lunedì, Ottobre 25

Draghi: i Governi devono correre field_506ffb1d3dbe2

0

Draghi3

I Governi devono agire con decisione, lo ha detto il Governatore della BCE Mario Draghi in un’intervista al quotidiano lituano ‘Verslo Zinios’.
La ripresa dell’Eurozona-ha detto Draghi,  «sembra aver perso slancio di recente», e ci sono ‘rischi evidenti’ posti dalle tensioni geopolitiche e da riforme insufficienti da parte dei Governi.

«In base alle informazioni preliminari di questa estate», dice Draghi «la situazione economica si è rivelata più debole del previsto, complessivamente ci aspettiamo una crescita modesta nel secondo semestre».

I Governi, esorta Draghi, «non devono disperdere i progressi fatti con il consolidamento di bilancio e utilizzare la deriva per portare avanti politiche di bilancio favorevoli alla crescita».

La disoccupazione- continua Draghi– è ‘inaccettabilmente alta’ e rappresenta un pericolo insieme alla debolezza del credito per il rafforzamento della ripresa.
In ogni modo la Bce «è pronta ad usare tutti gli strumenti non convenzionali previsti dal nostro mandato e a modificare l’entità’ e la composizione delle
misure non convenzionali già in corsa, se sarà necessario per indirizzare ulteriormente i rischi di un periodo troppo prolungato di bassa inflazione».

 Il Governatore della BCE esclude categoricamente  per l’area euro una deflazione di tipo giapponese: «Un gran numero di fattori differisco in modo netto dalla situazione del Giappone degli anni Novanta».
Cresce il tasso di crescita della massa monetaria M3 nell’Eurozona che segna in agosto un +2% dal +1,8% di luglio.  Lo rende noto la Bce, precisando che la media nei tre mesi giugno-agosto è salita a +1,8% dal +1,5% del trimestre maggio-luglio.  La massa monetaria M1 nello stesso mese si è espansa del 5,8%, in accelerazione dal +5,6% di luglio. Lieve miglioramento anche sul fronte dei crediti concessi al settore privato, la cui flessione è diminuita a -1,5% da 1,6%.
Prosegue anche, pur se lievemente attenuata, la contrazione del credito bancario verso il settore privato nell’area euro.
Ad agosto- secondo la rilevazione della BCE- i prestiti erogati hanno registrato un meno 1,5 per cento su base annua, a fronte del meno 1,6 per cento del mese precedente.  I dati depurati dagli effetti di cartolarizzazioni e cessioni di attività mostrano un calo dei prestiti dello 0,9 per cento, dal meno 1 per cento di luglio.

Scettico il Ministro Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble sull’acquisto degli Abs annunciato dalla Bce.  «Non sono particolarmente contento dell’acquisto dei titoli cartolarizzati da parte della Bce»

Buone notizie arrivano invece dalla Spagna, il Governo rivedrà al rialzo le stime sul Pil e sull’occupazione per questo e il prossimo anno. Il nuovo quadro economico, che punta a consolidare la ripresa dopo sette anni di crisi, eleverà le previsioni di crescita del Pil dall’attuale 1,2% all’1,5% nel 2014 e dall’1,8% previsto per il 2015 al 2%. «Porteremo il nuovo quadro macroeconomico che aggiornerà al rialzo le previsioni di crescita e di impiego», ha detto oggi il Ministro di economia, Luis de Guindos, in dichiarazioni a margine della seduta del Congresso.

Un rallentamento della crescita cinese? È il benvenuto. Lo ha detto il direttore delle relazioni esterne del Fmi, Gerry Rice, anticipando che le previsioni di crescita sul Dragone – 7,4 per cento nel 2014 e 7,1 per cento nel 2015 – saranno ovviamente aggiornate nell’imminente World Economic Outlook. «La Cina continuerà a crescere vigorosamente, ma un moderato rallentamento è auspicabile, così come le riforme di cui ha bisogno tuttavia in ogni caso i livelli di espansione economica della Cina risultano “molto forti” se paragonati agli altri Paesi»

Il vicepresidente designato della Commissione Ue per crescita e lavoro, Jerki Katainen (attualmente commissario Ue all’economia), ha detto oggi che, se il Parlamento europeo darà il via libera alla sua nomina, si impegnerà a presentare «un ambizioso programma per il lavoro, la crescita e gli investimenti entro i primi tre mesi del mandato», cioè entro la fine di gennaio, dal momento che la nuova Commissione dovrebbe entrare in funzione dal primo novembre. Nel suo discorso a Vilnius, Katainen oggi ha anche precisato che il programma su crescita e lavoro che intende presentare mira «ad approfondire il mercato unico e fare il migliore uso possibile dei fondi disponibili a livello Ue e nazionale in modo da stimolare investimenti privati nell’economia reale». Questo ci dovrebbe permettere di mobilitare fino a 300 miliardi di euro in ulteriori investimenti pubblici e privati nell’economia reale nel corso dei prossimi tre anni, ha aggiunto Katainen.

Le retribuzioni sono ferme, lo certifica l’Istat. Ad agosto l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie rimane invariato rispetto al mese precedente e aumenta dell’1,1% nei confronti di agosto 2013. Complessivamente, in otto mesi, la retribuzione oraria media è cresciuta dell’1,3% rispetto al corrispondente periodo del 2013. Le retribuzioni contrattuali orarie salgono dell’1,4% tendenziale per i dipendenti del settore privato, restano ancora ferme per la Pa.  A fine agosto i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 41% degli occupati dipendenti (il 38,9% del monte retributivo osservato).

E non decollano neanche i consumi, secondo l’Istat, a luglio si è verificato una ‘lieve contrazione’ delle vendite al dettaglio dello 0,1% rispetto a giugno.  In particolare, le vendite di prodotti alimentari segnano una diminuzione dello 0,5% mentre quelle di prodotti non alimentari restano invariate. Rispetto a luglio 2013, il calo è stato dell’1,5%: per i prodotti alimentari le vendite sono calate del 2,5%, per quelli non alimentari dello 0,1%.

L’Italia si presenta spaccata in due per quanto riguarda la pressione fiscale, è quanto emerge dai dati diffusi dalla Svimez. Tra il 2012 e il 2013 le entrate tributarie comunali sono calate al Nord del 17% e al Sud dell’11%, ma i trasferimenti erariali sono aumentati del 72,8% al Nord contro il 31% del Sud.  Inoltre nel 2013, a fronte di un reddito di 28.765 euro pro capite, in media ogni cittadino del Veneto ha versato al proprio comune di residenza 409 euro, contro gli oltre 458 di un campano (che però ha un reddito di 12mila 500 euro più basso).  Secondo la Svimez la presenza di un nord in cui il sistema tributario è regressivo e di un Sud in cui è progressivo accresce le diseguaglianze del Paese, e la presenza di trasferimenti ‘sperequativi’ quali quelli attuali non aiuta a spezzare il circolo vizioso che da sempre frena lo sviluppo delle aree più povere.

Tra il 2012 e il 2013 al Nord le entrate tributarie comunali sono scese da 570 a 473 euro pro capite, con una riduzione del 17%, ma i trasferimenti erariali sono aumentati del 72,8%, passando da 109 a 188 euro per abitante. Diversa la situazione nel Mezzogiorno: anche qui i Comuni hanno registrato una contrazione delle entrate per abitante, da 475 a 421 euro, pari a -11%, ma i trasferimenti erariali sono stati molto meno generosi: +31%, da 142 a 186 euro pro capite.

Nel 2013, a fronte di un reddito di 28.765 euro pro capite, in media ogni cittadino veneto ha versato al proprio comune di residenza409 euro.

Nello stesso anno, centinaia di chilometri a Sud, ogni cittadino molisano, in media, a fronte di un reddito decisamente più basso di quello del veneto, cioè 19.547 euro e 7 centesimi, ha versato al proprio comune di residenza 32 euro in più, cioè 441 euro e 4 centesimi. Un cittadino campano, addirittura, con un reddito ancora inferiore del molisano, pari a 16.291 euro e 9 centesimi, ha sborsato oltre 458 euro. In altri termini, pur guadagnando in media circa 12mila 500 euro in meno di un cittadino veneto, il cittadino campano ha versato nelle casse comunali 49 euro di più l’anno. Nel 2007 ogni cittadino settentrionale ha versato al Comune di residenza in media 435 euro, diventati nel 2013 38 in più, cioè 473.  Ogni cittadino del Mezzogiorno invece nel 2007 pagava 302 euro e 50 centesimi al Comune, nel 2013, cinque anni dopo, 421 euro, cioè 119 euro in piu’.

Anche l’andamento della pressione fiscale presenta forti differenze regionali. In assoluto nel 2013 la pressione fiscale più alta spetta ai Comuni campani e liguri,

con un valore pari rispettivamente a 2,8% e 2,6%, seguiti dai pugliesi, calabresi e molisani (2,3%), abruzzesi (2,2%) e lucani (2,1%); Toscana e Umbria registrano una pressione fiscale del 2%, Marche e Lazio dell’1,9%. I Comuni con minore pressione tributaria si trovano in Emilia Romagna (1,6%), Lombardia e Veneto, con valori per questi ultimi fermi all’1,4%.

A livello di cassa, i Comuni più esosi restano in Liguria: nel 2007 ogni ligure in media ha versato quasi 600 euro annui al proprio Comune di residenza, saliti a oltre 700 nel 2013, seguiti da Toscana (573 euro), Lazio (568), e Piemonte (500).

A parità di ricchezza -si legge nella ricerca ‘La pressione tributaria comunale: i valori per il 2013’ di Federico Pica e Salvatore Villani- i cittadini meridionali pagano di più ma usufruiscono di servizi ben peggiori non in linea con i tributi versati.  «Il fenomeno contribuisce ad accrescere le diseguaglianze del Paese e non aiuta a spezzare il circolo vizioso che da sempre frena lo sviluppo delle aree più povere. Il problema potrebbe essere risolto, si legge nella Nota, attraverso trasferimenti realmente perequativi, e non ‘sperequativi’ quali quelli attuali.  La forza degli orientamenti politici, in realtà trasversali attraverso i partiti, in un sistema in cui ampiamente e a ogni riguardo prevalgono gli abbienti, è tuttavia tale che i trasferimenti siano considerati un disvalore».

Giù la Borsa di Milano che chiude a  –1,35%,  lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi chiude a 138 punti. Il rendimento si attesta al 2,35%.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->