mercoledì, Giugno 16

E questa sera-notte… field_506ffb1d3dbe2

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Partita del cuore 2013

La vera partita di oggi, e dei prossimi giorni, non è tanto quella sulle Riforme Istituzionali, con Renzi che respinge, con la Lettera Aperta ai Senatori, l’accusa di volere una svolta autoritaria nel percorso delle riforme e Grillo che, dal Blog, promuove l’ennesima campagna digitale contro di lui. Quella, certo, sta diventando, è già diventata, la madre di tutte le battaglie, il ‘delitto Matteotti’ del Berluschino. Se vince, come probabile, asfalta gli avversari e ha davanti un’autostrada. Se perde, come improbabile ma possibile, tutto ricomincia. E non è detto si vada davvero ad elezioni anticipate.

Ma, intanto, la vera posta in palio in questi giorni, in queste ore, è l’elezione da parte del Parlamento a Camere riunite di due membri della Corte Costituzionale e dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura. Membri ‘laici’, si dice: parola usata a sproposito visto come si tratti di ‘chierici’ della politica, in genere fratacchioni cui i Priori dei rispettivi partiti-conventi affidano il ruolo di difenderli (i partiti ed i Priori). Non è sempre così, certo, un po’ per habitus personale, un po’ per ‘grazia di stato’ (che significa tutt’altro da quel che intendeva l’eretto di Arcore). Ottimi e rigorosi membri di Consulta e CSM sono arrivati dall’elezione parlamentare e dalle nomine quirinalizie. Anche questa volta, certo, ci sono nomi eccellenti, come quello di Massimo Brutti ed altri, alcuni spostati disinvoltamente nel palinsesto delle nomine-giustizia da un ruolo all’altro. Ma il punto di approdo sarà probabilmente inquietante, non solo per avvocati che si ipotizza passare da ideare leggi patentemente anticostituzionali (e come tali cassate dai possibili futuri colleghi della Suprema Corte all’italiana) a, quelle stesse leggi, giudicarle. Per convertiti sulla Via di Damasco ‘garantista’ (bellissima parola e concetto resa parolaccia) e per quant’altro. Insomma non è questione, qui ed ora, di Ghedini e Violante. Non solo e non tanto. E’ questione di una politica, anzi di politici, ché la Signora Politica non esiste. E’ invenzione di persone, quelle sì concrete, che dopo aver fatto quel che vogliono accusano l’innocente fantasma d’essere una gran baldracca (e sempre, comunque, per fornicazioni con gli altri, ché loro…). Insomma si tornerà a votare per Corte e CSM, e come le volte precedenti sarà spettacolo di parlamentari chiamati al voto che non si presentano, con l’eccezione dei Cinque Stelle e pochi altri.

Mercoledì, intanto, la Consulta eleggerà il nuovo Presidente. Il precedente, Gaetano Silvestri, aveva cessato il proprio mandato il 28 giugno scorso. Elezione che avverrà a ‘corpo elettorale’ monco visto che il Parlamento, appunto, non ha ancora designato i due ora di sua competenza. Elezione non scontata tra Sabino Cassese (il più ‘anziano’ in ruolo) e Giuseppe Tesauro, entrambi in scadenza tra pochissimo, a novembre. Quindi potrebbe, quasi ineditamente e con l’avallo del gentiluomo Cassese, saltare la regola quasi sempre osservata di nominare il giudice più prossimo alla scadenza. E toccare ad Alessandro Criscuolo, indicato dalla Cassazione, che resterebbe in carica sino al 2017: periodo lunghissimo e controcorrente rispetto alla prassi.

Ma la cosa davvero scandalosa (se nel nostro Paese ci fosse ancora una maggioranza di cittadini in grado di scandalizzarsi) è che, praticamente per la prima volta, a fine luglio il nuovo CSM non può insediarsi per la mancata nomina dei membri indicati dal Parlamento, così il ‘vecchio’ pretende di poter operare anche oltre l’ordinaria amministrazione, come nel caso della, fondamentale nomina alla Procura siciliana. Anche perché nel nuovo CSM arriverà anche il GUP palermitano del Processo Stato-Mafia, Piergiorgio Morosini, che ha dimostrato doti di equilibrio sia nella propria attività di magistrato che alla guida del calderone bollente di Magistratura Democratica, che nella creazione di Area, uno dei gruppi vincitori di queste ultime elezioni. Andando oltre nell’esame analitico dei nuovi membri e di quelli che debbono uscire si capirebbe perché la ‘Politica’ preferisca da un lato rimandare, e, contemporaneamente ed affannosamente, trattare nuovi, notturni, patti. Come quello che probabilmente si delineerà in un incontro di questa seranotte. Ecco, questo è il vero Risiko di queste ore, il resto seguirà.  

 

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