mercoledì, Settembre 22

Dove è Muqtada al-Sadr? field_506ffb1d3dbe2

0

 

Dove è Muqtada al-Sadr? Il 30 aprile, il leader sciita iracheno che ha guidato la rivolta popolare contro la corruzione nel governo di Baghdad, ha dichiarato di volersi ritirare dalla vita politica per due mesi. Secondo i media arabi agli inizi di maggio avrebbe lasciato Bagdhad per Najaf, sua città natale e di qui avrebbe preso un volo per l’Iran. Il 4 maggio l’agenzia iraniana Tasnim News, vicina all’ayatollah Ali Khamenei, ha confermato la sua presenza in Iran. Ma il 9 maggio il portavoce del ministro degli Esteri iraniano, Hossein Jaberi Ansari, ha seccamente smentito la notizia, escludendo una visita ufficiale del religioso iracheno in Iran.  Con un elegante giro di parole, il portavoce è stato più possibilista in merito a un suo soggiorno privato presso parenti in Iran.

Il quesito non è di poco conto, perché è lui, Muqtada al-Sadr, capo del movimento sciita Sadrista ed ex comandante dell’Esercito del Mahdi, tristemente famoso per gli attentati contro le forze americane durante l’occupazione dell’Iraq, ad avere innescato nel 2015 le proteste popolari contro il governo di Baghdad. Il 30 aprile 2016, data in cui Muqtada ha dichiarato il suo desiderio di ritirarsi, è stato il giorno più importante dall’inizio delle proteste. Accampato nella Green Zone della capitale irachena, dove si trovano il governo e le ambasciate americane e britannica, mentre centinaia di migliaia di sostenitori scandivano slogan contro le ingerenze dell’Iran, al Sadr ha sospeso le attività del blocco parlamentare al-Ahrar, di cui è il leader spirituale, paralizzando il parlamento. La crisi non si è ancora risolta: il primo ministro Haider al-Abadi ad oggi non è riuscito a formare un nuovo governo.

In un’insolita congerie politica, il primo ministro al-Abadi, Muqtada al-Sadr e alcuni partiti laici chiedono un governo di tecnocrati, non settario, che rompa con il passato e le quote etnico religiose che dal 2003 a oggi hanno contraddistinto la vita parlamentare irachena, gestita dalle élite e, soprattutto, dall’Iran.

L’ex premier Nouri al-Maliki, il blocco sciita Badr e il Concilio Islamico Supremo dell’Iraq, tutti vicini all’Iran, sono contrari a un governo di tecnocrati, perché costituirebbe la fine dei partiti islamisti in favore di quelli laici. Muqtada al Sadr è sciita, ma non è allineato all’Iran: quando si parla di lui, la divisione settaria tra sciiti e sunniti con cui si semplifica la comprensione della crisi mediorientale, non regge più.Gode di una popolarità immensa tra la popolazione sciita. Dalla sua famiglia sono venuti due grandi leader religiosi, entrembi uccisi da Saddam Hussein: il padre Muhammad Sadiq al-Sadr e il suocero Muhammad Baqir al-Sadr. Durante l’occupazione americana in Iraq Muqtada al-Sadr era considerato alleato dell’Iran, Paese nel quale si è rifugiato dal 2007 al 2011 per sfuggire alle truppe statunitensi che gli davano la caccia. All’epoca era l’Iran a fornire assistenza militare e finanziamenti al suo Esercito del Mahdi.

Eppure la sua famiglia è sempre stata nazionalista, anti-iraniana, fautrice dell’indipendenza degli sciiti iracheni: non è un caso che Muqtada sia l’unico leader sciita iracheno a non aver inviato i suoi uomini a combattere in Siria al fianco di Assad. Oggi ha smantellato il suo Esercito del Mahdi e ha creato le Brigate della Pace, un movimento populista che sostiene la popolazione sciita con programmi assistenziali e politici sul modello degli Hizbullah libanesi. Le Brigate della Pace combattono anche, ma solo in Iraq contro lo Stato Islamico. Muqtada ha più volte definito ‘straniere’ le altre milizie sciite irachene vicine all’Iran.  Il rapporto di Muqtada al-Sadr con il Paese degli ayatollah non è lineare. Di certo, con i suoi sogni di indipendenza, costituisce una minaccia per Teheran e per le sue mire in Iraq.

L’11 maggio tre attentati hanno sconvolto la capitale irachena: il più violento ha colpito Sadr City, il più grande quartiere di Baghdad a maggioranza sciita. È la roccaforte di Muqtada al-Sadr: da qui viene la maggior parte dei manifestanti che il 30 aprile hanno invaso la Green Zone di Baghdad. Gli attentati sono stati rivendicati dallo Stato Islamico.

Alla famiglia di Muqtada appartiene anche un altro celebre leader sciita: Musa al-Sadr, fondatore del movimento popolare libanese Amal, scomparso misteriosamente in Libia il 31 agosto 1978. Era il cugino di Muqtada. Tra le centinaia ipotesi fatte sulla sua enigmatica sparizione, l’ultima emersa è quella di Andrew S. Cooper, che nel suo libro ‘The fall of Heaven: The Pahlavis and the Final Days of Imperial Iran‘ sostiene che dietro ci sia la mano dell’ayatollah iraniano Ruhollah Khomeini. Secondo l’autore, che si basa su interviste con lo Shah iraniano Mohammed Reza Pahlavi e suoi alti ufficiali, lo Shah sarebbe stato in contatto con Musa al-Sadr: a lui avrebbe chiesto di tornare in Iran per frenare le ambizioni di Khomeini alla vigilia della rivoluzione che portò al potere l’ayatollah. Musa al-Sadr avrebbe avuto scarsa fiducia nei confronti di Khomeini e sarebbe stato d’accordo con lo Shah. Se l’ipotesi è vera, i cattivi rapporti della famiglia al-Sadr con gli ayatollah iraniani potrebbero davvero essere un vizio di famiglia.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->