giovedì, Aprile 22

Dopo Parigi, anche Roma in fiamme?

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L’Europa vestirà per settimane, se non mesi, gli abiti neri del lutto. Parigi, oscurata dai fumi delle bombe artigianali, urla sui social tutta la sua paura e la sua immensa rabbia. Oggi la Francia è un Paese pieno di rabbia, rabbia che prevarica le Alpi fino a lambire l’Italia.
La rabbia cieca, la rabbia violenta, inaccettabile, una rabbia che rischia di trasformarsi in una corsa inarrestabile verso la vendetta.
I sostenitori dello Stato Islamico (IS) sembrano non aver vissuto giorno più bello, la tempesta è appena all’inizio. In una Francia blindata l’unica cosa che può salvare dal tracollo è la logica.
Nel marasma di analisti da tastiera, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza circa le reali condizioni di sicurezza dell’Italia alla luce di quanto accaduto a Parigi.

Innanzitutto, bisogna chiarire che la penisola vive una situazione geopolitica difficilmente riproducibile altrove.
La fortuna (o la sfortuna ) di avere la Città del Vaticano, cuore pulsante della cristianità, è una realtà che rende il Paese vulnerabile e sicuro allo stesso tempo.
Essendo diretto antagonista delle frange musulmane più intransigenti, il Vaticano, può sicuramente attrarre spiacevoli attenzioni anche su Roma e più in generale sulla Repubblica. Molteplici sono state le minacce per la sicurezza di Papa Francesco e del suo entourage inviate tramite internet dallo Stato Islamico, sulla cui fattibilità ci sarebbe da discutere.
Sull’attendibilità  delle dichiarazioni fatte dall’Ufficio Stampa del Califfato non ci sono dubbi, ma bisogna spiegare fino dove i militanti della jihad hanno intenzione di spingersi nel perpetrare la loro guerra al terrore.

Acquisire un obbiettivo di rilevanza globale come la Città del Vaticano equivale a tutti gli effetti a dichiarare guerra aperta alla cristianità nella sua interezza, compresi qui gruppi religiosi che identificano la loro fede nella Santa Madre Chiesa.
I cristiani nel mondo sono un numero che oscilla intorno ai 2.100.000.000 di fedeli, numero che si scaglierebbe per intero nella caccia all’uomo più grande che la Storia ricordi.
I Fedeli musulmani, estremisti o no, sarebbero oggetto di persecuzioni atroci, per non parlare dei militanti della guerra santa, che sarebbero annientanti con qualsiasi mezzo militare sia stato capace di inventare l’Uomo.
Colpire il cuore della cristianità è sicuramente un obbiettivo militarmente appagante nell’immediatezza ma sul lungo periodo equivarrebbe ad un suicidio organizzato.
Lo Stato Islamico, non vuole morire, funziona fin troppo bene nelle zone in cui ha esteso il suo potere feroce ed intransigente, è ricco e da molti è rispettato. Lo Stato Islamico non vuole morire perché sarebbe come provocare la morte di una persona giovane che gode di ottima salute.

I terroristi in generale, colpiscono gli obbiettivi che possono colpire e non tanto quelli che vogliono colpire. Parigi ne è l’esempio più eclatante, non potendo colpire lo Stadio, non potendo colpire i luoghi turistici hanno deciso di mietere le loro vittime infedeli nei luoghi in cui tutti noi siamo andati almeno una volta: un bar, un teatro, un ristorante.
Annientare la quotidianità è uno degli aspetti più incisivi del terrorismo sulla vita di tutti noi, ma è anche l’unico aspetto del terrorismo che dipende da ogni singolo cittadini sulla faccia di questa terra.
Le mire sul Vaticano e su Roma sono ipoteticamente credibili ma, nel concreto, i terroristi (di qualsiasi network terroristico essi siano) non possono permettersi di pagare il prezzo delle loro azioni.
Lo Stato Islamico non ha armi e uomini a sufficienza per poter contrastare gli eserciti più potenti che il mondo può schierare.
Questo non si traduce nell’immunità dello Stato italiano o del Vaticano nelle mire dei terroristi, semmai fa capire quanto non basti far vedere la cupola di San Pietro con sopra la bandiera nera, perché la cristianità sia destinata all’estinzione.
I servizi di sicurezza devono assolutamente rimanere tra i più alti al mondo, una volta concesso al terrorista di entrare facilmente in piazza San Pietro,  l’attentato sarebbe ineluttabile.

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