domenica, Agosto 1

Droni e realtà virtuale: ecco come si innova il cinema italiano

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Debole penetrazione sui mercati internazionali, poco coraggio nella diversificazione dei generi. Volumi produttivi elevati a fronte di colli di bottiglia distributivi legati anche ad una stagione cinematografica sempre più corta che inizia ad ottobre e finisce a marzo-aprile. Nonostante le iniezioni di capitali pubblici il volume di investimenti complessivo attorno ai 350 milioni di euro è ancora molto al di sotto delle potenzialità del nostro mercato soprattutto se messo a confronto con Francia, Germania e Regno Unito. E’ molto fragile anche il sistema delle sale italiane che soffre ormai da anni per ragioni industriali e finanziarie e che meriterebbe un maggior sostegno anche per il ruolo di presidio socio-culturale che svolgono sui territori.

E’ la fotografia del mercato cinematografico italiano scattata da Bruno Zambardino esperto nel campo dell’economia dei media e della cultura, docente di economia ed organizzazione del cinema e della televisione presso la Sapienza Università di Roma, che accanto alle maggiori debolezze riscontrabili nel settore del cinema rileva però anche alcuni segnali positivi di vivacità produttiva promossa probabilmente non solo dalla prospettiva di un nuovo quadro normativo ma anche dalla nascita di importanti player attivi nell’ultimo anello della filiera audiovisiva, quello nel segmento on demand: a ottobre 2015 il colosso dello streaming Netflix ha aperto i battenti lanciando il proprio servizio anche in Italia e, secondo le stime avrebbe già superato i 250 mila utenti, ponendosi in forte concorrenza con i portali italiani TimVision, Infinity di Mediaset e Sky Online, il cui bacino complessivo non supererebbe i 700 mila utenti.

Professore Zambardino, analizzando questo quadro possiamo dire di trovarci di fronte ad un mercato segnato da luci e ombre…

Si esatto. Per quanto concerne le luci, così come il box office mondiale, anche quello italiano sta conoscendo un periodo di forte espansione. Il 2015 ha segnato una decisa ripresa rispetto ai ribassi dell’anno precedente, con un aumento dell’11% negli incassi, arrivati a 637 milioni di euro, e del 9% nelle presenze, che hanno superato i 99,3 milioni secondo i dati Cinetel, in cui però non rientrano la totalità dei biglietti venduti ma circa il 93% del mercato. Si stima che i dati Siae arriveranno a 107 milioni di presenze, superando così una soglia psicologica importante per il comparto, ma comunque debitrice delle grandi produzioni straniere. Nell’anno passato solo il 21% degli spettatori è andato infatti a vedere film italiani, facendo crollare la quota di mercato dei film nazionali.

E il 2016 come si presenta?

E’ cominciato sotto tutt’altri auspici, con una forte ripresa dei titoli nostrani di cui molti posizionati nella parte più alta del botteghino. Basta guardare all’andamento del primo trimestre dell’anno per rendersi conto come il cinema italiano abbia compiuto un grande balzo in avanti: da gennaio a marzo 2016 le nostre sale hanno incassato 262,2 milioni di euro e staccato circa 40 milioni di biglietti, con un incremento rispettivamente del 27 e del 24%. Quasi la metà di tale risultato si deve ai film italiani, con una sorprendente quota di mercato del 46%.

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