venerdì, Ottobre 22

«E’ morta L’Unità, L’Unità è viva!» Veneziani riprende 'L'Unità' per i capelli

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Dunque sarà Guido Veneziani a riportare in edicola l’Unità, «tra qualche mese e con una redazione più snella» come fanno filtrare il futuro azionista di maggioranza e il Partito democratico.
Nato in Calabria,  emigrato con la famiglia e cresciuto a Torino, milanese da una quindicina d’anni, Veneziani è un personaggio  semi sconosciuto nel mondo politico, anche se anni fa fu uno degli editori che tentarono di accaparrarsi i periodici Rcs e di prendersi ‘La 7‘, ma piuttosto famoso per le sue riviste di gossip e cronaca popolare. La sua carriera di editore è cominciata a ‘Odeon tv‘ con l’ex patron della Parmalat, Calisto Tanzi, ed è proseguita nelle scuderie di Edilio Rusconi, Eduardo Giliberti e Flavio Biondi, prima di avventurarsi nella carta stampata con le riviste di gossip.

L’ultimo nato dei suoi 11 settimanali si chiama ‘Miracoli‘ Nel numero di esordio uno dei titoli d’apertura era dedicato ad Albano Carrisi che diceva: «Ho sconfitto 3 volte il demonio». Nella ‘Vero Tv’ del gruppo, che non se la passa benissimo, il direttore editoriale è Maurizio Costanzo e tra le star compaiono Lorella Cuccarini, Alba Parietti, Gaspare e Zuzzurro. I nazional-popolari ‘Stop’ e ‘Vero’ vanno alla grande dalle parrucchiere, mentre ‘Rakam’ è un must tra le casalinghe.

Per quante ironie si possono fare, la Gve, che sta per Guido Veneziani Editore, nel 2013 era il terzo gruppo in Italia per copie di settimanali venduti (830mila), dietro soltanto all’irraggiungibile Mondadori (2,4 milioni) e a Cairo Editore (1,7 milioni). E nello stesso anno ha chiuso il bilancio con 3,9 milioni di utile netto,13,6 milioni di patrimonio e 6,3 milioni di indebitamento finanziario.

La Gve si presenta come un gruppo solido e in espansione. Ha due tipografie – la Roto Alba e le Grafiche Mazzucchelli, una roto-offset acquistata recentemente- dove lavorano un centinaio di persone. Stampa ‘Famiglia Cristiana’ e il 10% dei cataloghi dell’Ikea. Ha un accordo di distribuzione con la società Messaggerie Periodiche e ha costituito da poco due nuove società: la Gv Periodici e la Vero Tv in cui sono stati conferiti i rami d’azienda dei rispettivi business ovvero i periodici e la televisione digitale. La concessionaria pubblicitaria del gruppo è la GVPubblicità.

I 10 milioni di euro che avrebbe messo sul piatto per entrare come socio forte nella nuova società editrice del quotidiano fondato da Antonio Gramsci, fanno ben sperare. «Sembra una buona offerta», commentano a caldo i giornalisti de l’Unità, «siamo contenti che sia arrivata da un editore puro». Anche se si aspetta la presentazione del piano editoriale e serpeggia la preoccupazione per gli organici: «Prenderanno 25, massimo 28 giornalisti, dei 56 che siamo», dicono e bene informati.

In due interviste apparse su ‘Corriere della Sera‘ (il primo a dare la notizia dell’accordo) e su ‘La Stampa, Veneziani anticipa la sua filosofia editoriale e le sue intenzioni. «Io sono un editore puro, rilevo ‘l’Unità’  perché credo che sia un affare. E’ un giornale da rilanciare con le opportune operazioni di marketing, ma con un marchio ancora forte e un bacino di lettori veramente ampio; specie adesso, con il segretario del Pd che è il primo ministro e un comunicatore perfino più efficace di Berlusconi».

Aggiunge che la ‘sua’ Unità sarà naturalmente online a avrà una versione per i tablet, ma la sua anima sarà tradizionale: «Perché a me piace la carta, piacciono le edicole». Poi spiega: «l’Unità resterà il giornale del Pd ma io vorrei che diventasse un grande quotidiano popolare, che spiegasse quel che succede nel mondo con un linguaggio semplice». L’Unità come Vero?  «Popolare non vuol dire né povero né gossipparo. Non  penso a un giornale con le donne nude come il Sun, ma se becchiamo nuda la fidanzata di Berlusconi la mettiamo. Comunque l’Unità si occuperà di politica e di sociale, con un linguaggio giovane, adeguato ai tempi moderni. Anche la cronaca, non nera, avrà un grande spazio. Come Direttore voglio un Direttore giovane, dinamico, innovatore: nel mio gruppo ne ho sei, il più anziano ha 34 anni». Infine, sembra annunciare una svolta su Renzi, con cui il quotidiano fondato da Gramsci non è mai stato tenero. «A me Renzi piace moltissimo. Mi piace chi è giovane, energico e prova a fare quel che tutti non considerano fattibile».

Nella trattativa condotta dal tesoriere del Pd, Francesco Bonifazi, la proposta di Veneziani è stata preferita a quella del banchiere d’affari Matteo Arpe e di ‘Lettera 43‘, dopo che era già uscito di scena l’ex azionista di maggioranza della precedente società editoriale (la Nie, ora in liquidazione), Matteo Fago, editore tra l’altro del portale di prenotazioni alberghiere ‘Venere‘, che si era proposto per rilevare la testata in affitto.
I dettagli dell’operazione ancora non si conoscono. Anche perché la partita ufficialmente è ancora in mano al liquidatore, che dovrà vagliare le ‘manifestazioni di interesse’ da presentate entro il 31 ottobre per evitare il fallimento (i debiti della Nie ammonterebbero a 30 milioni). Ma l’accordo, per ammissione degli stessi contraenti, è fatto.

Nella partita ci sarà anche l’ex azionista di minoranza della Nie, l’eccentrico imprenditore pisano Maurizio Mian, che anni fa inventò la leggenda metropolitana del cane Gunther guarito dall’osteoporosi con un farmaco prodotto dall’azienda di famiglia, al quale la proprietaria -una ricca contessa tedesca- avrebbe lasciato tutta l’eredità affidandolo al suo guaritore italiano. Mian, con i soldi della contessa, avrebbe poi fondato la Gunther Reform Holding e rilevato alcune società sportive, tra cui il Pisa calcio, mettendo alla presidenza… il cane.
Per agevolare il ritorno in edicola de ‘l’Unità’ (tra novembre e dicembre) e cercare un miglior equilibrio finanziario, il Pd è intenzionato a creare una fondazione della propria editoria nella quale entrerebbero la tv dei democratici ‘Youdem’ (che è in attivo e con possibilità di sviluppo, tanto che a breve dovrebbe sbarcare sul digitale terrestre), l’altro quotidiano di riferimento, ‘Europa‘ (che cesserebbe le pubblicazioni dell’edizione cartacea ma verrebbe rilanciato come settimanale di approfondimento online) e, per l’appunto, ‘l’Unità’.

 

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