domenica, Settembre 19

Dopo il Diluvio, Pignatone annuncia l’Apocalisse

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Dopo la Settimana del Diluvio, quella segnata dall’arresto martedì 2 dicembre dell’ottavo Re di Roma, Massimo Carminati, già esponente dei terroristici Nuclei Armati Rivoluzionari, questa è stata la Settimana dell’Attesa. Attesa, da parte dei politici già inquisiti che saltasse fuori qualcosa di nuovo a loro carico. Attesa, da parte di chi ancora non è stato raggiunto da avvisi di garanzia, o peggio, che tocchi a lui. Settimana della Consapevolezza, se vogliamo, ché questa volta sarà difficile, diciamo impossibile, sgavanzarla. Ché l’inchiesta su Mafia Capitale appare solidissima, ché il Procuratore Capo di Roma, Giuseppe Pignatone, è uomo di poche parole e molti fatti. E infatti annuncia, per augurar loro Buone Feste, nuove operazioni. E infatti, anche, soprattutto, per questo Carminati ed il suo compare dè sinistra, si fa per dire, Salvatore Buzzi ne erano preoccupati, diciamo pure terrorizzati. Articolata da molto tempo, tenuta in una riservatezza, emerge ora, di altri tempi ed altre fortune, l’inchiesta procede come un rullo compressore. Le indagini si erano di fatto concluse da tempo, le intercettazioni pure. E sono riprese a cavallo degli arresti, per registrare le reazioni. Dei politici, in primo luogo. E ne sono uscite delle belle, che aggravano, di molto, il quadro probatorio. Che coinvolgono nuovi soggetti. Perché anche l’ex Sindaco nero di Roma, il povero Gianni Alemanno sull’orlo di una crisi di nervi, non è il pesce più grande. Perché l’intreccio era formidabile, ed impossibile districarsi dalle trame poste in essere. Perché, come da vecchio, glorioso, slogan, ce n’est que un debùt.

 

Dunque, ricapitolando, in questo dicembre 2014, le cose sono andate così

da Lunedì 8 a Venerdì 12

Lunedì 8

Dopo il Diluvio invece del sole comincia a grandinare. Carminati minacciava: “Gli fratturo la faccia”, parlando di Lirio Abbate, cronista de l’Espresso. E’ toccato, invece, giudiziariamente, a lui. “Ci stiamo comprando mezza prefettura di Roma”, dicevano quelli della Cupola. Ma c’era sempre l’altra metà. E più. L’Italia all’Unione Europea: “Non servono altre manovre”. Ma la Germania non è convinta. Affatto. Fermata la madre di Loris, il bambino siciliano, Santa Croce Camerina, provincia di Ragusa, trovato ucciso nei giorni scorsi.

Martedì 9

Anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, scarica Alemanno. Presidenziali il 17 Dicembre, voto anticipato a fine Gennaio, affermazione prevista di Tsipras e Syriza: la Grecia manda nel pallone le Borse. Renzi annuncia una stretta sulla corruzione. Continua negli Stati Uniti la polemica sulle torture. Repubblicani all’attacco del Presidente Obama.

Mercoledì 10

Freddo buggerone sull’Italia. Gelo su Roma. Meteorologico e non solo. Il contrasto tra cielo senza nubi, bello come il cielo di Lombardia quando è bello (siamo nel Lazio, ma fa lo stesso), il sole splendente ed il termometro in picchiata, è metafora di quello che sta succedendo. Si spera. Giorgio Napolitano se la prende con l’antipolitica. Glorioso numero di varietà, replicato a scarsa richiesta. Beppe Grillo ed i Cinque Stelle se la prendono ed annunciano iniziative anche giudiziarie.

Giovedì 11

Pignatone lo dice esplicitamente: “Presto nuove operazioni”. Nella Capitale operano più Mafie, e lo si sapeva. Hanno in mano di che decapitarle, o almeno colpirle in maniera decisiva, ed è una bella novità. Il terrore corre sul filo. Non del telefono, ché a quello non si chiede neanche più come stai, per paura di essere intercettati. Sul filo del rasoio corre invece la sopravvivenza di un certo ceto politico.

Venerdì 12

Sciopero Generale. Per la prima volta indetto assieme da Cgil e Uil. E’ il momento del confronto tra il sindacato ed il Governo di Matteo Renzi. Grande successo e piazze piene, con esordio a Roma del neosegreterio Uil, Carmelo Barbagallo (Susanna Camusso a Torino). Lui ha dato subito una sterzata al suo sindacato. Vedremo il seguito. Come, soprattutto, vedremo le reazioni del Presidente del Consiglio. Facili da immaginare, difficile prevedere le prospettive di questo scontro. Intervistato dal Corriere della Sera Goffredo Bettini, artefice per decenni della politica romana ed artefice delle scalate degli ultimi tre sindaci di centrosinistra al Campidoglio, Francesco Rutelli, Walter Veltroni, Ignazio Marino. Interessantissime parole. “Alemanno aveva le cambiali di una vita politica da pagare. Non dico fosse ricattato; diciamo che era premuto da personaggi che l’hanno portato al disastro”. Per quanto riguarda la sinistra, è stata protagonista di “una stagione consociativa, che è diventata un terreno favorevole per l’affarismo criminale, animato dai sopravvissuti all’eversione e alla delinquenza politica degli anni ’70, di destra ma anche di sinistra”. Quanto a Marino “Fossi in lui, di fronte a uno stillicidio di notizie che finirebbe per condizionare tutto, sarei io stesso a dimettermi e poi ricandidarmi. (…) La stampa ne scriveva come di un deficiente, ora ne scrive come di un santo. In realtà, Marino è uomo di grandi capacità. Ma è un uomo solo”. Marino, in effetti, se la gode. Ne ha qualche, e più di qualche, ragione. Ma essere onesti in politica è precondizione. Necessaria, ma non sufficiente. Rifulgendo per questa ordinaria virtù, sta ora a lui dimostrare di essere anche capace. Se “il coraggio uno non se lo può dare” (ma non è vero, anzi…), la capacità di modificarsi ed essere all’altezza del compito cui si è chiamati, sì. Buona fortuna, ne avrà bisogno.

 

E poi tra

Sabato 13 e Domenica 14

Sabato        e

Domenica   riunioni pubbliche e private di partiti e politici. Pensando ad altro.

E la prossima settimana

da Lunedì 15 a Domenica 21

L’Apocalisse annunciata?

E così siamo a metà di questo dicembre 2014. Che non tornerà mai più. Come tutti gli altri giorni e mesi. Purtroppo o per fortuna.

 

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