giovedì, Ottobre 21

Dopo le sanzioni, Iran e Rohani sfidano gli Usa Jinping: 'La Cina non chiuderà le porte al mondo, ma le aprirà sempre di più'

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In Iran, le forze aeree dell’esercito e della Guardia rivoluzionaria hanno organizzato una maxi esercitazione militare congiunta di due giorni. Il vice coordinatore dell’esercito iraniano, il contrammiraglio Habibollah Sayyari, ha affermato che tutti i sistemi utilizzati nell’esercitazione militare sono di produzione nazionale.

Intanto il presidente iraniano Hassan Rohani, con riferimento al ripristino delle sanzioni americane scattate oggi, ha ribadito che la guerra economica lanciata dagli Stati Uniti contro Teheran risulterà in una perdita per loro nel prossimo futuro. E ha confermato che il Paese può vendere e venderà il suo petrolio nonostante il tentativo americano di ridurne l’esportazione a zero. L’Iran proprio ieri è sceso in piazza contro Donald Trump nell’anniversario dell’occupazione dell’ambasciata Usa di Teheran e alla vigilia del ripristino delle sanzioni americane dopo l’uscita di Washington dall’accordo sul nucleare. Migliaia di persone e studenti sono scesi in piazza urlando slogan come ‘abbasso gli Usa’ e ‘abbasso Israele’.

La Cina rinnova il suo impegno a favore del libero scambio e della globalizzazione economica: per questo, «non chiuderà le porte al mondo, ma le aprirà sempre di più». Così il presidente Xi Jinping nel discorso d’apertura al China International Import Expo (Ciie) di Shanghai, durante il quale ha ribadito che il Paese ha una crescita stabile e solida e continuerà il trend di sviluppo continuo. Xi ha parlato anche di capacità di controllo macro e di apertura e riforma del Paese verso nuovo slancio, rafforzando gli sforzi con gli investimenti e la cooperazione commerciale lungo la ‘Belt and Road iniziative’, la nuova via della Seta. Guardando avanti poi ha affermato che la Cina continuerà «a rendere più efficace il processo di riforma e apertura in modo ampio facendo avanzare la riforma strutturale dell’offerta, portando l’economia cinese su un binario di sviluppo di alta qualità». Poi un messaggio chiaro agli Usa, con il quale è in atto una vera e propria guerra commerciale: la pratica di ‘rendere mendicante il tuo vicino’ porterà alla stagnazione del commercio globale. Per questo la Cina taglierà ulteriormente i dazi all’import e aprirà i mercati per dare slancio ai consumi interni, rafforzerà la proprietà intellettuale e i negoziati commerciali con Europa, Giappone e Corea del Sud: «L’inclusione e la reciprocità, i benefici ‘win-win’ e di mutua portata sono la strada più ampia da seguire», ha aggiunto Xi.

In Gran Bretagna, l’ex ex ministro degli Esteri, Boris Johnson, torna a scagliarsi contro la premier, bollando come ‘schifo assoluto’ il presunto piano segreto di Theresa May per un accordo di divorzio da Bruxelles sulla Brexit che prevede una permanenza temporanea dell’intera Gran Bretagna nell’unione doganale. E Johnson dalle colonne del Sun rilancia l’appello a una ribellione nei confronti di May all’interno del Partito Conservatore e nello stesso consiglio dei ministri.

Chiudiamo con l’Australia, dove è arrivata la suora cattolica australiana espulsa dopo una lunga battaglia legale dal presidente filippino Rodrigo Duterte, per aver criticato apertamente la violenta repressione dello spaccio di droga. L’ordine di espulsione la accusa di aver partecipato apertamente e attivamente in attività come cortei, conferenze stampa e missioni conoscitive, in violazione dei termini e condizioni del visto da missionaria.

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