lunedì, Aprile 19

Draghi ha un senso solo se rovescia i vecchi tavoli C’è una distanza più che siderale tra il progetto generoso e umano di Mattarella e Draghi e la politichetta di Salvini, stellini, italoviventi, ecc. Faccia un Governo di persone (di partito e non) di sicuro alto livello e, senza discutere ulteriormente, lo porti in Parlamento: si assuma ciascuno davanti al Paese le proprie responsabilità

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Volevo iniziare queste poche righe -moderatamente perplesse, io sono poco propenso agli entusiasmi, sono abbastanza vecchio per ricordarmeli- esprimendo la mia grande soddisfazione, l’unica, per il fatto che probabilmente finalmente vedremo la fine di questa commedia di dilettanti allo sbaraglio, che negli ultimi anni (non solo gli ultimi tre) sono stati capaci di fare solo danni, causati dalla loro superficialità, cinismo, incompetenza, arroganza e fame di potere. Tanto più che sento dire cose terrificanti, tipo il fatto che almeno Giggino (posto che gli stellini siano ostili a Draghi) ‘essendo uno ormai navigato ed esperto ha una carriera davanti’ e quindi la mia piccola soddisfazione per ciò che accade mi lascia qualche brivido gelido nella schiena.

Poi ho letto due frasi che mi hanno colpito e che si attagliano meglio ad iniziare questo articolo.
La prima della signora Elsa Fornero, abituata alla lacrima, ma seria e dignitosa di una persona che soffre a ‘dovere’ fare male, ma poi decisa e diretta, coerente e coraggiosa, che dice riferendosi agli uscenti: «piccoli uomini con una intelligenza limitata … ». Secca, netta, chiara, vera e coraggiosa. Condivido: meno male, è tutto gruppo, che non vorrei definire di avventurieri, ma di ‘avvenuti’, capitati lì per caso, senza sapere perché e per fare cosa, ma pieni di sé, pieni di arroganza, di preconcetti e di brama, letteralmente, brama di potere; convinti di avere aperto la scatola di tonno che secondo loro è l’Italia.

L’altra frase che mi ha colpito e lasciato di sale è attribuita o vera -non so, con quell’innominabile a Palazzo Chigi, si può pensare qualunque cosa- a Giuseppe Conte – pochette che dice, dolente: «se non mi fossi dimesso …» sarebbe andata diversamente, vuole dire. Frase che dimostra in maniera evidente, quello che dice la signora Fornero: è completamente fuori della realtà, non si rende nemmeno conto che il problema non era, non è stato tattico o strategico, ma di capacità e di limpidezza, oltre che di competenza: non basta una laurea per essere competenti, questo vale per la burocrazia. Si tratta di competenza politica, umana, sociale, etica: si tratta della competenza di cui parla la Costituzione (la nostra vecchia e pessima Costituzione) quando chiede che chi governa si comporti con ‘disciplina e onore’. Dove ne avete vista negli ultimi anni?! Pochette, poi, suadente circuitore della signora Angela Merkel, corridore infaticabile nei corridoi di Palazzo Chigi, seduto in camicia (perché così si fa in America, dove poi ci sono i vichinghi con le corna) alla scrivania a compulsare carte, altro che disciplina e onore. Che poi ci sia messo Renzi a fare il bombarolo è un’altra cosa, ma che Conte fosse pessimo e il suo Governo anche peggio, era evidente da tempo. Ci vuole ben altro. Appunto, Mario Draghi, che dice tre parole chiare, e nette, con un riferimento al Presidente della Repubblica, e chiede unità e impegno, dalle forze politiche.

Poi, naturalmente, è partita subito la corsa a Draghi e contro Draghi. A parte Renzi, che immediatamente (esattamente come avevo previsto) ha detto che è merito suo, che ha lavorato proprio per quello, sono saltati sul carro con estrema rapidità i vari Salvini, Meloni e … Toti, investito (almeno dalla signora Merlino) della qualità di fine pensatore e stratega della destra. Quanto agli anti-Draghi, i soliti stellini, sono contrari perché rappresenta il potere, i grandi consorzi multinazionali e insomma le solite sciocchezze. Per non parlare di quelli che criticano Draghi per aver difeso l’Eurozona, cioè l’Italia, e sorvolo su quel poveraccio, riempito con imbuti otturati suppongo, che parla di ‘centralismo democratico’ per dire centralità della democrazia, posto che sappia come si scrive democrazia!
Quanto al PD, il mistero continua. Lo voglia o non lo voglia (gli sgherri di Renzi sono al lavoro, ma anche i renziani interni da Bonaccini a Marcucci, da Lotti a Bettini) appare come sorpreso e ostile.
Qui forse bisognerebbe ragionare un po’ seriamente. Draghi è sicuramente un uomo didestra’, nel senso di essere un uomo di cultura e intenti liberali, ma tutt’altro (forse sbaglio clamorosamente) che ignaro delsociale’. È proprio, se mi si permette l’azzardo, uno di quegli uomini che possono essere il ponte, o meglio, una arcata del ponte che collega il mondo liberale vero, onesto, pulito (tutt’altro che Salvini, Meloni o Toti, ma anche Conte, e non abbiamo sentito ancora le urla scomposte di Sgarbi!) e capace di progettare con competenza e scienza, ma anche con anima, al mondo dellasinistra’, che dovrebbe rappresentare non solo e non tanto la parte più debole della popolazione (se fosse solo così, non potrebbe mai, ma proprio mai, vincere le elezioni in un Paese moderno come vorrebbe essere il nostro), quanto la parte innovativa, perfino rivoluzionaria.
Per dirla in termini un po’ sussiegosi, e farmi ridere dietro dai politologi, ladestraliberale (quella vera, insomma) è quella che gestisce con competenza e capacità l’entropia, mentre la sinistra è quella che ci mette quel pelo che determina l’evoluzione. Perciò nei Paesi civili e progrediti le due forze si alternano giustamente al governo, ma poi nei momenti difficili si uniscono in qualche modo, per metterci ciascuno ciò che ha di buono. Non è un caso che in Germania le due forze abbiano lavorato insieme molte volte.

Colpisce invece, e colpisce negativamente, che la gran parte della destra italiana sia scattata come un sol uomo a favore del tutto acriticamente di Draghi, in modo anche un po’ comico e tipicamente ‘all’italiana’. Faccio per dire, a caso: è un po’ comico (ma avvilente) che uno come Augusto Minzolini sia tanto entusiasta da tirare fuori una similitudine obbrobriosa per una democrazia, quando ha detto che Draghi è come il chirurgo cardiotoracico (è uno preciso, lui) che ti salva e tu mica fai lo schizzinoso perché porta i baffi o sta nell’ospedale che non vi piace … ho un po’ ‘arrotondato’ le considerazioni di Minzolini, come ben si vede. È il contrario della democrazia, una frase allucinante, la richiesta dell’uomo che decide per tutti, che fa e tu chi sei per criticare. Capisco che piaccia a Minzolini, fatti suoi, ma piace anche alla signora Merlino e anche al direttore agnellide di ‘Repubblica’, entusiasta di Draghi, perché è Draghi.

In questo senso, posso ben comprendere l’esitazione del PD nel dire sì, ma appunto può solo essere esitazione, non di più. Perché si deve, appunto, a mio giudizio, fare esattamente ciò che dicevo io: l’altra arcata del ponte. E questa non è una scelta, è un obbligo, per due motivi. Primo che altrimenti lo costruisce quel ponte a modo suo Matteo Renzi, cioè spostando la lancetta a destra e in direzione dell’approfittare della situazione in senso affaristico. Il PD, invece, volendo può mettere in campo la forza che ha e le sterminate competenze delle quali può disporre, se riesce a diventare ciò che è, e cioè il contrario non solo di Renzi, ma anche di Stefano Bonaccini (l’aspirante segretario) e di quella parte manovriera e sottogovernativa che ha condotto il partito al poco che è oggi. Si tratta, , di responsabilità, grande responsabilità, molta di più della improbabile destra che vorrebbe allearsi con Draghi, perché la sinistra deve oggi veramente scommettere su un progetto che ha come fine l’avvenire del Paese. Renzi, non ha futuro da questo punto di vista, ma certo se viene lasciato solo a lui il rapporto con Draghi, è un bel guaio. Cosa si vuole fare? Lasciare solo Draghi nella formazione del Governo e andarsi a cercare ministri ‘laici’ e basta? Colpisce positivamente che Dario Franceschini (ma non capisco perché non Zingaretti, forse a colloquio con Bettini?) abbia lanciato un accorato appello agli stellini per coordinarsi, unirsi: sarà forse un trucco o quel che volete, ma è una strategia vera, perché gli stellini da soli si disperdono, spariscono e sprecano quel poco di buono (molto poco) che hanno. Ma temo è parlare ai sordi!
Ovviamente non so che cosa pensa Draghi. Ma posso dire il mio pensiero: se il suo Governo dovesse essere solo il Governo deitecnici’ (e i nomi che si sentono girare sono poco interessanti o molto preoccupanti) sarebbe fallimentare, sarebbe solo una copia forse un po’ migliore di Monti, che, però, fa più paura se già gli italoviventi sottolineano che il suo Governo deve durare fino alla fine della legislatura, cioè gli si sbarra la strada alla Presidenza della Repubblica. Anche se, a mio parere, la logica dovrebbe essere una rielezione di Mattarella, che è l’unico in grado di tenere in mano questa situazione, e poi, dopo le elezioni, si potrà valutare se Draghi debba continuare o, magari, puntare al Quirinale.

Ciò che colpisce come una mazzata, è l’evidente completa assenza non solo di senso di responsabilità (questo lo sapevamo), ma la totale incomprensione della situazione reale, per cui Draghi viene trattato come un qualunque politicante che aspira a fare il Presidente del Consiglio e quindi si discute dei posti, di chi va qua e chi là, eccetera. Logica assurda, in parte, però, condivisa di fatto da Draghi, che come prima cosa va a parlare con Conte, probabilmente per offrirgli posti e vie di fuga? Quanto alle riunioni di stellini ed altri: ma si rendono conto che stanno portando l’Italia, cioè sessantamilioni di persone, nel baratro non solo dell’epidemia ma del disastro economico!

C’è una distanza più che siderale tra il progetto generoso e umano (stavo per dire grande) di Mattarella e Draghi (che ha un coraggio da … drago!) e la politichetta di Salvini, stellini, italoviventi, ecc. So che certo non mi leggerà, ma io fossi lui, mi metterei a fare un Governo di persone (di partito e non) di sicuro alto livello e, senza discutere ulteriormente, lo porterei in Parlamento: si assuma ciascuno davanti al Paese le proprie responsabilità. Draghi ha un senso solo se rovescia i vecchi tavoli, altrimenti, ci lasci affogare, magari, se posso permettermi, se ha un posticino da qualche parte per me, mi farebbe un favore: io non so nuotare.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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