a Cesare Zavattini, ed alla sua ‘Diu’, ovvero ‘Dio’. «Diu al ghè… », «Dio c’è…». Con quel che segue e che ciascuno di voi conosce certamente a memoria, e se così non fosse se la vada a trovare come buon avvio d’anno, ché assieme alla ‘Commedia’ di Dante ed all’’Infinito’ di Leopardi tutte parlano dell’essenziale, cioè «del nascere e del morire».

Il tutto al netto delle tirate retoriche cui in genere si ricorre per riempire lo spazio quando non si sa bene cosa scrivere e cui qualche volta, evidentemente, anch’io indulgo e ho indulto. Però, se lo si vuol sapere, ho sempre preferito un disordine a un’ingiustizia: la mia natura, infatti, aborre la vessazione. E, comunque, al di là e prima di tutto e tutti, cercherò di fare in modo che questo mio ‘primo anno’ sia anno di scoperte e dignità, soprattutto la dignità del vivere e rapportarsi con gli altri. E degli altri avere rispetto, che è la cosa più difficile: e discriminante il fatto che appunto gli altri, tutti, siano valore e non strumento. Se invece tutto seguitasse così com’è, tristemente ineluttabile, se invece davvero nulla cambiasse, allora, che devo dire, peggio per ciascuno. Proverò, almeno per quanto mi riguarda, a fare in modo che così non sia.

E quindi il vostro Lidemo, per ora, solo per ora, vi saluta. Lui continua comunque a vivere, e altrettanto spera di voi per quanto è possibile. Tutto non va così bene come in Eldorado, ma non va neppure tanto male.

 

  1. Fine (per ora, ma poi continua, oh se continua…)

 

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