martedì, Settembre 28

Dopo Tabacci, non deve esserci più veleno per lo spazio italiano Bruno Tabacci ha rimesso a Draghi l’incarico di coordinamento della politica spaziale del governo e dalla presidenza del Comint. I fatti non sono un semplice evento agonistico dal momento che ci sono oltre due miliardi di euro da impegnare nell’ambito del Pnrr

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Bruno Tabacci ha rimesso a Draghi lincarico di coordinamento della politica spaziale del governo e dalla presidenza del Comint, il comitato interministeriale che segue le sorti politiche del settore. In unintervista rilasciata al ‘Corriere della Sera’ di qualche giorno fa, il Sottosegretario ha immediatamente protetto la sua immagine e il suo operato, affermando di aver «tagliato subito i ponti con il passato e così, da una certa destra, a proprio agio con qualche ambiente dei servizi che non accetta il nuovo corso, è partita la guerra».

Ovviamente non ha fatto nomi e poiché in questo momento la destra italiana è biforcuta, non avendo concreti motivi per prendersela con lopposizione meloniana e con il Presidente Guido Crosetto che presiede lassociazione degli industriali di aerospazio e difesa, tutto fa pensare che loggetto della sua persecuzione lui labbia individuata nella destra di governo: probabilmente nel Ministero per lo Sviluppo Economico e nel suo titolare, Giancarlo Giorgetti. Il fatto stesso che sia nel governo di cui fa parte è esemplare per un uomo politico di dovrebbe avere una sua caratura!

E così il pluripartitico onorevole lombardo -non ricordiamo quanti correnti e partiti ha girato- ha dato una consistente mano a chi questo esecutivo lo avversa e soprattutto ci ha sputtanato una volta di più allestero, invitando quei governi europei con cui competiamo economicamente a far man bassa delle attività spaziali continentali. In perfetta coerenza con il suo predecessore, Riccardo Fraccaro che si fece giocare la partita della direzione generale dellAgenzia Spaziale Europea per poi averanche il coraggio di parlare di un successo italiano con un DG austriaco!

Un altro calcio alle parti basse di un Paese che da parte sua vanta i miglior programmi industriali in filiere di alta tecnologia spaziale e realizza gli ambienti abitativi orbitanti della Stazione Spaziale Internazionale: un know-how che adesso sarà utilizzato per i moduli lunari.

Inutile trincerarsi dietro un attacco ad personam legato alla carriera professionale del proprio figlio Simone perché non è questo il punto. Quando Andrea Zannini, già portavoce del doposto presidente dellAsi Roberto Battiston ma anche nepotisticamente discendente da quellAchille Occhetto demolitore del Partito Comunista Italiano, fu chiamato a Palazzo Chigi da Tabacci per non si capiscequale incarico ricordiamo che ‘LIndro’ fu tra i primi a scoprirlo per poi essere sbolognato alla presidenza del Senato, qualcosa si sarebbe dovuta pur comprendere.

Sarebbe bastato sfogliare qualche nemmeno troppo vecchia cronaca dellIri e ritrovare tutta la metodologia impiegata sia di Ciriaco De Mita che di Romano Prodi le grandi guide democristiane di Tabacciper ricostruirne le strategie. E poi di seguito: alcuni giornalisti, probabilmente guidati da chi certe cose le sovrintende, hanno iniziato a fare diverse indagini e le patate bollenti sono rapidamente venute a galla. Da qui alla rivelazione che l’Asi aveva assegnato un contratto di ricerca a Carlo Romano, segretario-tesoriere e capo della segreteria di Tabacci. Un incarico a cui è stata negata una parvenza di un bando pubblico di selezione dei candidati e apparentemente, senza nemmeno una valutazione e una delibera del consiglio di amministrazione dell’Agenzia. Insomma, una serie di manovre grossolane che non ci saremmo aspettati da menti che ritenevamo sottili. Forse ci siamo sbagliati.

O forse è accaduto dell’altro, che ha teso trappole avvelenate ai tessitori del passato, portandoli a soccombere nella tela di ragno che loro stessi avrebbero pensato di ordine. Nell’un caso e nell’altro gli attori di questo squallido teatro non ci fanno una buona figura. Anzi

I fatti non sono un semplice evento agonistico dal momento che ci sono oltre due miliardi di euro da impegnare nell’ambito del Pnrr.

Probabilmente questa è stata una causa determinante per mollare quella che un giornale molto polemico ha chiamato l’’ufficio di collocamento delle iniziative del sottosegretario’. In ogni caso, se il premier ha intenzione di rimettere un po in ordine le cose, ne siamo ben soddisfatti e aspettiamo con ansia la nomina del successore.

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