martedì, Settembre 28

E’ finita (di nuovo) la benzina La Corporazione Petrolifera Nepalese è fortemente indebitata con quella indiana. No soldi no benzina

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benzina nepal

Bangkok – Il Nepal s’è ritrovato spesso a dover affrontare situazioni di crisi energetica a causa della crisi petrolifera nei decenni trascorsi in special modo quando la Indian Oil Corporation IOC ha tagliato le proprie forniture. In ogni caso, la Nepal Oil Corporation NOC è permanentemente in debito con la controparte indiana ed i suoi conti sono in rosso fisso costante. Proprio le condizioni di difficoltà della Corporazione Petrolifera nepalese e gli altrettanto ripetuti ritardi nei pagamenti da parte nepalese sono alla base delle motivazioni che hanno spinto la Corporazione Indiana del Petrolio a tagliare le sue forniture.

Come si può ben immaginare, ogni volta che il petrolio e la benzina disponibili si ritrovano ad essere improvvisamente in quantitativi ridotti, tagliati o interrotti, in territorio nepalese si vivono situazioni di grande difficoltà, specialmente nelle zone cittadine o nelle aree urbane. E la risposta governativa a questa situazione è sempre stata puntiforme, una risposta una tantum. Ogni volta, affannosamente, cerca di risolvere qualche rata inevasa e tappa i buchi, facendo finta di dimenticare quale sia il reale stato delle cose almeno fino alla crisi successiva. Ma i tentativi di procedere alla risoluzione definitiva della intera cosa sono stati ben rari. E così verrà una nuova crisi negli approvvigionamenti di carburanti, vi saranno problemi di non lieve entità nella vita collettiva ed alla fin fine il Governo continuerà ad adottare soluzioni-tampone senza procedere alla risoluzione definitiva della questione. Né sembra che tale modo di procedere debba cambiare nel breve o nel medio periodo.

In questi ultimi tempi si è saputo che la Corporazione Petrolifera nepalese ha chiesto 5 miliardi di Rupie (circa 52 milioni di Dollari USA) sotto forma di finanziamenti a vario titolo per pagare qualche quota dovuta alla Corporazione Petrolifera indiana. Il Governo ha risposto negativamente affermando che invece di chiedere soldi si potrebbe, piuttosto, aumentare il prezzo della benzina. Bisogna però ricordare il fatto che il prezzo della benzina non è aumentato proprio perché ci sono state vibranti proteste popolari su questo tema e che la proposta di innalzamento del prezzo dei carburanti è stato in fretta e furia depennato. E così, la Corporazione Petrolifera nepalese è di nuovo a corto di soldi. Le istituzioni finanziarie nepalesi sono riluttanti a prestare denaro alla Corporazione Petrolifera nepalese che, a sua volta, aveva già ottenuto 35 miliardi di Rupie da differenti istituzioni economiche e finanziarie nazionali. Esponenti ufficiali del Governo hanno chiarito che non possono più fare niente in merito e stanno aspettando un documento frutto di analisi sullo stato delle cose in sede parlamentare, attraverso una sua apposita Commissione istituita per monitorare e definire i contorni del problema relativo alla acquisizione del petrolio dall’estero e sulla sua distribuzione. Ma tale resoconto della Commissione parlamentare ad hoc si ritiene non lo si otterrà prima della fine di Aprile.

In realtà, quand’anche lo studio della commissione fosse giunto prima non sarebbe cambiato nulla, stante la forte esposizione debitoria nepalese nei confronti del fronte indiano. Molto probabilmente gli esiti della Commissione si condenseranno in consigli su cosa fare nel medio-lungo periodo e su come ristrutturare la Corporazione Petrolifera Nepalese ma non sull’immediato, ovvero, come affrontare il debito pregresso con la Corporazione Petrolifera Indiana. Nel frattempo, se non si troveranno i soldi per compensare l’India della benzina fornita in precedenza, in 12 giorni il Nepal sarà nuovamente in ginocchio e dovrà affannosamente arrabattarsi in giro per trovare petrolio e benzina per riprendere la proprio vita nazionale, sia nel mondo della produzione sia nel mondo sociale.

 

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