giovedì, Aprile 15

È morto Luigi Pascale, il padre degli aerei leggeri italiani

0
1 2


Si è spento in questi giorni Luigi Pascale Langer. Il Professore. Per le costruzioni aeronautiche italiane, il suo è stato un nome importante. Pascale era un tecnico vero e nel 1948 si laureò in ingegneria presso l’Università di Napoli -che a quei tempi non si fregiava ancora dei nominativi federiciani ma che aveva già un grande peso nella ricerca aerospaziale impegnando docenti della qualità del gen. Umberto Nobile, fondatore di una scuola di alti profili professionali nei campi dell’aerodinamica, delle strutture aeronautiche e della propulsione. Ma il ‘Professore’ andò oltre anche la sua formazione accademica, della cattedra di Progetto Velivoli che occupò da giovanissimo. A soli 25 anni con il fratello Giovanni (Nino) costruì il suo primo aeroplano, il P.48 Astore, portato in volo il 2 aprile 1951 da Mario De Bernardi, ufficile della 91ª Squadriglia Aeroplani da Caccia comandata da Francesco Baracca ma più di tutto, vincitore nel 1926 della nona edizione della Coppa Schneider che quell’anno si svolse a Hampton Roads, in Virginia, ai comandi dell’idrocorsa Macchi M.39. E-diciamolo pure- padre di Fiorenza De Bernardi– la prima pilota di linea italiana.

Erano tempi quelli in cui la tecnologia fatta in casa aveva un suo valore, specie per quegli spiriti liberi che sapevano ingegnarsi con pochi attrezzi e tanta buona volontà. Infatti, molti dei pezzi usati per costruirsi l’aeroplano in cantina erano stati recuperati da quegli scarti che la guerra appena terminata aveva lasciato con grande indolenza in depositi improvvisati. Dunque va detto che l’ARAR, Azienda Rilievo Alienazione Residuati fu un ente che diede una mano sostanziale a chi si ingegnava a ricostruire un paese martoriato da bombardamenti e miseria. L’idea di riutilizzare quello che sarebbe costato troppo riportare a casa dei vincitori, fu del presidente del consiglio Ferruccio Parri che sotto la direzione dell’economista Ernesto Rossi strutturò l’impegno il 29 ottobre 1945, confermato anche da Alcide De Gasperi, che estese l’attività fino al 2 gennaio 1958.

Così l’Astore era una macchina piuttosto semplice, un biposto ad ala alta controventata (una caratteristica di quasi tutti gli aerei realizzati dai Pascale), con il carrello fisso a ruotino di coda e potenziato da un motore americano da 65 cv. Circa 180 km/h la sua velocità. Cosa da poco si direbbe oggi. Ma allora non era così, quando gli unici strumenti di calcolo erano un regolo -status simbol di tanti studenti di ingegneria per molte generazioni- e per lavorare ci si basava sull’accuratezza di cacciaviti e carta vetrata. L’aereo fu trasportato completamente smontato dall’abitazione di famiglia, in Via Tasso 480 all’aeroporto di Capodichino. A quei tempi non esisteva alcuna Tangenziale e le strade di Napoli risentivano ancora dei bombardamenti e dei dissesti appena passati. Questo passaggio va sottolineato perché l’aeroplano è un mezzo molto delicato e tutte le sollecitazioni che subisce nel trasporto, ma anche per i rullaggi sulla pista, costituiscono elementi di grande trauma strutturale. Ma la Fiat Topolino, a cui fu agganciato il P.48 svolse bene il suo compito e De Bernardi dopo i doverosi giro-pista e tutti i controlli che un pilota è abituato a compiere, il 2 aprile 1951 portò in volo un sogno ma anche una speranza che poi ha dato la certezza del posto di lavoro a un gran numero di famiglie.

La famiglia Pascale ha dato molto lustro alla città di Napoli. Originario di Faicchio, nel beneventano, era il nonno Giovanni che fu allievo dei maggiori luminari del tempo della medicina e della clinica chirurgica nell’ospedale napoletano di S. Maria della Pace. Ma il sen. Giovanni Pascale nel lontano 1913 organizzò tra i primi un suo reparto ospedaliero basandosi sui principi della termosterilizzazione, creando poi ospedali per il ricovero e la cura dei feriti di guerra e sanatori per la tubercolosi ma poi il suo nome si è legato alle patologie cancerogene, creando a Napoli l’Istituto per lo studio e la cura dei tumori maligni, integrato da un Centro diagnostico e curativo annesso alla prima Clinica chirurgica dell’Università.

Ma Luigi Pascale, che in pochi chiamavano ‘Gino’ fu un costruttore dalla mille risorse, inventando con il fratello una serie di modelli di aviazione generale che hanno rappresentato il cardine delle scuole di volo e del turismo aeronautico. Alcuni modelli, quali il bimotore P.68 Observer, sono stati macchine per la sorveglianza del territorio in dotazione a diverse forze istituzionali, con il marchio della Partenavia, un’industria che ha occupato fino agli anni Ottanta circa 200 tra maestranze e progettisti. Si trattava di una realtà esemplare in un’area sempre soggetta a crisi occupazionali.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->