mercoledì, Settembre 29

Droni e realtà virtuale: ecco come si innova il cinema italiano

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A gennaio è stato creato il Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema. Cosa ne pensa?

Il nuovo Fondo unitario è previsto dal disegno di Legge Franceschini (dal nome del titolare del dicastero che lo ha elaborato) attualmente in fase di approvazione in Parlamento. Da questo provvedimento molto atteso ci si attende una forte scossa al settore. Il testo quadro elaborato dal Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) prevede infatti importanti novità a partire dall’istituzione di un Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e l’audiovisivo, che al contrario del vecchio Fondo non sarà basato su stanziamenti temporanei ma su entrate certe, attraverso un prelievo dagli introiti erariali di tutti i soggetti che sfruttano il prodotto, dalle sale fino agli Internet provider (ma senza tasse aggiuntive). Il disegno di legge Franceschini stabilisce inoltre che le risorse del Fondo non scendano mai sotto i 400 milioni complessivi, con un aumento del 60% rispetto ai contributi stanziati negli anni precedenti a favore del comparto. Vengono poi introdotti incentivi all’export e alla distribuzione internazionale, premi automatici, ma vincolati al reinvestimento degli stessi in nuove produzioni cinematografiche, e un’aliquota per il tax credit aumentata al 30% di cui possono beneficiare sia film per la sala che opere per la tv e il web. Scompare la censura, che lascerà il posto a un sistema di bollini spontaneamente applicati dai distributori simile a quello usato dall’industria americana.

Considera utili e vantaggiosi gli strumenti del tax credit e del product placement ?

Il tax credit è stato rafforzato sia in termini di maggiori risorse sia in termine di una maggiore flessibilità che si tradurrà nella possibilità di modulare le aliquote a vantaggio delle imprese. In presenza di determinati requisiti legati ad una maggiore robustezza del piano finanziario e a strategie distributive più efficaci e convincenti il credito di imposta può addirittura raddoppiare dall’attuale 15 fino al 30% sia nel cinema che nella fiction. Vuol dire che ha ben funzionato nonostante vi sia la necessità di fare ‘un tagliando’ per evitare alcune distorsioni (soprattutto con riferimento agli apporti degli investitori esterni) anche per esigenze di maggiore controllo della spesa pubblica.

Consiglierebbe oggi ad un imprenditore di investire nel settore cinematografico?

Si a patto che sia consapevole che anche in Italia il comparto si sta industrializzando o almeno questa è la direzione che il governo sta imprimendo sia dal lato Mibact (vedi il rafforzamento del tax credit a favore delle imprese cinematografiche e audiovisive) sia dal lato del Mise ( Ministero sviluppo economico ) dove è stata messa a punto una strategia unitaria e coordinata di promozione all’estero grazie al rinnovato impegno dell’Ice e alla stretta collaborazione con le principali associazioni di categoria in modo da presentarsi all’estero come sistema paese veicolo formidabile del nostro made in Italy. Lo sforzo di internazionalizzazione delle nostre produzioni si è espletato anche sul lato industry con la creazione di True Colors, nuovo soggetto attivo nella vendita sui mercati delle principali manifestazioni europee, e lanciato in occasione del nuovo Mia (Mercato Internazionale dell’Audiovisivo) del Festival di Roma. A suo avviso cosa occorrerebbe fare per rivitalizzare il settore? Puntare sulla formazione professionale manageriale di eccellenza, aprirsi maggiormente all’estero, sviluppando progetti di coproduzione, diversificare la propria offerta, innovare anche in termini di distribuzione multipiattaforma. A proposito di formazione bisogna considerare che il progresso tecnologico porta con sé nuove opportunità anche professionali per gli operatori dell’audiovisivo. Tra le tendenze più in voga nel settore cinema, evidenziate anche all’ultimo Ces di Las Vegas, la più importante fiera di elettronica di consumo al mondo, ci sono senza dubbio i droni e le realtà virtuale. Saper pilotare telecamere fissate sulle piccole macchine volanti è una nuova competenza da non sottovalutare, così come quella di girare video a 360° fruibili tramite l’ondata di nuovi visori che sta invadendo il mercato capeggiata dall’Oculus Rift di Facebook. Nel Regno Unito Sky ha già aperto un’apposita divisione mentre le major stanno esplorando le opportunità promozionali offerte da una simile tecnologia. Anche gli sviluppatori di app avranno a loro disposizione un campo completamente nuovo in cui sbizzarrire la loro creatività, magari con giochi basati su grandi classici come quello già in circolazione che porta l’utente nella realtà virtuale dell’hotel del film ‘Shining’.

 

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