domenica, Novembre 28

E Sabella disse: 'Inutile il 41 bis per Provenzano' field_506ffbaa4a8d4

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Al di là dei ‘regimi speciali’: attualmente sono 52.846 i detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 49.504 posti, spalmati in 195 carceri nazionali. Il sovraffollamento carcerario degli ultimi decenni sembra si stia attenuando anche grazie agli interventi recenti del ministro della Giustizia Orlando e dall’intervento dalla suprema Corte costituzionale che ha cassato una legge restrittiva come la Fini-Giovanardi. In percentuale la presenza di stranieri è circa il 32 per cento delle presenze totali. C’è poi il capitolo, particolarmente delicato, dei minori. I detenuti presenti negli Istituti penali per minorenni, al 2015, sono 407, 168 gli stranieri.

«Il carcere è una città nascosta, molto spesso, al centro delle nostre città. Una città nascosta che non si guarda con piacere. Un luogo costruito per non avere rapporti con l’esterno», dice Luisa Prodi, vice presidente del Centro Nazionale del Volontariato, intervenuta al Festival del Volontariato di Lucca. L’isolamento praticamente totale del detenuto dalla vita pubblica, dalle persone esterne, dice Prodi, non ha avuto effetti positivi, utili, ai fini del buon recupero della persona e del suo reinserimento nella società: «L’efficacia sembra molto bassa. La legge, che chiede nello stesso tempo di punire e reinserire il detenuto, non ha funzionato con questo modello» Le statistiche ci trasmettono un’alta percentuale di recidivi tra coloro che escono dagli istituti di pena. Il carcere molto spesso cronicizza e/o peggiora la situazione di un detenuto. Un cambiamento nel modello detentivo e di recupero sembra ormai assolutamente necessario. È già iniziato il percorso tra chi opera a stretto contatto con il mondo delle carceri, per ripensare la forma, il modo, il come scontare una pena, per poter far rientrare una persona nella società con strumenti nuovi.

Altri dati meritevoli di riflessione sono forniti dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin: «Il rischio suicidio sui nuovi giunti, cioè sui detenuti appena arrivati in carcere, è al 53 per cento; i mesi tra maggio e ottobre sono quelli più rischiosi. Per quel che riguarda i soggetti con patologie, il 94,2 per cento sono uomini; il 46,3 per cento stranieri. Quanto alle patologie, la quota maggiore, intorno al 40 per cento, è costituita da malattie mentali o della sfera psichica: il 22,8  per cento da dipendenze; il 14 per cento da patologie gastrointestinali; l’11,5 per cento da malattie infettive e parassitarie».

 

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