sabato, Ottobre 23

E ora tutti a Scuola di Politica field_506ffbaa4a8d4

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Adesso il mestiere del politico si imparerà sui banchi. I professori saranno proprio loro, i nostri politici. Sembrerebbe che siano alla ricerca di un homo novus, o meglio di qualcuno che sia realmente preparato ad affrontare l’arena parlamentare. Enrico Letta, ad ottobre scorso, ha inaugurato la sua scuola di politica, “credo che al nostro Paese occorrano luoghi di costruzione del pensiero. Di pensiero pesante, anzi. E servono iniziative di formazione per riscoprire che la politica è ancora la più nobile delle attività umane. È dedizione alla comunità e spirito di servizio, è passione e partecipazione“. 

Anche il Partito Democratico, a febbraio, ha dato il via ai suoi corsi di formazione con ‘Classe democratica’. A ruota la Lega Nord non si è tirata indietro, e nella mission del corso si legge che ‘La politica non è una professione, la politica è una missione’Sante parole. Forse si sono accorti che l’improvvisazione e la buona volontà non sono sufficienti per delineare le caratteristiche di un buon politico. E c’è chi potrebbe pensare che questa classe politica è lungi dall’essere una buona rappresentanza democratica e soprattutto troppo lontana dall’elettorato. Nella Prima Repubblica la scuola era il contatto con la gente, adesso con la tastiera del computer. La differenza è abissale ed il risultato è sotto gli occhi di tutti. Ne abbiamo parlato con Patrizia Polliotto, avvocato e Componente il Comitato di Gestione della Compagnia di San Paolo; Componente il Cda di F.S.U. (Finanziaria Sviluppo Utilities, Capogruppo del colosso dell’energia Iren Spa); solo per citarne alcuni.

Stanno nascendo varie scuole di politica, dal PD alla Lega Nord. Questo perché c’è una certa inefficienza e poca preparazione nell’attuale classe politica? Si ritorna a quello che succedeva nella Prima Repubblica?

A mio avviso la politica ha sempre richiesto una scuola, essendo un esercizio dei propri diritti molto importante. Secondo il mio parere dovrebbe esserci sempre stata una scuola dedicata a questo particolare argomento. Oggi ancor di più quando vediamo che il termine politica è diventato un termine deteriore (in modo errato), che al contrario dovrebbe essere molto elevato ed equiparato ad un servizio pubblico nei confronti dei cittadini ed ad una restituzione di esperienze di persone che nella vita hanno deciso di mettere a servizio degli altri la propria competenza e le proprie capacità. In questo determinato periodo storico è ancora più apprezzabile che si ritorni un po’ indietro, in quanto le esperienze alla Grillo e altri parlamentari improvvisati vanno in senso contrario: vogliono dimostrare che chiunque può fare politica perché chiunque è meglio di chi fa politica di professione. Questo è da cassare perché abbiamo visto che non ha senso che si pensi che qualsiasi persona sia migliore rispetto a chi fa della politica la propria professione. Certo bisogna farlo bene, deve avere lo spirito di servizio e non secondi fini personali che sono sicuramente stati il motivo della squalificazione di soggetti e di tutta una classe dirigente del passato. Questo non significa che dobbiamo andare per forza in una direzione opposta e ancora peggiore di questa, bisogna cercare di migliorare ma anche di far tesoro delle esperienze precedenti.

Con Enrico Letta si è inaugurata (di nuovo) questa ‘strada’, poi gli altri partiti hanno seguito la stessa via. Queste scuole potranno essere i serbatoi dei Partiti per i nuovi candidati, anche perché la politica ha perso il contatto con il territorio, e ha puntato più su un’attività di comunicazione mediatica (vedere l’attività di Matteo Renzi)…

Intanto dovrebbe essere dedicata, in primis, ai giovani. Recentemente sono stata invitata ad inaugurare la scuola di politica, la Winter School, organizzata dalla Compagnia delle opere, e devo dire che c’era una grande presenza di ragazzi come è giusto che sia, perché loro sono i primi destinatari di questa attività e soprattutto sono coloro che possono far cambiare l’opinione sulla politica e avvicinarsi di più al territorio. Loro sono le persone che poi si dedicheranno all’attività politica. Non significa, ovviamente, partecipare ad un corso di politica e che diventeranno automaticamente politici di professione, ma sicuramente avere gli strumenti per farlo è già un buon passo avanti ed è soprattutto il giusto atteggiamento nei confronti di questo tipo di impegno. Non un atteggiamento qualunquistico e disinteressato, ma una scuola che insegni che prima di tutto si devono ascoltare le esigenze degli altri per riuscire a risolvere al meglio i problemi, anche nella loro complessità. Soprattutto i giovani dovrebbero essere incentivati, avvicinati non con questo atteggiamento qualunquista che negli ultimi tempi  è sempre più diffuso: ossia considerare la politica come un qualcosa di negativo in senso assoluto, senza andare ad analizzare le ragioni che hanno condotto a questa opinione.

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