venerdì, Ottobre 29

… e 2017 (parte prima)

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10. 2017

 

Dal 2017 gli avvenimenti cominciarono, poi, realmente a correre.

A Gennaio, Luca MediciChecco Zalone raggiunse il successo planetario dando seguito a ‘Quo vado’ con l’uscita della sua quinta opera cinematografica, prodotta dalla Casa automobilistica guidata da John Elkann e Sergio Marchionne: ‘FCA’. Nome della società e titolo del film. Si comprese così come il bizzarro acronimo dell’unione industriale tra Fiat e Chrysler fosse stato in realtà, da sempre, l’oggetto di una lungimirante visione di marketing globale. La genialità dell’operazione («La semplicità che è difficile a farsi» come ebbe a dire l’ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, citando a sproposito Bertolt Brecht) mise finalmente d’accordo intellettuali e politici, keynesiani e liberisti, destra e sinistra, occidentali e terzomondisti, in un afflato universale che rese per un momento nuovamente tutti fratelli in nome di un’aspirazione superiore. Quella. Del resto se con la sua ‘Trilogia della vita’, e con inconsapevole eterogenesi dei fini, addirittura Pier Paolo Pasolini aveva dato stura alla messe delle ‘Ubalde’ e delle ‘Giovannone’, ben poteva ergersi a maestro di vita, e pensiero, l’attore di Conturso, già autore del fenomenale e fenomenico inno ‘Viva le tette grosse’. Peraltro il termine ‘fenomeno’ deriva dal greco ‘ϕαινόμενον’, ‘fainòmenon’, participio sostantivato che sta per ‘mostrarsi’. Indica «ciò che appare», che quindi può anche non corrispondere all’oggettività, ma comunque «si manifesta ed è conoscibile tramite i sensi». Una vertiginosa avventura intellettuale, la sua, che partendo da Aristotele e Platone, e la ripresa di Hume, passa per Kant ed Hegel arrivando a John Stuart Mill e ad Edmond Husserl. E, quindi, ai discussi Martin Heidegger e Maurice Merleau-Ponty. Giusto per far capire le radici del contemporaneo… Peraltro la discrasia tra ‘essere’ ed ‘apparire’ era già stata tomisticamente risolta nel testo che lo stesso Jacques Derrida ebbe modo di apprezzare antecedentemente alla propria scomparsa avvenuta nel 2004 in una prima versione, poi confluita in quella oggi universalmente apprezzata. Questa. «Forse una canzone non lo potrà mai spiegare» riferimento alla teleologica inconoscibilità dell’esistente, «come è bello starsene sdraiati su di te, sotto questi monti un vero parco naturale, un mistero il senso della vita più non è» tentativo di risoluzione dell’aporia già indicata da Enzo Paci, maestro della scuola esistenzialista italiana. «Questa mia canzone oggi voglio dedicare, alle due gemelle che più belle non ce n’è» riprendendo quindi la visione etica ed estetica di Immanuel Kant. E come il filosofo di Königsberg si trovava ad affermare che l’unica maniera di sapere se davvero la torta di arance è buona è assaggiarla, così come di essere guidato da «la legge morale dentro di me, il cielo stellato sopra di me», analogamente il filosofo di Capurso concludeva: «Viva le tette grosse, ma che bello far l’amore sulle tue montagne russe. Viva la sesta misura, vada bene a condizione che sia roba di natura. Viva le donne grasse, mi sta bene anche un po’ di cellulite sulle coscie, viva le tette grosse, ci vorrebbe una legge per dedurle dalle tasse». Già così delineando anche un abbozzo di programma economico.

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