martedì, Gennaio 25

Dubbio e Precauzione? Silenzio, parla la Verità! Turba e sconvolge che 'all’affronto' di non voler condividere la 'verità' enunciata dalla 'scienza ufficiale', la risposta dell’establishment sia il silenzio, e, peggio, l’irrisione volgare. Dovremmo ripensare all’insegnamento di Galileo Galilei

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Invero, la preoccupazione è grande: pacata, ma grande. Il clamore ondivago e il silenzio improvviso.
Non va, suona male. Mentre ci penso, mentre penso alla neonata Commissione Dubbio e Precauzione, un mio amico (amico proprio) mi manda un messaggio, al tempo stesso sollevato e indignato. Difficile pensarlo un messaggio così: sollevato perché un medico ha cancellato un dubbio atroce sulla salute di un parente; indignato, perché quel medico o un altro non importa, senza curarsi del trauma possibile, ha indicato una diagnosi infausta, ma solo possibile. E non è un fatto raro, anzi, frequente (non faccio statistiche a cavolo, sono una persona seria, io, ma frequente è un termine corretto) in medici magari presi dalla routine, o dal guadagno. Mi viene in mente (e poi la chiudo qui) la storiella di quel pediatra (ovviamente napoletano, solo a Napoli una cosa del genere è pensabile!…leggete bene prima di pensare che ci sia del razzismo) che alle madri che raccontavano loquaci le possibili terribili malattie degli infanti, notoriamente poco loquaci ma molto frignanti, e appena visitati scrupolosamente dal luminare e trovati in perfetta salute, gelido mostrava l’orologio e diceva “signora è passata la mezzora della visita, ne cominciamo un’altra?”. Come dico, solo l’ironia di un napoletano può fare una cosa simile e solo l’imbecillità di una madre può essere tanto ‘attenta’ al minimo singulto del frutto delle sue visceri. Ma l’episodio del mio amico e quello della ‘signora’ descrivono bene lo stato di confusione, incertezza, indifferenza nei quali viviamo.
Ma poi, cerco di fare un discorso più compiuto.

Tempo fa, facevo notare, scandalizzato, le parole di una sedicente scienziata, senatore a vita della Repubblica, a proposito della verità scientifica affermata dallacomunità scientificaufficiale. Mi riferivo allora (figuratevi, il 31 Maggio 2021!) alle parole, a mio giudizio sballate, della predetta signora sullaverità‘. È la parola stessa ‘verità’, che mi mette a disagio. Proprio perché io, alla faccia dei moltissimi scienziati che ritengono che tali siano solo quelli delle ‘scienze esatte’ che non per nulla vediamo ogni giorno quanto siano inesatte, sono uno scienziato (moderatamente serio), abituato a vedere ogni cosa attraverso la lente della ‘critica’: non ci sonoverità‘, ci sono solo ipotesi, sia nelle scienze naturali che in quelle umanistiche: ipotesi nate dalla coscienza e dalla lealtà di chi le propone. Del resto già prima (il 16.4.2020) avevo giudicato scandaloso un articolo addirittura della Accademia dei Lincei (una cosa a mio parere in sé scandalosa!) in cui si faceva intendere che si sarebbe potuto trovare in fretta un vaccino contro il Covid, sorvolando un po’ sulle regole.
Tutto ciò sintetizzavo e sintetizzo in una cosa brevissima: l’accademia dei Lincei del tempo, la comunità scientifica del tempo, le prove scientifiche del tempo assunte ovviamente con i mezzi del tempo (esattamente come oggi!!!!!), e da cui provengono i metodi accettati oggi (ma ‘di doman non c’è certezza’, vero?), ecc., stabilirono che un certo Galileo Galilei da Pisa dicesse fesserie strepitose e dovesse ritrattare quelle sciocchezze, tacere o essere emarginato e magari arrestato: allora si usava … ora: vuoi vedere che ci stiamo insensibilmente tornando?
E torniamo al tema centrale.

A Torino si è riunito ieri un comitato di persone, scienziati di vario genere (cioè naturali e umanistici), pubblicitari, agitatori di vario genere, per cercare di fare passare una concezione scientifica che, come il titolo del loro incontro, chiamanodubbio e precauzione‘. Una concezione scientifica, che è un dubbio (appunto!) sul conformismo (almeno apparente) dellascienza ufficiale‘, in materia di pandemia da Covid, precauzione contro qualchederivatada questo stato di cose. Metodologicamente, ciò è perfettamente corretto!
Sorvolerei sulle sceneggiate dei vari no-vax o no-green pass, insomma dei vari ‘no’ partecipanti, che parlano di squadracce lanciate alla ricerca dei non vaccinati, squadracce naturalmente ‘fasciste’, dimenticando che proprio negli ambienti più vicini ai fascisti l’antivaccinismo è ed è stato (pensate a certi politicanti italiani) forte; di eroismo anti-istituzionale in particolare ad opera di quella poliziotta anti-vaccino, che ho difeso dalla proibizione dal parlare con minaccia di licenziamento e che confermo di difendere per il su diritto, pur poliziotto, di avere un’idea, garantita dalla Costituzione a tutti, anche se ora sembra che straparli; di paragoni con Gesù Cristo e l’epoca dell’impero romano, e fesserie del genere.
Sorvolerei anche, in tutta franchezza, sul richiamo al mitico Rodotà come strumento giustificativo di queste polemiche, dimenticando che Stefano Rodotà è morto e usarlo per dire ‘Rodotà direbbe …’, eh no, non va, non si fa, è un trucco … non scientifico, anzi, peggio, molto peggio: è un imbroglio.
Ma non mi sento affatto di sorvolare, invece, sulle parole più pacate o riflessive di altri. Dei quali, in qualche caso, non condivido affatto le convinzioni, come ad esempio quelle (per quanto ne capisco) di Giorgio Agamben sui complotti vari, non tanto perché escluda in principio che un complotto possa esserci (ma di questa dimensione, francamente non mi pare … la gente muore davvero, no?), ma perché certe sue tesi sull’eccezionalismo ricavate da un concetto di sovranità di Carl Schmitt superato da tempo e giuridicamente insostenibile. Ma, per carità, mi fermo qui, altrimenti entriamo in filosofemi vari, noiosi e da addetti ai lavori.
Ma, ad esempio, comprendo molto di più, anche se deviata dalla ‘furia’ anti -non ho capito perché si è vaccinato e dice chiaramente che il vaccino è la salvezza…-, Massimo Cacciari, che parla molto seriamente di un tema centrale che andrebbe davvero affrontato e discusso a fondo, ma pacatamente, che è la crisi della democrazia inOccidentee specialmente in Italia, dove parlare di democrazia da almeno i tempi di Bettino Craxi ad oggi, i tempi di Luigi Di Maio e Matteo Renzi, è nonché impossibile, ridicolo.
Questi, a mio parere, sono temi veri e seri, certamente combattuti dallasinistra ufficiale‘, sì ufficiale, che ormai con l’establishment è ‘culo e camicia’, per dirlo in francese, ma serissimi, perché la nostra democrazia è ormai davvero poca cosa. Lo sberleffo alla quale sono proprio le varie ‘Agorà con l’accento sulla a’, buffonerie retrograde, inutili, corruttrici della libertà di pensiero, sì corruttrici, perché alla fine affidano a ‘saggi’ non meglio identificati l’elaborazione delle idee: il contrario esatto della libertà di pensiero e della responsabilità.
Dicevo, però, all’inizio, clamore e silenzio: trovo sconvolgente che ad una simile, pur tanto discutibile, critica, la risposta dell’establishment, ‘Agorà con l’accento sulla a’ in testa, sia il silenzio (per esempio ieri il ‘Domani‘ nemmeno citava l’evento), e, peggio, l’irrisione anche volgare: penso al ‘Corriere‘ e ad ‘Huffingtonpost‘. Ci sarebbe anche da approfondire sul diverso atteggiamento dei due giornali citati per ciò che rappresentano, ma non è il caso qui.
Turba, però, cheall’affrontodi non voler condividere laveritàenunciata dallascienza ufficiale‘, magari attraverso l’Accademia dei Lincei (vergogna!), la risposta sia solo e sempre il silenzio o al massimo l’irrisione, che è l’anticamera del silenzio.


Depurate dalle castronerie su l’impero romano e Barabba, io credo che dovremmo tutti pensare bene all’insegnamento di Galileo Galilei, che, con buona pace della signora Elena Cattaneo e del Presidente dell’Accademia dei Lincei, poneva al centro il dubbio e le prove, la precauzione e la verifica, la discussione e la critica.
Un mondo senza critica, lo confesso, mi terrorizza, perché finisce nelle mani dei Luigi Di Maio e Matteo Salvini, intesi per quello che sono, paradigmi scialbi di una realtà terrificante della quale sono solo i manovali ben pagati. E in questo senso avvilisce, preoccupa e umilia vedere i vari Enrico Letta, Marta Cartabia ecc., andare a ‘fare l’inchino’ come la Costa Concordia, per guadagnare una possibile elezione al Quirinale.
Questa realtà, però, è illusorio immaginare che sia realmente manovrata da oscure forze egemoni, ma mi sembra sempre più chiaramente la realtà complessa di una società in continua ansia e piena di opportunismi spesso vomitevoli. L’ansia, però, spiegano i sociologi, può portare al tracollo o al risorgimento. Dipende da noi.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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