sabato, Settembre 18

Dopo la Coppa la sfida delle Olimpiadi field_506ffb1d3dbe2

0

olimpiadas-rio-2016


Rio de Janeiro
 – Il fischio finale dell’italiano Nicola Rizzoli al Maracanà nel match Argentina-Germania dello scorso 13 luglio ha rappresentato per Rio de Janeiro molto più che la fine del Mondiale di Calcio 2014. Quel fischio ha segnato l’inizio di una sfida nuova, più difficile. Adesso a Rio de Janeiro tocca ospitare, dal 3 agosto al 21 agosto 2016, le prime Olimpiadi della storia dell’America Latina -le Olimpiadi 2016-, che in soldoni significa investimenti per circa 12 miliardi di euro.

Le Autorità sono ottimiste perché, come lo stesso Presidente Dilma Roussef ha sottolineato, la Coppa ha disatteso i pronostici peggiori, che si appuntavano non solo sulle opere, bensì derivavano anche dalle prolungate manifestazioni di protesta contro la Coppa del Mondo e gli sprechi di denaro pubblico che questo evento aveva comportato, manifestazioni inquinate persino dai Black blocs, protagonisti di alcune delle manifestazioni più violente che si sono verificate in Brasile da un anno a questa parte.

Resta il fatto che c’è ancora molto da fare, mentre il Paese è in piena campagna elettorale per l’elezione, il 5 ottobre, del Presidente, tornata elettorale che ovviamente vede in corsa Dilma Roussef.

La Linea 4 della Metro, progettata appositamente per l’evento, entrerà in funzione solo nel primo semestre del 2016 e non ci sono garanzie che tutte le stazioni riescano ad essere operative durante i giochi. 
L’intero progetto di mobilità urbana vacilla: anche i lavori della Superstrada, l’altra struttura studiata per l’evento, sono in stand by; molti prospetti non sono stati ancora definiti. Stesso discorso per i costi e la manodopera.
I lavori nel Parco Olimpico Diodoro sono iniziati solo questo mese, gli operai stanno lavorando 22 ore al giorno per recuperare il tempo perso. Alcuni progetti, come la ricostruzione del Parco Acquatico Julio de Lamare, nel Complesso del Maracanà, sono in attesa delle autorizzazioni degli enti pubblici cui sono legati.

Questi ritardi preoccupano il Tribunale dei Conti dell’Unione (TCU) che in una relazione pubblicata alla fine di giugno ha fatto sapere che dei 52 progetti fondamentali per le Olimpiadi solamente 24 hanno valore e prezzo definito. Il Tribunale sottolinea che la fretta di esecuzione potrebbe elevare i costi o pregiudicare la qualità dei lavori.

Il primo evento-test è previsto per il prossimo 2 agosto: circa 300 atleti brasiliani e stranieri parteciperanno a una serie di regate nella Baia di Guanabara per testare luce e condizioni climatiche. 
Con molta probabilità l’acqua sarà sporca. Tuttavia il Dipartimento di Stato dell’Ambiente sostiene che i tassi di coliformi fecali nei siti di gara sono storicamente accettabili. In ogni caso, per evitare che i rifiuti diventino un ostacolo, è prevista l’installazione di diverse eco-barriere. Il ‘quando’ resta un mistero.
I problemi legati all’ambiente non si limitano alla Baia.
A Barra da Tijuca, sede del villaggio e del parco olimpici, lo Stato di Rio ha promesso di provvedere al più presto al dragaggio dei laghi. In base al contratto con le imprese competenti, però, i lavori termineranno a dicembre 2016. Cioè dopo le Olimpiadi.

Ad agosto, poi, la Prefettura sceglierà l’impresa che avrà il compito di elaborare un progetto di mobilità specifico per l’evento.

Le realtà del Mondiale e dei Giochi Olimpici sono ben diverse” spiega Ricardo Lemos, Direttore dello sviluppo del Cet (Centro di comunicazione e di educazione per il traffico) “Durante la Coppa del Mondo le squadre circolavano liberamente in gruppo, nelle Olimpiadi è diverso, gli atleti avranno fasce di percorso esclusive, il controllo delle strade sarà più rigoroso. Oltre a questo”, continua Lemos, “molti eventi si terranno all’aria aperta e attrarranno pubblico: parlo della maratona, del triathlon e delle prove sul lago. Per questo abbiamo il dovere di garantire il massimo della sicurezza”.

Nel 2016 saranno 29 in totale i giorni dedicati alle competizioni e agli eventi. Attesi me non meno di 15 mila atleti provenienti da 200 paesi diversi, oltre ad pubblico di oltre 7 milioni di persone.
Con tanta gente in circolazione una delle sfide maggiori, secondo il Presidente del sindacato di Hotel, Bar e Ristoranti di Rio de Janeiro, Pedro Lamare, è garantire la mobilità migliore con tutti i sistemi di trasporto possibili.  “In questo modo si evitano ferie in eccesso, come è successo durante la Coppa. Bar, pub e ristoranti dell’area turistica della città hanno fatto soldi a palate. Ma in centro i locali hanno fatturato molto poco. Il movimento da quelle parti è calato del 50%”. Bella idea, quella di Lamare. Peccato che non sia il solo ad averla avuta e che siano molto poche, al contrario, le possibilità di vederla concretizzarsi.

A lavoro anche lo staff della Sicurezza Pubblica della città. Per il solo fatto di concentrare tutte le competizioni sportive e gli eventi relativi in un’unica città, i giochi olimpici esigono un’attenzione maggiore rispetto alla Coppa.  
Il piano di lavoro promosso dal Comitato olimpico prevede una suddivisione del territorio in 11 aree coordinate da Luiz Fernando Corrêa, ex Segretario Nazionale della Sicurezza Pubblica. “Il Governo mobiliterà circa 60mila agenti. Oltre a questi assumeremo 18mila persone con il ruolo di assistenti/steward. Tutto sarà eseguito insieme e in armonia con il Governo. Ogni 15 giorni ci riuniremo con i rappresentanti dei Ministeri della Difesa e della Giustizia per fare un bilancio complessivo di quanto eseguito”.

Riguardo agli alloggi, si spera non si ripresentino i problemi registrati durante il Mondiale (il prezzo giornaliero degli hotel era salito del 43,52%). L’associazione Brasiliana dell’Industria degli Hotel di Rio (ABIH-RJ) si è riunita con il Comitato olimpico per stabilire un prezzo standard da proporre agli albergatori: durante i giochi le tariffe saranno comprese tra i 164 e i 550 dollari.

Resta, in ultimo, la perplessità del mondo economico, sulla capacità delle Olimpiadi 2016 di trainare la crescita, in questa fase in cui i dati macroeconomici sul Brasile destano non poche preoccupazioni. E’ di pochi giorni fa uno studio promosso dall’agenzia di assicurazione del credito Euler Hermes, del gruppo Allianz, secondo la quale «Nè la Coppa del Mondo in corso tantomeno le Olimpiadi previste per il 2016 favoriranno la crescita economica del Paese. Al contrario incrementeranno l’inflazione».

Le risorse messe a disposizione per garantire Olimpiadi degne di questo nome sono state messe in campo. Adesso tocca alla manodopera. E dati i precedenti c’è da aspettarsi di tutto un po’. O meglio: un po’ meno di tutto.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->