giovedì, Agosto 5

Dopo Zika, un’altra minaccia per le Olimpiadi di Rio

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Le analisi delle acque costiere di Rio, dove il mese prossimo si terranno le Olimpiadi, già lo scorso anno avevano rivelato dati allarmanti. Oggi, ancora, il problema non è stato risolto e la scoperta di un batterio resistente all’acqua compromette l’organizzazione dei giochi. Preoccupati gli atleti che dovranno competere in acqua. Secondo gli scienziati brasiliani, il batterio non avrebbe un effetto immediato sul corpo di una persona sana; ma, in soggetti a rischio, questo batterio potrebbe provocare gravi malattie e persino portare alla morte.
La presenza di un alto tasso di liquami, nelle grandi masse d’acqua, è il terreno fertile di agenti patogeni e ‘super-batteri’. Le preoccupazioni, dunque, sono molte e gli attivisti da anni continuano a insistere sul fatto che le autorità debbano fornire migliori servizi igienico-sanitari nel paese. Attualmente le soluzioni sono due: ripulire le acque prima delle Olimpiadi o spostare la sede dei giochi nell’oceano, dove l’acqua è sicuramente più pulita.

Nel frattempo, sopraggiungono le prime misure di sicurezza tra gli atleti che parteciperanno alle Olimpiadi: la squadra di canottaggio olimpico statunitense ha optato per l’allestimento di stazioni di lavaggio delle mani e per un abbigliamento con tessuto antimicrobico, per proteggere gli atleti da eventuali agenti patogeni presenti nell’acqua. Queste misure, tuttavia, non potranno proteggere del tutto gli atleti che non potranno di certo controllare gli spruzzi d’acqua su viso, occhi e bocca.

Katherine Mena, membro della ricerca di agenti patogeni della Houston School of Public Health, ha spiegato: «i livelli molto elevati di agenti patogeni aumentano il rischio di infezioni».

(Video tratto dal canale Youtube: interesting on the planet)

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