domenica, Giugno 20

E‘ Dubai il centro degli affari del mondo

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Una città felice, creativa, produttiva ed innovativa; una società inclusiva e coesa; il posto preferito per vivere, lavorare o visitare; un hub che possa primeggiare nell’economia globale, una città sostenibile e interconnessa e un Governo che punta all’eccellenza delle sue risorse. Non è l’eldorado. Si tratta della strategia di contenimento messa in atto dal Dipartimento dello Sviluppo economico di Dubai che lancia un programma, da realizzare entro il 2021, caratterizzato da nuovi investimenti e dall’innovazione che si baserà appunto su questi sei capisaldi.L’Emirato di Dubai punta dunque con tale programma a rilanciare i settori del turismo, del commercio, del real estate, delle costruzioni e dei trasporti e logistica ed ad assicurare circa 600 mila nuovi posti di lavoro in 5 anni.

Facciamo un passo indietro: il 2015 è stato caratterizzato da un’economia che ha visto il Gdp (gross domestic product) in crescita, un costante impegno da parte delle Autorità locali verso la diversificazione, un tasso di inflazione contenuto e notevoli investimenti sulle persone, ma anche su progetti infrastrutturali (come il Dubai Water Canal il progetto che consentirà di congiungere Business Bay con il Golfo arabico passando nel cuore di Dubai, fino a Dubai Adventure Studios, che verrà realizzato a Jebel Ali ed accoglierà 5 distinti parchi tematici ed il nuovo progetto di riqualificazione dell’area sul canale Creek di Dubai), la riforma del diritto societario e la nuova legge sulla partnership tra il settore pubblico e quello privato. Ciononostante alcuni comparti come il turismo, il real estate, il manufatturiero e la logistica hanno subito delle flessioni soprattutto nell’ultimo quadrimestre dell’anno. Molti progetti nel settore oil & gas sono stati cancellati o rinviati a causa del prezzo del petrolio troppo basso che non garantisce al Governo quelle entrate che avrebbero assicurato la copertura finanziaria.

Ma allora alle imprese italiane che hanno intenzione di investire a Dubai, conviene in questo momento? A rispondere è Thomas Paoletti socio dello Studio legale Paoletti che nel 2008 inizia la sua collaborazione con lo Studio legale Al Bahar di Dubai, dove si occupa soprattutto della stesura di contratti commerciali e atti societari e dell’assistenza ai clienti locali ed esteri in materia contrattuale. È iscritto negli albi degli avvocati dell’Ambasciata italiana ad Abu Dhabi, del Consolato Generale d’Italia a Dubai e dell’Istituto italiano per il Commercio Estero a Dubai.

Assolutamente si, conviene – dichiara l’avv Paoletti – ma le imprese italiane devono capire che anche loro hanno la necessità di stilare un programma a medio termine e considerare i primi due anni come anni di investimenti. Non basta infatti aspettare di trovare l’occasione giusta per decidere di entrare sul mercato, perchè quando il management della società decide di farlo, è troppo tardi e l’opportunità di business è passata. Il mercato emiratino e dell’area del Golfo in genere, deve essere presidiato dal suo interno. Poi per quanto riguarda i settori, consiglio quelli del turismo, del commercio, del real estate, delle costruzioni, dei trasporti e logistica, senza dimenticare il settore dell’energy saving dove Dubai ha messo in atto il programma al 2020 che prevede che il 7% dell’energia sia prodotta da energia pulita. Entro il 2050 la percentuale di energia pulita dovrà coprire il 75% del fabbisogno. Ma anche il settore dell’IT dove Dubai punta a diventare una città tecnologicamente smart. Si pensi al settore della mobilità per il quale il Governo di Dubai ha lanciato il programma al 2030 di rendere il 25% del trasporto urbano senza conducente: incredibile, ma vero!” Non sottovalutiamo il fatto che Dubai non è più un Paese in black list, per cui presenta molti benefici di carattere fiscale e diverse agevolazioni che vanno dalle opportunità di costituire una società in una delle tante free zone dove l’investitore straniero può detenere il 100% delle quote con tempi di costituzione molto brevi, alle opportunità di selezionare validi partner locali per la sottoscrizione di joint venture.

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