martedì, Settembre 21

E la chiamano ripresa

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La Legge di Stabilità: alla fine si farà, magari, come Renzi vuole. Però Bruxelles rimane ferma nella sua contrarietà al taglio della Tasi e ferma nel suo chiedere che siano drasticamente ridotte le tasse sul lavoro. Vediamo cosa dicono le pagelle per i diciannove Paesi dell’Eurozona. L’Italia non sarà bocciata, ma forse neppure promossa. Molto dipenderà da Draghi: a dicembre la BCE esaminerà gli effetti delle misure adottate e «non esiterà ad agire e a potenziarle se dovessimo giungere alla conclusione che si sono materializzati rischi per i nostri obiettivi di stabilità». Resta il problema principale: se la legge di Stabilità non muta in modo sostanziale, cadono le prospettive di crescita reale. Significa interventi per il lavoro, riduzione delle diseguaglianze, nodo delle pensioni e della flessibilità in uscita. Una politica riformatrice, insomma.

Sullo sfondo le elezioni amministrative. Sembrano lontane, ma sono in realtà più vicine di quanto si creda, soprattutto perché il PD al momento non sa che pesci pigliare. Se a Milano per il PD si candida l’ex braccio destro di Letizia Moratti, che per titolo di merito ha l’aver gestito EXPO, vuol dire che molto non va. A Roma siamo in alto mare; a Napoli la carta vincente è Antonio Bassolino? E si avvertono sinistri scricchiolii anche nelle ritenute sicure Bologna e Torino… Ha un bel dire tutto l’entourage di Renzi che si vota per amministratori e il Governo non è in discussione. E’ fatale che sia un voto anche politico. Con lo spettro che il vero vincitore alla fine siano due: il Movimento 5 Stelle, e gli astenuti. In Campania poi le cose sono ancora più complicate per via dell’’affaire’ Vincenzo De Luca. Per quel che riguarda le vicende relative all’indagine sul conto del presidente della regione Campania, Renzi dice di avere una posizione semplice: «La magistratura faccia il suo corso, abbiamo in essa fiducia, allo stesso tempo il governatore ha il diritto e dovere di governare quella terra». E fin qui, nulla da obiettare. Cosa può dire di diverso un presidente del Consiglio? Il fatto è che Renzi ci tiene a ripetere una frase già detta: “Governi pure, se è capace”; la stessa frase, con lo stesso tono usato nei confronti dell’ex sindaco di Roma Ignazio Marino. Ci manca solo un ‘Stai sereno, Vincenzo’. Lui, De Luca, anche se si farà scorticare piuttosto che ammetterlo, di sicuro ha fatto tutti gli scongiuri di cui è a conoscenza.

 

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