sabato, Settembre 18

Draghi, caro Travaglio, fa politica, e smonta pure gli smargiassi Bisogna essere realisti: in questo momento in Italia solo Draghi è in grado di fare cose indispensabili. La necessità di Draghi discende dalla assenza di politici capaci di ragionare e di agire

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Ammesso e non concesso, anzi, escluso del tutto, che si possa definire il personaggio un punto di riferimento etico, o culturale o anche solo politico (all’italiana: politicante), questa politichetta italiana mostra la sua totale estraneità nonché alla realtà del Paese, alla politica stessa del Paese.
Parlo del mitico ed evidentemente ormai perduto Marco Travaglio, che, da commentatore visibilmente ostile a tutto, fatta eccezione per gli stellini delvaffa‘, non riesce a trattenere la sua rabbia per il fatto -il dato di fatto- che Mario Draghi -l’orrenda longa manus dei ‘poteri forti’, il servo della Goldman Sachs, il cagnolino da guardia della signora Merkel e della signora Lagarde, tacere di Biden-, senza nemmeno consultarlo, ottiene dei risultati e li ottiene anche a prescindere dal bel Conte. Il quale ultimo segue spaesato e incapace di intervenire sulle cose che Draghi fa. È diventato quasi (!) il capo degli stellini e Giggino dell’Arco lo spiazza dicendo che lui ha sempre creduto ai vaccini prima di Conte, che quindi non può più fare l’occhiolino ai contrari al vaccino. Che poi le cose fatte da Draghi siano fatte bene o male, lo vedremo nel tempo. Ma è certo che fa cose che i politicanti italiani dicono di voler fare da decenni e non sono mai riusciti a fare.

Non mi sogno nemmeno lontanamente di commentare la frase del predetto Travaglio con cui a proposito di Draghi (lo sapete tutti ormai) se ne esce con questa raffinata riflessione: «Draghi è un figlio di papà, un curriculum ambulante, uno che visto che ha fatto bene il banchiere europeo, ci hanno raccontato che è competente anche in materia di vaccini, sanità, giustizia. Mentre mi spiace dirlo: non capisce un cazzo né di giustizia, né di sociale, né di sanità».
Un buono psicanalista, o anche ‘solo’ un passabile neurologo, potrebbe illustrare questa raffinata frase, risalendo agli antenati del Travaglio, alla nonna e alle sue fisime, al trauma infantile, dell’incontro con una zia in mutande … o che so io.
Ma io che non sono esperto in tutto ciò, rilevo altro. Tranquilli, non l’uso abituale nel ‘linguaggio parlato’, come si dice, della parola ‘cazzo’, è marginale. Sappiamo tutti che certe volte se uno è incazzato, tende a dire ‘cazzo’ ogni seconda parola.
La domanda, quindi, non è l’eleganza del termine, ma il perché Travaglio sia così incazzato. Anche, e perfino, contro la stessa posizione politica (ufficiale) del partito del quale si è eletto a portavoce,
lui odia fermissimamente Draghi in quanto tale, perché esiste, e, esistendo, mette a tacere i bambineschi stellini, ormai allo sbando.

Non so se Draghi sia un ‘figlio di papà’, certo figlio di qualcuno penso che lo sia, ma che come banchiere o bancario o quel che volete abbia fatto bene è un fatto evidente. Può ben darsi che di giustizia e di sanità e di sociale (che roba è?) non sappia molto, ma, uno antipatico come non sono io, potrebbe dire ‘sì ma perché Travaglio che ne sa di quelle cose … e di molte altre?’ Ma io queste cose non le dico, questo metodo infantile di dire a uno che ti chiama scemo che lui è più scemo. Questo metodo va benissimo per i bambini, ma non porta a nulla.
Un politico, come ho scritto (non solo io, per carità) mille volte, non deve esserecompetentein banca, giustizia, sanità, ecc…, come forse pensa Travaglio, ma deve essere innanzitutto competente in politica (non come la intende Renzi, per carità), e poi di buon senso, avere una prospettiva politica, e, la cosa più importante di tutte, sapersi circondare da persone leali e competenti nei vari campi.
Siccome Travaglio ha in testa Conte, è bene dire chiaramente che la statura dei due non è commensurabile, ma posto pure che lo sia, il fatto è che Draghi fa cose che Conte nemmeno si sogna. Basterebbe guardare a come, senza nemmeno dire una parola, Draghi ha costretto Conte a balbettare parole vaghe su possibili emendamenti che verranno posti al progetto giustizia di Draghi (non ho sbagliato, penso, ho scritto Draghi per intendere Draghi e non altre), giusto, pateticamente, per potere fare vedere che fa qualche difficoltà‘ (fa la ‘mossa’) e finge di accettare per ragioni di forza maggiore.
Draghi non è un medico. Vero. Ma il piano di vaccinazioni prosegue come previsto … Per settimane Travaglio, da Lilli Gruber (dove è di casa) non ha fatto che sbeffeggiare il generale Figliulo per le troppe ‘medaglie’ (non sono medaglie, ma tanto è inutile cercare di farlo capire) e per il fatto che prometteva cinquecentomila vaccinazioni al giorno e erano invece solo quattrocentonovantanovemilaottocentotrentatre.

Ma certo ciò che deve essere apparso a Travaglio quasi un insulto, è stato il fatto che Draghi, con tre parole treappello a morire»-, ha scardinato tutta la impalcatura fasulla eretta dai no-vax, che restano senza argomenti di fronte ad una imprevista alluvione di prenotazioni. È un dato di fatto, niente di più: accade che tre parole sono più importanti di ore e ore di chiacchiere. Averle dette bene, e al momento giusto, è un merito di Draghi. Perché negarglielo? Perché non capire che la mediazione sulla giustizia era obbligata, e lui ha avuto il coraggio di prendersene la responsabilità: capiamoci, il tema non è la prescrizione. Il tema è che in un momento come questo non si può perdere tempo in discussioni di lana caprina sulla giustizia. C’è altro da fare, e l’altro è urgentissimo. Se qualche delinquente la sfanga, non fa nulla, il Paese deve correre. È cinico? Forse, anzi, sì. Lo è. Io ho scritto più volte che la riforma poco mi convince, ma ora si deve pensare ad altro, e la giustizia deve tornare, per ora, in secondo piano.
E poi c’è il tema fondamentale della scuola. Dove, a mio parere, Draghi ha capito che il tipo che ha promosso per occuparsene non è all’altezza del problema come e peggio del suo predecessore.
Queste sono questioni fondamentali, perché, ecco il punto,
una buona scuola è il futuro del nostro Paese, che così non può andare avanti.

Bisogna, insomma, essere realisti. In questo momento in Italia solo Draghi è in grado di fare cose indispensabili: non è suo merito, ma non è sua colpa. Anzi, la necessità di Draghi discende dalla assenza di politici capaci di ragionare e di agire.
Si ha da ridire sulle cose che fa o vuole fare Draghi? Bene, ottimo, io stesso ho criticato cose fatte da Draghi. Ma la critica non si fa insultandolo o dicendo che è figlio di papà, ma facendo politica veramente: scoprendo il suo progetto politico (peraltro mai nascosto) e opponendogliene un altro, logico e coerente almeno come il suo: questa è politica. E invece, oltre gli insulti, tutto ciò che si sa proporre (Renzi in testa!) è qualche compromesso, qualche smussamento di asperità. Senza nemmeno rendersi conto che, come ogni buon politico, Draghi lo sa benissimo che in Italia al massimo questo avviene, e quindi fa progetti un po’ eccessivi, certo di avere margini di ‘mediazione’ e di potere fare contenti i vari Renzi, Letta, Giggino e pochette. Perché costoro non hanno idee o progetti politici da opporre, e quindi Draghi, lasciando cadere qualche polpetta qua e là, va avanti come un treno.

Si potrebbe concludere con un po’ di ironia e chiedere a Travaglio se non si renda conto dell’ultimo grande successo di Draghi: Giorgia Meloni, pare, si è vaccinata, cioè si è fatta vaccinare. Draghi, caro Travaglio, smonta pure gli smargiassi … e ti pare poco?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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