lunedì, Aprile 19

Draghi tra ‘giochetti’ salviniani e scienziati creativi Solo oggi il Governo Draghi avrà la fiducia e già le vecchie abitudini dei politicanti sono a pieno regime, mentre anche i grilli dell’Accademia dei Lincei sono scesi in pista

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In attesa che si possa ascoltare, oggi e domani, il programma del Governo Draghi, le difficoltà iniziano, anche se, pare, vengono per ora tenute relativamente sotto controllo, ma già con qualche fatica!

Mi riferisco alla vicenda, in realtà brutta da tutti i punti di vista, della improvvisa sospensione della attività sciistiche. È indubbio che la difficoltà della mancanza di un governo nel pieno dei suoi poteri può avere influito, ma se è vero, come sembrerebbe, che i dati definitivi erano pronti già prima, forse il Ministro Roberto Speranza avrebbe potuto assumersene la responsabilità, magari previa una telefonata a Mario Draghi, impegnato nelle consultazioni e quant’altro, in fondo un Ministero è in carica finché l’altro non arriva, e quando arriva l’altro questo entra in funzione subito: è impensabile che possa esservi, in uno Stato moderno, anche un solo minuto secondo diassenza di potere‘. Qualcuno che sappia leggere la Costituzione e la logica, da qualche parte lì, esiste? Insomma, si poteva e si doveva fare diversamente e la responsabilità è di chi, potendolo fare, non lo ha fatto, siano Draghi e Speranza o Speranza e Conte.

Sarebbe bello che il primo atto di novità di Draghi fosse proprio questo: accettare l’errore e riconoscerlo, se è suo (è tutta una questione di date, che io non posso conoscere), oppure riconoscere che anche se la responsabilità fosse stata ancora di Conte, Draghi avrebbe potuto richiedergli di agire o far-lo lui … ricordate? lo fece, da grande gentiluomo, Romano Prodi, quando accettò di posporre il salvataggio dell’Alitalia a favore degli imprenditori coraggiosi di Berlusconi. La questione è tecnicamente delicata, ma limitarsi a balbettare che non c’era il Governo non mi sembra dignitoso. In tutta franchezza.

Meno male, però, che poi Speranza si è limitato ad un comunicato ‘ANSA’ … fosse la volta che lo stile è finalmente cambiato? Beh, non proprio e non tanto, visto che un altro Ministro in carica, benché senza Ministero, ha subito colto l’occasione di sbraitare le sue contumelie contro il Ministro Speranza, facendo proprio (e, credetemi, puntualmente) ciò che Draghi aveva raccomandato, o meglio chiesto, o meglio ancora ordinato (è lui il Capo del Governo, no?), e suscitando l’immediata eco e urla scomposte del suo capo, Matteo Salvini, che ha chiesto le dimissioni di mezzo mondo.

E anche qui, due sottolineature vanno fatte. Molti dicono, a torto o a ragione, che Matteo Salvini stia riprendendo la sua vecchia politica, quando al Governo era lui e sparava sui colleghi, allo scopo di guadagnare spazi e immobilizzare i colleghi. Qui, si dice, deve ‘coprirsi a destra’, dato che Giorgia Meloni ‘abilmente’ si è tirata fuori. Sull’abilità avrei qualche dubbio, ma sorvolo, affari suoi e di chi la vota, ma sul risultato ne avrei di più, anche perché si trova, a quanto pare, sulla stessa barca di Nicola Fratoianni, eroico difensore non si sa di che, memore dell’’eroe della sinistra’, il mai dimenticato, senatore Franco Turigliatto.

Non conosco né i retroscena né gli interna corporis dei politicanti italiani, ma a me pare che vi sia qui una notevole differenza. Ripeto che forse mi sbaglio, ma Draghi deve avere parlato, sommessamente ma seriamente, perché due fatti mi colpiscono. L’improvviso, benché rozzo, abbassamento di toni di Salvini, che riconosce a Speranza di essere forse stanco (volgarità gratuita benché innocua, già offerta da Conte a Draghi) ma, al tempo stesso, Mariastella Gelmini prende una posizione chiara a difesa di Speranza (e quindi di Draghi) e iniziando così quella che potrebbe essere unalunga marcia‘ (per dire che secondo me l’ideatore è proprio Silvio Berlusconi del quale la Gelmini è una delle persone più amiche) per spezzare l’egemonia salviniana del nord italiano e del ceto industriale. Non trascurerei questa idea, magari la troveremo confermata tra qualche mese o anno.

L’altro punto che mi colpisce, e che potrebbe essere stato ciò che ha convinto Berlusconi ad iniziare subito la linea di cui sopra, è che Draghi deve avere fatto capire a muso abbastanza duro che questi giochetti non gli piacciono e non fanno bene al Governo. Insomma, che non intende sopportarli facendo spallucce. Mi divertirebbe se un primo prezzo non fosse una certa ‘lentezza’ nello spacchettamento del Ministero del Turismo.

Ma tant’è. Draghi, credo, ha capito una cosa: la BCE al confronto del Governo italiano, e di questo Governo in particolare, è una roba da giardino di infanzia. Speriamo che prenda le sue misure.

Anche perché i grilli cantano, e non mi riferisco agli stellini in crisi di identità (come se mai ne avessero avuta una) ma ad altri, che, a quanto pare, si sentono improvvisamente in grado di fare di-scorsi di ‘alta’ prospettiva, rivolti all’’alto’ governante.

Mi riferisco ad un documento dell’Accademia dei Lincei che, con un linguaggio infiorettato da sigle incomprensibili (l’articolo di ieri di Gramellini, manco a farlo apposta è perfetto) e da paroloni in inglese stretto (sono gente colta, quella!), in cui taluni scienziati propongono una idea mirabolante, nuova, imprevedibile e geniale, degna di Accademici dalla vista lunga (ma solo perchè presbiti, temo): la creazione di unaFondazione per la creatività scientifica‘. La ‘lettera’, inviata si suppone a nome dell’intera Accademia dei Lincei (sarebbe interessante vederne il verbale, ma sono cose da leguleio, lo so), è firmata da otto ‘scienziati’, uno solo dei quali (avvantaggiato da avere il cognome che inizia con la ‘a’, sono democratici loro) è un umanista, cioè un linguista. Nella lettera si propone la creazione di questo ennesimo carrozzone, che finanzierebbe ricerche insieme all’industria, in primo luogo. Nulla di male, per carità, anzi, ottima cosa e saggia, ma considerare lacollaborazionecon l’industria privata il primo punto per uno sviluppo della ricerca in Italia mi sembra un po’ spiazzante e molto pericoloso: lo vediamo oggi con i vaccini. Ma tant’è, può anche essere una cosa positiva, solo che già lo fanno istituzionalmente tutti gli istituti di ricerca, Università in testa: perché replicare?

Ma incuriosisce il linguaggio in cui si dice che la ‘governance’ dovrebbe essere affidata a scienziati per gli scienziati, che ha il senso che ha (e infatti a me sfugge), che finanzierebbero tra l’altro progetti definibili ‘proof of concept’ (non ho idea del significato), ma specialmente la valutazione e il ‘ranking’ sarebbero effettuati dai capi della fondazione testualmente «con approvazione delle più meritevoli mediante un sistema a triage che prevede l’opera di panels ad hoc di scienziati ed un referaggio esterno dei progetti che hanno superato la prima fase», avete capito no? Però, quel ‘referaggio’ è sublime, evviva l’italiano maccheronico: un trionfo, un gongolamento linguistico, unito, poi, a quell’’esterno’ senza dire a che o a chi, è sublime.
Ma il segreto vero, l’arma vincente di questa fondazione sarebbe il fatto di essere governata da un comitato di ‘eminenti scienziati’, dotata di una ‘amministrazione efficiente’. Era l’uovo di Colombo e nessuno ci aveva pensato. Ora corro a iscrivermi al ruolo degli ‘eminenti’.
Si potrebbe ripetere: ma ci sono le Università, il CNR, non bastano? Se non lo fanno, non basterebbe dare a loro che già ci sono il compito di farlo? Pare di no: meglio un altro ente nuovo, che si sovrappone, si intreccia, litiga con gli altri, e così via.
Per di più con criteri di valutazione davvero incredibili. Ma non è bastata la ‘riforma’ universitaria che ha condotto alla uniformizzazione del pensiero e alla burocratizzazione delle carriere? No, ne facciamo una nuova, in cui se sei valutato bene da chi conta, fai qualcosa, ma se sei un genio (pensate sempre ad Peter Higgs, non parlo solo dell’Italia come vedete) stai lì in un cantuccio, e poi magari vinci il premio Nobel.

Quando la si finirà in questo Paese di creare cose strane (magari in uso altrove, ma che c’entra?) invece di fare cose serie con quello che si ha?
Basta? Sì, basta … basterebbe: leggete come si chiamerebbe ‘Fondazione per la creatività Scientifica’. Solo dire che si finanziano i ‘creativi’ dovrebbe essere proibito ad uno scienziato, sempre che mi sapessero dire come si distingue un creativo da uno ‘semplicemente’ bravo e, a dire il vero, da un cretino.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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