domenica, Settembre 26

Dopo le dimissioni errore di Zingaretti, serve un Congresso vero Ora non ci sono più scuse, occorre chiaramente un congresso e un congresso vero, con le tesi e le controtesi, e subito, entro l’estate: si può, se si vuole

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Mentre leggo, stupefatto, l’elenco dei ‘maitre à penser’ di Davide Casaleggio, in un documento che vuole invitare gli stellini a volare alto, senza dire dove, e mentre mi domando con moderata curiosi-tà che razza di logica (non dico cultura, non esageriamo, eh!) metta insieme i personaggi fondamentali del Casaleggio-pensiero: Dario Fo, Adriano Olivetti, Francesco d’Assisi, Mahatma Ghandi, Giorgio Gaber, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio (dove solo vedere Beppe Grillo e Dario Fo associati, fa rabbrividire, ma è il meno), mi cade l’occhio su due interviste di Gianni Cuperlo, non citato, poverino, dal Casaleggio. Prima, sig. Casaleggio, guardi che Ghandi si chiamava Mohāndās Karamchand Gāndhī, e ‘Mahatma’ significa ‘venerabile’ o giù di lì … basta Goggle!

Si sta dando da fare Gianni Cuperlo, e leggerne è sempre interessante perchè cerca di parlare in politichese moderato, ma anche perché agisce e parla come una persona normale, di buoni sentimenti. In-somma uno ha l’impressione che, diversamente dalla stragrande maggioranza dei politicanti nostrani Casaleggio e Grillo inclusi, sia anche, magari non sempre, ma anche un essere umano normale. Non dico che vada a comprare il pane, adesso non esageriamo, quello lo fa solo Bersani perchè la moglie è celiaca, ma qualche volta, credo, in un supermercato e magari addirittura in una panetteria è entrato.
Le interviste, ben due in un paio di giorni, credo che vogliano lanciare messaggi per l’assemblea del PD, in vista (o forse no?) di un Congresso.

Proprio l’inizio dell’intervista a Alessandro De Angelis (in genere, e anche stavolta, piuttosto ‘spuntuto’) mi lascia di stucco. Leggete: «Giuseppe Conte ha guidato due governi. Nel primo ha subito alcune tra le norme più immorali della storia repubblicana, quei decreti sicurezza che il secondo governo, ancora da lui presieduto, ha modificato radicalmente».

Eh no, piano. Se si comincia così non si va lontano, ma specialmente se si comincia così, si rischia di falsare gravemente anche le parti migliori di un discorso interessante, non solo per la persona, ma per il Partito del quale fa parte, partito che rischia di fare davvero una brutta, bruttissima fine, dilaniato com’è dalle correnti, e in particolare da quelle orfane di Renzi: Marcucci e Bonaccini in testa. Quest’ultimo (e Cuperlo lo dice, con una puntina di veleno) salvato dalle sardine di Santori … oggi, irrorate dalle parole di Casleggio & co., forse, propongono (insieme a Marco Cappato, boh!) di scegliere a sorte alcuni cittadini a dirigere la politica della transizione ecologica. Ormai ne vediamo e sentiamo una al giorno..

Ma, tornando a Cuperlo, dire che Conte abbiasubìto‘ (io ci metto l’accento così non ci sono equivoci) le leggi di Salvini è un insulto alla nostra intelligenza e, me lo perdonerà, alla sua -di Cuperlo intendo. Chi ha obbligato mister pochette a fare il Presidente del Consiglio con Salvini e Di Maio e Toninelli? Chi lo ha costretto a firmare quelle brutture? tra l’altro, se male non ricordo, in un decreto legge? Chi lo ha costretto a permettere le schifezze della Diciotti eccetera? Troppo comodo, on.le Cuperlo, troppo facile. Chi ha fatto quelle cose va radiato dalla civiltà. E ancora di più, se non peggio, va radiato dalla civiltà, per averle, come dice Cuperlo, modificate radicalmente. L’ho detto più volte, nel mio piccolo, uno che cambia faccia in questa maniera non ha faccia e cercare di costruirgliela o ricostruirgliela mi pare francamente eccessivo.
A parte, ma glielo risparmio onorevole, che ci sono ancora navi sequestrate, gommoni che affondano, gente che affoga, e la Guardia Costiera è nei porti con Minniti da … Leonardo: che ne dice?
Tutto poi per giustificare la assurda difesa strenua del medesimo Conte, da parte di un PD in evidente difficoltà di pensiero. Elevare pochette a faro ideologico addirittura, della sinistra italiana, mi pare una operazione imperdonabile, tanto più perchè pervicace, fino al punto diaccettareil Governo Draghi, senza capire che bisognava saltare subito, anzi, prima, su quel cavallo, se non altro per togliere a Salvini e a Renzi la possibilità di saltargli in groppa. Questi, sono errori gravissimi, che si pagano e si pagheranno.
Beninteso, non voglio mica dire che Draghi sia il futuro della sinistra italiana, per carità. Ma è certo che è quello che ci evita danni assai maggiori e se quei danni non ci saranno se ne gioverà l’Italia tutta, parti meno fortunata di essa incluse. Senza dimenticare che molto probabilmente, temo, Draghi resta un anno; quindi c’è fretta di fare qualcosa di utile.

 

E qui siamo al punto. La domanda è cosa è il PD, o almeno, visto che di Cuperlo parliamo, cosa è il PD secondo Cuperlo: un partito delle istituzioni, addormentato nelle istituzioni, o un partito che un po’ più seriamente si pone il problema di ricostruire la scala sociale interrotta da gran tempo? Di non ridurre l’economia ad assistenza? di ricostruire una scuola che non sia solo un imbuto per di più pieno di numeri come piacerebbe a quest’altro fenomeno di ministro? di prendere il controllo dell’economia in maniera intelligente, né al servizio dei padroni, ma nemmeno alla ricerca della più stupida ‘decrescita felice’, cioè cretina? di ricostruire idee, non ideologie, magari anche con Dario Fo, ma associato a Gramsci, a Berlinguer ecc., non certo a Grillo?
Per fortuna poi, ha un momento di resipiscenza e mentre spiega che il PD aveva il dovere di aiutare il Paese ad uscire dai guai, ricorda che ora il tema pochette è superato quando dice «Quanto a noi occupiamoci seriamente del consenso e dell’identità del Pd … . Lasci da parte la propaganda, quella sappiamo farla tutti. Basta mettere in fila banchi a rotelle, primule e ritardi nei ristori», meno male, e poco oltre, alla domanda sull’assurdità della presenza di Orlando al Governo e sulle ironie sguaiate di Marcucci dice «Ho letto che Marcucci si preoccupa di un sovraccarico di lavoro per il ministro e questa è una vera gentilezza, ma lui proviene dalla cultura liberale e sottovaluta la tempra e il carico di fatiche a cui può sottoporsi chi proviene dalla tradizione dei comunisti italiani!».
Due tranvate (mi piace il termine, l’ho usato ieri e ha avuto successo!) di quelle pesanti. La prima, veramente pesante a Conte del quale, giustamente, ridicolizza i banchi a rotelle ecc. ristori inclusi … lo avevo scritto: solo uno come Conte si poteva inventare una parola più gigionesca e caramellosa, oltre che inutile. E a Marcucci riserva quel ‘liberale’ che lo inchioda a … Di Maio.
Poi, mette bene i piedi nel piatto del congresso, o dell’assemblea, o di entrambi, quando schiaffeggiando (io lo leggo così) il renziano Marcucci, riserva senza parere un calcione negli stinchi al democristiano Franceschini, che di colpo non è più il capo-delegazione al Governo. Per dire che talvolta, le cose vanno lette con maggiore attenzione e Cuperlo non è strabico.

E già, perchè nell’altra intervista lo dice chiaro che non vuole un PD partito delle istituzioni (che poi debba fare un po’ di digiuno di Governo è altro discorso, ma con questo ceto di politicanti io ci penserei bene prima!) per cui conclude: «Perché il punto è qui, nella presa d’atto che il Pd non è – non può esserlo per contesto politico e istituzionale- l’incarnazione della Democrazia Cristiana, partito di governo per missione storica e riflesso geopolitico». Di nuovo detto a nuora perché suocera intenda.

Bene, d’accordo. Discorso, finalmente, alto (beh, ‘altino’, va’) ma … il bello viene ora. Congresso o solo assemblea? Ora non ci sono più scuse, occorre chiaramente un congresso e un congresso vero, con le tesi e le controtesi, e subito, entro l’estate: si può, se si vuole.
E se Nicola Zingaretti perderà la segreteria, pazienza -almeno Goffredo Bettini si riposa un po’, che poi non sarebbe un male. A
quel Zingaretti cui, a quanto pare, stanno saltando i nervi e si dimette: errore, secondo me, è il momento di combattere, non di creare una crisi a freddo, che può solo facilitare i renziani del partito (ha ragione Gianfranco Pasquino).

Ma, tornando a Cuperlo, che a questo punto mai così a fagiolo cade sulla scena: bene, d’accordo, ma … e la politica? Aspettiamo un’altra intervista o basta quel documento, un po’ verboso, fatto già circolare? No, Cuperlo, non basta. Bisogna dire e spiegare bene: che cosa, come e con chi, nel concreto, punto per punto, progetto per progetto e, magari, uomo per uomo, con o senza gonnella.
Questa mattina vedo -non ho ancora avuto tempo di leggere con l’attenzione che serve-, vedo e mi rincuoro, che sul ‘Domani‘ reagisce alle dimissioni di Zingaretti e dice: ‘Stare al governo ha rovinato il Pd: serve una traversata nel deserto‘.
Ancor di più allora vale quanto ho detto in riferimento a Zingaretti: ora si deve combattere e combattere sulle cose, sulle proposte, come sopra insomma. Se si lascia partire la solita caciara in politichese stretto, le dimissioni non sono nell’interesse del Paese, mi dispiace dirlo, ma in quello dei politicanti, Zingaretti e Bettini inclusi.
Un’altra occasione persa? Pare … moriremo democristiani, ma parlando inglese.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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