venerdì, Ottobre 22

E adesso regoliamo i conti

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A metà legislatura si rinnovano le Presidenze delle Commissioni parlamentari ed ora tocca, ultima ma non ultima, anche a quella Antimafia. Una bicamerale che venne varata dopo le altre soprattutto a causa del braccio di ferro tra riottosi alleati di inizio legislatura, compresa Forza Italia allora in maggioranza: Rosy Bindi ne conquistò la guida dopo parecchie polemiche ed addirittura non partecipazioni al voto. Poi le cose hanno preso una loro strada più o meno accettata sino al ‘caso Campania’ quando alla vigilia delle elezioni Regionali del 2015 la Presidente ‘inserì’ tra gli impresentabili all’ultimo momento anche il nome di quel candidato Governatore, Vincenzo De Luca, poi comunque vincente. Era del Partito Democratico. La pubblicizzazione del nome dell’ex Sindaco di Salerno la portò al centro delle polemiche: lei investita dallo tsunami, lei a ripetere che l’Antimafia era tenuta per legge ad occuparsene… E gli avversari, in gran parte dello stesso partito, a sostenere che da sempre la Commissione aveva pubblicato le liste solo dopo il voto e convinti che la scelta dei tempi derivasse da un regolamento di conti ‘in casa’, con vero obiettivo l’attacco a Renzi.

E adesso lui vorrebbe, forse potrebbe, rifarsi portando alla guida della Commissione al posto della Bindi il proprio deputato Emanuele Fiano, anche capogruppo degli Affari costituzionali ed in passato membro del Copasir, il ‘Comitato parlamentare per la sicurezza delle Repubblica’ organo di controllo dei Servizi segreti. In realtà nei tanti anni di esistenza dell’Antimafia il Presidente è sempre rimasto lo stesso per l’intera legislatura, salvo il caso della sostituzione di Ottaviano Del Turco perché promosso a Ministro. Non si tratta però, in questa occasione, unicamente di posti e risse interne. Ben più strategicamente la questione si avvia a diventare una prova della presa del segretario sul partito, e sulle modalità di rapporto interno con gli oppositori e la sinistra. Per metà marzo si dovrebbe in ogni caso procedere al voto, con il PD a seguire le indicazioni del vertice. Si vedrà quanto. E se si realizzasse questa eventualità ci sarebbe la certamente entusiastica adesione delle residue truppe di Silvio Berlusconi per cui ‘la Bindi’ è sempre stata bestia nera e spauracchio, e perciò oggetto di ripetuti attacchi anche tristemente personali.

Nei rinnovi delle Commissioni di questa legislatura già avvenuti tra Camera e Senato tutti i Presidenti espressi dal Partito Democratico sono stati confermati. Sinora. La sostituzione di una ‘antirenziana doc’ con un ‘renziano doc’ sarebbe quindi clamorosa, e però Renzi appare al momento intenzionato a tirare dritto in questa direzione. Anche tra le polemiche relative alla propensione degli esponenti dell’ALA di Denis Verdini ad indirizzare voti verso i candidati vicini al Segretario PD per le primarie ora, per le elezioni Comunali vere e proprie poi. Una complessa lotta interna, i cui livelli e contorni si arricchiscono di giorno in giorno, ma che il segretariopresidente sembra in grado di guidare a suo piacimento, e facilmente indirizzare anzi verso il proprio ulteriore rafforzamento. Anche se il ‘boccone’ Bindi potrebbe essere molto più duro di quanto preventivato. La parlamentare toscana era infatti molto apprezzata già ‘preventivamente’ dai magistrati che si occupavano delle vicende di criminalità organizzata, stima che è andata crescendo nel tempo a fronte della sobria coerenza e rigore del suo lavoro. Sia da parte di chi opera sul campo che da chi si trova nell’organo di autogoverno, il Consiglio Superiore della Magistratura.

In realtà è in gioco molto più di un semplice posto o di un regolamento di conti interno, anche se due serissime profezie sarcastiche coinvolgono preoccupantemente la ‘minoranza’ Dem. Quella di Andrea Scanzi de ‘il Fatto Quotidiano’ «pronto a credere a tutto, agli Ufo e forse anche alla reunion dei Pink Floyd, ma non alla rilevanza della sinistra PD». E quella del vignettista Vincino, che su ‘il Foglio’ mostra Renzi-Gulliver legato a terra dagli esili fili di lillipuziani che esultano «E ora con un bel congresso lo mettiamo a posto». Dopo le bordate dell’ex segretario Pier Luigi Bersani (il Contrappunto, ‘Renzi e i suoi nemici’ 2 Marzo 2016), attorno alla vicenda Bindi-Antimafia il Congresso previsto nel 2017 comincia ora, e proprio a partire dalla ridefinizione della nuova mappa del potere renziano.

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