martedì, Luglio 27

Droni nei cieli nazionali USA Aumentano le richieste da parte delle imprese americane per l’utilizzo a scopi commerciali dei droni, in testa quelle cinematorafiche

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Jezz Bezos (fondatore e CEO del colosso Amazon.com) non è l’unico uomo d’affari a sognare un futuro ‘pieno’ di droni. Ora che la Federal Aviation Administration (l’acronimo è FAA, ossia il Dipartimento statunitense che gestisce l’Aviazione a livello federale) ha risposto affermativamente a sei società cinematografiche, le quali hanno richiesto il permesso di utilizzare dei droni nell’ambito delle loro operazioni, richieste che vanno ad ingrossare la già consistente mole di petizioni di altre compagni ed enti, tutte aspiranti utilizzatrici di droni, che si estende sempre più. Dallo scorso 29 settembre, sono stati almeno 13 i richiedenti che hanno presentato le loro richieste per essere autorizzati anche aull’utilizzo ai fini commerciali di droni, secondo quanto riportato da Sunlight’s Scout, agenzia che il 25 settembre aveva già riscontrato 40 richieste presentate.

Queste includono quelle della Northern Virginia OmniVersatile Solutions LLC, società che vorrebbe utilizzare i droni per aiutare i clienti a praticare ‘un’agricoltura di precisione’. Sul suo sito web l’azienda sostiene di essere in possesso di contratti con il Dipartimento della Difesa e con il Governo federale per un valore di 16 milioni di dollari. Un’altra impresa, la First Flight Photography LLC vorrebbe, invece, effettuare fotografie aeree. Una terza, la Industrial Aerobotics LLC, intende eseguire sondaggi per industrie che appartengono al settore dell’agricoltura, dell’energia, ma anche per professionisti ed esperti.

A dare una mano alle società cinematografiche nel perseguire le loro ambizioni e perorato le loro richieste presso l’AFF, è stata la influente componente lobbistica della Motion Picture Association of America (l’Organizzazione americana dei produttori cinematografici, MPAA). Guidata da Chris Dodd, ex senatore del Connecticut, la MPAA ha riferito di aver speso 26 milioni di dollari dal 1989 solo per attività di lobby federale; nel biennio 2013-2014 il totale riportato ammonta a più di 2.8 milioni di dollari, secondo quanto riportato da indagini dell’ ‘Influence Explorer‘.

Durante gli anni in cui è rimasto in carica, Dodd è stato il beneficiario di conferimenti di almeno 5 mila dollari da parte di MPAA PAC e dell’ex presidente dell’MPAA Jack Valenti e di sua moglie. Lo tesso Dodd viene menzionato in un comunicato stampa diramato dall’FAA lo scorso 25 settembre, seguito da una teleconferenza nella quale il Ministro dei Trasporti Anthony Fox ha annunciato di autorizzare le compagnie cinematografiche sopracitate ad utilizzare droni, evento dove erano presenti lo stesso Dodd e l’Amministratore dell’FAA, Michael Huerta. E’ interessante notare, in questo caso, che lo stesso Dodd non è stato registrato come lobbista.

Sul terreno della semantica, la questione diventa spinosa con alcuni che arrivano a definire i droni come modelli di aeroplano. Alcuni commenti sono stati indirizzati all’FAA da parte di lobbisti desiderosi di esprimere il proprio parere sulla proposta dell’agenzia relativa alla definizione di aeromodello. Questi commenti riportano che in base a una legge del 2012 approvata dal Congresso, gli apparecchi in questione dovrebbero essere esenti da qualsiasi norma dell’FAA sui droni. L’agenzia statunitense ha ricevuto più di 33.000 commenti in totale, secondo ‘Regulations.gov‘ nell’ambito del commento di chiusura del 23 settembre. Molti sono stati ispirati dall’Academy of Model Aeronautics, un gruppo commerciale che rappresenta i lobbisti. Il gruppo ha presentato una petizione per una revisione presso la Corte d’Appello statunitense della norma proposta dall’FAA, sostenendo che la definizione di aeromodello data dall’agenzia viola il mandato del Congresso.

Si prevede che l’FAA emani nuove norme sull’utilizzo generale dei droni nello spazio aereo statunitense nei prossimi anni. In molti nel mondo dell’industria vogliono che l’agenzia concluda al più presto, ma, intanto, dal ‘MuckRock’ (un altro centro di investigazione giornalistica, ndr.) sono riusciti finalmente a persuadere l’agenzia a rendere pubblici i risultati che mostrano quali agenzie governative sono già state autorizzate a utilizzare droni.

Questi apparecchi, inoltre, sono diventati un argomento molto popolare e controverso sia nei discorsi che nei disegni di legge nel Congresso USA. L’episodio più famoso si è verificato nel marzo 2013, quando il Senatore Rand Paul, espresse un ferreo ostruzionismo per più di 13 ore contro l’utilizzo di droni, il cui utilizzo era stato proposto per la sorveglianza dell’intera popolazione. Un comportamento che costrinse al rinvio il voto di nomina voluto da Barack Obama per la scelta del capo della CIA, John Brennan.

Paul Rand, senatore repubblicano del Kentucky, ha pubblicizzato un progetto di legge che intende proibire al Governo federale di utilizzare un drone per raccogliere prove sulla condotta penale degli individui, ma con le notevoli eccezioni degli immigrati illegali, allo scopo di riuscire ad affrontare attacchi terroristici e «per applicazione della legge in circostanze urgenti». Rend è stato, poi, criticato da alcuni sostenitori subito dopo per aver operato un ‘voltafaccia’ sulla sua posizione anti-drone quando, su ‘Fox News’, ha affermato che i droni sono utilizzabili anche nell’ambito della repressione di reati in corso di azione. Lo scorso giugno, il canale televisivo ‘MSNBC’ ha provocato Rend, letteralmente sfidandolo a sostenere l’utilizzo di droni per individuare i prigionieri di Guantánamo che stanno realizzando la pianificazione di attacchi terroristici.

Nel complesso, da gennaio 2013 sono stati presentati almeno dieci progetti di legge sull’utilizzo in ambito civile di droni da parte del Governo federale, secondo quanto riportato in una ricerca di ‘OpenCongress’. Molti sono stati avallati dal Partito Repubblicano, il quale ha sollevato anche un’altra questione: che la Central Intelligence Agency (CIA) non deve avere alcuna autorità sull’utilizzo di droni in ambito civile. Su questa linea sembrano essere anche i senatori Ed Markey, democratico del Massachusetts, Mark Udall, democratico del Colorado e Peter Welch, democratico del Vermont, tutti presentatori di progetti di legge che riguardano la gestione dei possibili problemi di privacy, un settore che è davvero indispensabile regolamentare se l’FAA dovesse davvero aprire lo spazio aereo statunitense all’utilizzo di droni.

Anche i Governi statali sono stati coinvolti nella questione. Recentemente, in California il Governatore democratico Jerry Brown ha posto il veto su un disegno di legge, l’AB 1327, che avrebbe posto delle restrizioni alle Forze dell’Ordine che fanno uso di droni nell’ambito delle operazioni di sorveglianza. Inoltre, Brown ha firmato un altro progetto di legge, l’AB 2306, che ha lo scopo di reprimere l’uso, da parte di paparazzi, dei droni e di metodi intrusivi per scattare foto e fare filmati a personaggi famosi.

 

Influence Analytics: Drones in domestic skies’ di  è stato redatto per Sunlight Foundation del network Investigative News Network (INN) e pubblicato in esclusiva per l’Italia da ‘L’Indro’, tradotto da Patrizia Stellato

 

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