martedì, Ottobre 19

Dopo le docce, niente image

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«Credo che la gente debba sapere: in Italia si scarica di più (di tasse) donando soldi ai partiti, anche al più piccolo piuttosto che a Fondazioni benefiche». Parole di Andrea Bocelli, pronunciate a margine della serata di beneficenza organizzata insieme con la moglie. La serata tenutasi a Firenze,  ha visto la partecipazione  di “forti donatori”. Personalità di livello iternazionale,. Tra esse, solo per citarne una, quella di un vero e proprio principe dello star-sistem,  l’iniziativa ha potuto annoverare la presenza  di George Clooney . La città del Giglio, che ha ospitato l’evento, e  fatto da incomparabile cornice al concerto, con finalità benefiche, tenuto dal nostro tenore, amato e appprezzato in tutto il mondo, ha avuto la direzione del Maestro Mehta.

Dichiarazione, quella di Bocelli, scelta, non casualmente, come incipit dell’ articolo, che come si suol dire arriva “a fagiolo”. Sia per l’autorevolezza di chi l’ha pronunciata, sia perché è ancora desta nell’opinione pubblica, e nella memoria dell’estensore dell’articolo, la sciagurata epopea delle “docce gelate”. Su di esse, senza possibilità di dubbio, in un articolo della settimana scorsa abbiamo preso posizione di critica al vetriolo rispetto a quello che nella nostra opinione è rimasta solo una esibizione da scadente avanspettacolo. Sono stato anche amichevolmente redarguito da qualche amico, che ha ritenuto che in quell’articolo fossi stato fin troppo morbido, ripetto ai quantomeno disdicevoli comportamenti tenuti da alcuni in tale occasione. Per dovere di cronaca, l’impegno professionale e organizzativo, messo in campo dai coniugi Bocelli, a disposizione di questa lodevole iniziativa, ha fruttato per le sue finalità benefiche un milione di euro. I risultati economici ottenuti con la “girandola di docce sedicenti gelate”, per motivi a me ignoti, ma maliziosamente ipotizzabili, non hanno avuto riscontro nella divulgazione dei dati. Non dico, che ciò si sarebbe dovuto fare  con un impegno pari, a quello impiegato per promuovere  l’impropria e censurabile iniziativa, ma neppure,  così irrilevante  da non  consentire alla vasta platea , di essere messa  a conoscenza  dei risultati ottenuti. Queste sono però,  solo valutazione a margine di una vicenda alla quale fin troppo spazio abbiamo dato.

La dichiarazione di Bocelli, ha qualcosa di sfolgorantemente genuino, credibile, umano. Da sola, vale quanto una piscina di acqua gelata (ma per davvero), rovesciata sulla testa rafferma degli appartenenti a questa classe dirigente (sic!) di superficialoni irresponsabili. Un sipario di ipocrisie e ambiguità è stato strappato, dalla determinazione e dal “coraggio” di chi ha avuto la forza di dire la verità. Verità, che  fa precipitare tutti costoro nel gorgo del “lillipuzianesimo” umano prima che politico. Di falsità, ipocrisie, addomesticate verità, quando di non vere e proprie menzogne, è stato saturato il modello di convivenza civile (?) che ci è stato imposto da questi “mezzadri del potere”. Con chi è stato stipulato il contratto di “mezzadria”, visto gli andamenti degli ultimi anni, mi pare che nessuna persona dotata di un minimo senso della realtà, possa avere dubbi a riguardo.

Ma al di là, delle reiterate connivenze offerte da tutti noi in qualità di elettori, alcune turpitudini operate da questi infaticabili sciacalli delle disgrazie, vanno stigmatizzate come dicevano quei curiosi personaggi del “senza se e senza ma”. Genia questa evaporata, come quella del “popolo viola” e degli “indignati”. E su questi argomenti l’indignazione da promuovere è su scala mondiale. Le Leggi, non nascono dal nulla, ma bensì da volonta politiche, le quali al netto di tutte le chiacchiere da bar dello sport, consistono nell’operare delle scelte e individuare delle priorità. Facendo riferimento a quanto denunciato da Bocelli, ‘l’assetto normativo su questi argomenti, ossia di deducibilità o detraibilità dalle tasse, deve essere  organicamente organizzata come priorità nel quadro complessivo del nosto ordinamento fiscale. Organizzazioni e attività benefiche che debbono  avere un chiaro e inequivocabile  trattamento fiscale. La cosa, che ha dei tratti disgustosi è, che coloro i quali dovrebbero governare il bene comune, in materia di atti di liberalità patrimoniali, hanno individuato come prioritari e meritevoli quindi di un trattamento fiscale più favorevole quelli a favore dei partiti e che vanno quindi a ingrassare le loro insaziabili casse, anziché quelle degli Enti benefici.

Il settore della beneficenza, è purtroppo molto esteso, e funziona come supporto sussidiario rispetto alle possibilità d’intervento dello Stato, laddove si può  intervenire, per cercare di lenire, situazioni di disagio economico, sofferenza fisica e morale. A fronte di ciò, lor signori hanno ritenuto, con scelte fiscali maggiormente favorevoli, premiare le donazionia favore dei partiti.  “Credo che la gente debba sapere”. Frase, questa si che potrebbe essere l’architrave per una riscossa di dignità e orgoglio del nostro bistrattato popolo. “Credo che la gente debba sapere”, che ad oggi, non risulta la presa di posizione, di uno dicasi un’esponente politico a favore di quanto denunciato dal grande tenore. Certo gli artisti, sono proprio dei “gran birbanti”, e dal loro punto di vista i politici fanno bene a diffidarne e a liquidarli con frase alate storicamente memorabili del tipo “con la Cultura non si mangia”. E’ bastato un “Bocelli qualsiasi”, per farli crollare tutti giù dai vari trespoli delle riforme elettorali, del Senato e via riformando il nulla, nel nulla. “Credo che la gente debba sapere………” i puntini da colmare sarebbero infiniti. Ma di questa Riforma, nessuno di loro parla o parlerà mai. Grazie Bocelli gliel’hai detta chiara chiara.Per cantargliela in musica, anche se con colpevole ritardo, ho l’impressione che il popolo italiano si stia attrezzando a farlo.   Già più di un accordo s’ è sentito. Ma questi statene certi “ce fanno” non “ce sono”. Cosa questa ancor più grave.

 

 

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