venerdì, Luglio 30

L’Europa attende l’Italia Ora siamo in finale a Euro 2020, poi ci attende l'Europa. A partire dall’anno prossimo, l’Europa non avrà più la signora Angela Merkel e Emmanuel Macron è in gravissime difficoltà, così l’Europa rischia di sfasciarsi per 'abbandono'. A meno che non si muova seriamente e pesantemente l’Italia e Draghi

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Bene, siamo dunque in finale a Euro 2020. Molto bene perchè questo è un ottimo supporto al momento particolarmente favorevole che l’Italia sta vivendo a livello europeo. Un momento ‘magico’ fatto scattare dall’ingresso a palazzo Chigi di Mario Draghi, con tutto quello che ne è seguito.

Ci pensavo scorsa settimana, assistendo alla gaffe clamorosa di Concita De Gregorio. A parte l’intervista balbettata con Sabina Guzzanti, chiamata a dire male degli stellini e che cerca di evitarlo per non essere banale (cosa che la De Gregorio non ha minimamente capito), ma che poi lancia una staffilata tremenda ai medesimi, nemmeno rilevata dalla stessa, quando dice che per la formazione di una coscienza critica occorre cultura. È l’epitaffio più gelido e secco su tutta la vicenda: seppellisce, come si diceva una volta, gli stellini e i loro malumori e rigurgiti vari, in una risata omerica, in uno sghignazzo, dato con la staffilata elegante di cui sopra, cui si aggiunge, velenoso, il riferimento al Ministro dell’Intrattenimento, che è sublime. De Gergorio, parlando con una giornalista di ‘Repubblica‘, la signora Tonia Mastrobuoni, accenna ripetutamente al futuro europeo di Giuseppe Conte. La povera Mastrobuono cerca di farle capire l’errore, la gaffe mostruosa, ma niente … alla fine De Gergorio torna in sé e si corregge. Nulla di male accade, ma io sono almeno sei mesi che scrivo su questo giornale di Draghi e del suo possibile futuro europeo, vederlo ‘scoperto’ da ‘tanti’ giornalisti, mi emoziona.

Sono convinto che a Draghi il Quirinale interessi pochissimo, e che invece interessi moltissimo portare bene a termine il suo lavoro in Italia, specialmente con riferimento ad un uso corretto ed efficace (specialmente questo) dei fondi che ci arrivano dalla UE.

La congiuntura europea, se vogliamo definirla così, come detto, è molto favorevole all’Italia e a Draghi. , perfino all’Italia, che da un po’ di tempo, grazie al comportamento sostanzialmente corretto e responsabile nella pandemia, con l’efficienza del generale Francesco Paolo Figliuolo (checché ne dicano Travaglio e la signora Murgia) e i risultati, finalmente, positivi della lotta al Covid, appare in Europa meglio di quanto non sia apparsa finora.
Ci si mette anche, non secondaria coincidenza in un mondo in cui la cultura è, come dice Guzzanti, agli ultimi posti, il successo della nostra nazionale di calcio. Dove si mostra, però, ancora plateale la doppiezza del nostro Paese, ma specialmente degli italiani. I nostri giocatori fanno bene in campo, ma fuori hanno fatto di tutto per coprirsi di fango. Prima con le volgarità di Mancini sulla prevalente importanza del calcio in piena pandemia (e ne ho parlato a lungo, con disgusto), e poi con la vergognosa storia dell’inginocchiamento fatto solo per condiscendenza agli avversari (sic!) e confuso con la lotta al nazismo di un ‘autorevole’ giocatore italiano.
Questo modi di essere italiano, questi successi: fanno bene, benissimo, poi, però invariabilmente, accade qualcosa che ne mostra l’ordito, povero e rozzo se non peggio.

Altro esempio è la questione dei migranti, dove Draghi -è addirittura plateale- deve fare vedere agli altri Paesi europei che noi siamo capaci di difendere noi stessi e l’Europa dai migranti, ma al tempo stesso che il problema va risolto dall’Europa intera. Che detto così, non significa molto, o meglio è del tutto ambiguo. Occorre l’Europa per non farne arrivare più o occorre l’Europa per redistribuirli meglio?
E proprio qui, spesso cade l’asino. L’altro giorno una motovedetta regalata dall’Italia alla Libia sperona addirittura una barca di migranti, e nei giorni precedenti spara sui pescatori italiani e su altri migranti e così via, e poi arriva in Parlamento la richiesta di aumentare i fondi per rafforzare la guardia costiera libica! Ma, allora, qual è la politica migratoria italiana: Salvini al quadrato, ma con due rosari invece di uno? Sembra proprio di sì, se anche si guarda ad una recente dichiarazione del Ministro dell’Interno, signora Luciana Lamorgese, che, commentando l’affondamento e la morte di oltre quaranta migranti, se ne duole (bontà sua) e dice che questo dimostra che occorre più Europa in materia. Che vuol dire signora Lamorgese: che finché l’Europa non fa qualcosa noi li lasciamo affogare, pur avendo navi a iosa più che sufficienti per salvarli?
Se è così, signora Lamorgese e cattolicissima signora Marta Cartabia, se è così è un obbrobrio del quale dovreste vergognarvi.
Ma il fatto ambiguo rimane, perché Draghi va dicendo, in Europa, che la soluzione sarebbe fare in modo di fare in Libia ciò che la Germania ha costretto l’Europa a fare in Turchia.
Orbene, si capisce bene che per Draghi ottenere un successo su quel terreno è importante, ma davvero si pensa che sia una soluzione civile quella di imprigionare in sostanza quelle persone in sterminati campi profughi e lasciarli lì, per di più nella meni di banditi libici? E magari, lamentarsi del fatto che non arrivano abbastanza migranti stagionali, da pagare tre euro l’ora? Se si vuole davvero farlo, Draghi dovrebbe avere il coraggio di proporre di farlo il campo profughi lì, ma gestito direttamente dall’Europa e destinato a trasferirvi le persone mano a mano che servano.
Direte, questo non importa all’Europa. È vero, ad una parte di essa può importare poco, ma ad altri no. Ma specialmente si tratta di un problema di coscienza, di dignità umana e -attenti- di rispetto dei diritti dell’uomo, con tutte le conseguenze anche giudiziarie interne e internazionali che ciò comporta.

In questo momento, o meglio a partire dall’anno prossimo, l’Europa non avrà più la signora Angela Merkel, Emmanuel Macron è in gravissime difficoltà e se pure rivincerà l’elezione dovrà pagare prezzi alti in patria. La Gran Bretagna fortunatamente non c’è più. L’Europa rischia di sfasciarsi per -diciamo così- abbandono.
A meno che non si muova seriamente e pesantemente l’Italia e Draghi. Su due piani: una modifica del sistema di governo della UE e la nomina di Draghi a gestirlo.
Sarebbe la soluzione ideale per il nostro Paese, anche perché, dall’esterno, Draghi potrebbe ‘controllare’ che noi si facciano meno pasticci. Il disegno può riuscire anche perché la paura dello sfascio economico e dell’invasione cinese in Europa è forte, e Draghi ha una forza sua propria e un prestigio che, forse, solo Romani Prodi a suo tempo aveva.
Ma l’Italia tutta deve anche mostrare di essere un Paese serio e coerente, con le idee chiare. Il disegno di Draghi, oggi come oggi, può essere silurato solo ed esclusivamente dall’Italia. Coraggio.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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