mercoledì, Maggio 12

E la politica va in fermento field_506ffb1d3dbe2

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Anwar Ibrahim malaysia

Bangkok – Mala tempora currunt sulla scena politica della Malaysia negli ultimi tempi. I tre principali partiti dell’opposizione della Malaysia, riunitisi sotto la bandiera del Pakatan Rakyat PR stanno apertamente litigando al proprio interno circa un piano che prevede la rimozione del Capo del Ministero di Selangor, il secondo caso in tre mesi che minaccia di dividere una alleanza che dura da sei anni.

I leaders dell’alleanza s’erano già scambiati parole dure ed astiose ad Aprile e Maggio dopo che il partito membro del Pakatan Rakyat denominato Parti Islam SeMalaysia PAS aveva tentato di introdurre il Codice Penale Islamico nello Stato di Kelantan. Si è evitata una scissione all’ultimo momento solo quando il Parti Islam SeMalaysia ha rivisto la propria decisione ed il proprio progetto. Gli altri due membri dell’alleanza politica sono il multirazziale Parti Keadilan Rakyat (PKR) guidato dal capo dell’opposizione Anwar Ibrahim ed il partito basato sulla componente cinese Democratic Action Party DAP.

La crisi attuale ha preso le mosse quando il partito di Anwar Ibrahim ha deciso a Marzo di rimpiazzare a Selangor Menteri Besar Abdul Khalid Ibrahim un membro chiave del Parti Keadilan Rakyat per la sua leadership ritenuta inefficace e che ha eroso il supporto del voto. Khalid, il quale è nel suo secondo mandato come capo ministeriale è stato accusato anche in tema di problemi nelle forniture idriche in molti Distretti di Selangor, Kuala Lumpur e Putrajaya. E’ stato anche accusato di aver fallito nel forzare le Autorità islamiche nel farsi restituire copie in lingua malese della Bibbia realizzate da una organizzazione cristiana locale. Inoltre, è anche accusato per il fallimento del Governo statale nel fermare un piano di costruzione di un’autostrada chiamata Kidex che ha visto l’opposizione di alcuni residenti poiché praticamente attraversa i loro abitati.

Secondo le critiche del Parti Keadilan Rakyat , il piano di rimozione di Khalis è la via di Anwar per piazzare una lotta di potere tra il capo ministeriale di Selangor ed il Presidente del Parti Keadilan Rakyat Azmin Ali il quale aspira a quel posto. Anwar ha proposto sua moglie, Presidente del Parti Keadilan Rakyat, Wan Azizah Wan Ismail, in qualità di prossimo capo del ministero.

Ma il Parti Keadilan Rakyat non può rimuovere Khalid di sua propria volontà poiché il Governo statale è composto dall’alleanza Pakatan Rakyat. Il Parti Keadilan Rakyat ha bisogno di ottenere l’accordo di Parti Islam SeMalaysia e Democratic Action Party. E poi il Parti Islam SeMalaysia, dopo un apparente iniziale accordo favorevole alla rimozione di Khalid durante un meeting del consiglio del Pakatan Rakyat tenutosi lo scorso mercoledì, ha fatto dietro front con implicazioni di rilievo per l’alleanza d’opposizione.

La situazione di rottura del Pakatan Rakyat compromette non poco le speranze di molti cittadini ed elettori della Malaysia i quali ripongono la propria fiducia in un futuro sistema bi-partitico che porrà fine a quella specie di monopolio politico del potere attuato dalla coalizione federale, cioé il Barisan Nasional.

Il Presidente del Parti Islam SeMalaysia, Abdul Hadi Awang, il quale non ha partecipato al meeting del Consiglio, ha affermato Sabato scorso che non vi è stato per lui alcun tipo di accordo. Ed ha affermato: «Se Khalid è coinvolto in uno scandalo basato su abuso della fiducia popolare, appropriazione indebita di fondi statali, allora dobbiamo cambiare. Ma se vi sono motivazioni diverse, non dobbiamo cambiare il Capo del Ministero. Lasciamogli terminare il suo mandato».

Il Segretario Generale del Parti Keadilan Rakyat, Saifuddin Nasution, ha subito redatto un documento pubblico affermando che il Parti Islam SeMalaysia non può fuoriuscire dall’accordo stabilito durante l’incontro del Consiglio.

«Questo processo è il meccanismo decisionale di più alto livello nel Pakatan Rakyat che è stato rispettato praticamente fin da quando il Patakan Rayat è stato fondato. Ogni partito è rappresentato dal top della sua leadership che deriva da un mandato ricevuto in base a decisioni dei propri rispettivi partiti all’interno del Pakatan Rayat», ha aggiunto Saifuddin in una dichiarazione pubblica.

I commenti di Abdul Hadi sono stati sostenuti dal leader spirituale del Parti Islam SeMalaysia, Nik Aziz Nik Mat, Capo del Parti Islam SeMalaysia Ulama ala clericale Ahmad Yakob e dal Commissario Parti Islam SeMalaysia a Selangor Iskandar Abdul Samad. Il Democratic Action Party preoccupato afferma che l’alleanza tripartitica potrebbe essere in serio pericolo di dissoluzione.

Il Segretario Generale del Democratic Action Party, Lim Guan Eng, ha affermato in una pubblica dichiarazione rilasciata Domenica scorsa: «Se le decisioni che abbiamo raggiunto insieme attraverso i leader più elevati in grado all’interno del Consiglio del Pakatan vengono respinte come quelle di un solo partito, la sopravvivenza e la credibilità dell’intero Patakan continuerà ad essere pregiudicata». Tra le tensioni in atto, il capo de facto del Parti Keadilan Rakyat, Anwar, ha affermato Domenica in una dichiarazione pubblica di tre paragrafi che egli crede nel fatto che lo “spirito di consenso del Pakatan Rayat” prevarrà.

Poiché Khalid insiste forte sul fatto che non si dimetterà mai, l’alleanza del Pakatan Rakyat potrebbe successivamente proporre una mozione di sfiducia nella legislatura statale di Selangor rappresentata da 56 membri.Ma con il Parti Islam SeMalaysia contrario al piano di cacciare via Khalid e l’opposizione di stato, il Barisan Nasional, -che si ritiene possa anch’esso svolgere una mossa nella direzione del blocco- potrebbe contribuire ad ispessire ulteriormente uno stallo finale con poche soluzioni nell’immediato. Per i detrattori, molto semplicemente, la pubblica virulenza del Pakatan Rakyat si ritiene possa elevarsi ancora, mettendo in imbarazzo l’alleanza politica che tiene particolarmente –invece- a mostrarsi coesa e di essere una via fattivamente praticabile per porsi come alternativa valida al Barisan Nasional nella guida della Nazione.

 

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