domenica, Maggio 22

Dopo ‘Dio’ ed ‘Io’, due insopportabili egocentrici, occupiamoci di ‘Tu’ Terzo, e per ora ultimo, pezzo della serie. E parliamo, finalmente, del 'tu', cioè dell'altro, degli altri

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E poi la piantiamo qui (almeno per il momento). Ché, a parte ogni altra considerazione, occuparci di due insopportabili egocentrici come ‘Dio’ e ‘Io’ rischia solo di gratificare ulteriormente due soggetti chiaramente  psicotici. Che ingiustificatamente credono di essere tutto loro, degli autoreferenziali padreterni, e almeno su questo vanno dissonantemente d’accordo.

E invece proviamo ad occuparci di ‘Tu’. Dell’altro, degli altri. La cosa più difficile da fare sul serio. La più consequenziale rispetto a questa nostra breve ma corposa narrazione, anche sollecitati dalle reazioni di attenti ed intelligenti lettori. Nella fattispecie lettrici, ché possiamo metterla come vogliamo ma la ‘specie’ femminile ha in comune con quella maschile la capacità di comune riproduzione e fortunatamente non molto altro, sopra tutto ha innata capacità di accoglienza ed accudimento che fa guardare privilegiatamente al ‘tu’.

In ‘A proposito di Dio…‘ di giovedì 10 marzo 2022 e ‘Io, Dio, e altre persone interessanti‘ di venerdì 11 abbiamo posto le premesse, e tirato alcune conclusioni, rispetto alla Fenomenologia dei danni dell’Ego, rilevante anche rispetto alla Guerra mondialmente in corso. A partire da un’autodefinizione del Sé che vede Dio ed Io in ordine crescente di importanza, e ci credo che poi… Con qualche lodevole ed ancor più rimarchevole eccezione.

«Davanti alla barbarie dell’uccisione di bambini, di innocenti e di civili inermi non ci sono ragioni strategiche che tenganoc’è solo da cessare l’inaccettabile aggressione armata, prima che riduca le città a cimiteri» ha detto all’Angelus di Quaresima di domenica 13 marzo (2022) Francesco da Buenos Aires. Una grande, colossale, eccezione, appunto. Aggiungendo poi: «In nome di Dio, si ascolti il grido di chi soffre e si ponga fine ai bombardamenti e agli attacchi! Si punti veramente e decisamente sul negoziato, e i corridoi umanitari siano effettivi e sicuri. In nome di Dio, vi chiedo: fermate questo massacro!». Parole «chiare», «inequivocabili» come le definisce Alessandro Banfi, già Direttore del TgCom24 di Mediaset nel suo ‘La versione di Banfi‘, ‘Rassegna veloce della stampa e non solo’ (e comunque molto di più). Una attenzione all’altro, al ‘tu’, quella di Jorge Mario Bergoglio che non possiamo che definire ontologica. Ed uno dei pochi barlumi dell’oggi e per il domani.

(Corre anche l’obbligo, a proposito del complesso di questa nostra narrazione, di segnalare ‘Tu e D’io‘ di Daniele Lazzarin con il contributo di Nina Zilli e J-Ax. Testo così così ma titolo geniale, e foriero pure di straordinari sviluppi, forsanche nostri).

Quanto al ‘tu‘, ci sarebbero talmente tante cose… Giusto per dire, i titoli del Catalogo delle disponibilità librarie aggiornato, di titoli che contengano la parola ‘tu’ tra disponibili e fuori catalogo ne ha oltre duemilaquattrocento (2400 !). Quelli con il suo principale pseudonimo, ‘misericordia’, sono oltre mille. E poi… E poi può bastare, ché essendoci troppo da dire c’è da dire una cosa sola. Tu. Ed il ‘tu’, l’altro, di ciascuno, nella fattispecie e nella quotidianità di oguno. Come valore e non come strumento. La semplicità che è difficile a farsi (cit.).

(Questa piccola serie di tre pezzi, sinora, è nata quasi casualmente a partire da qualche riga, ma proprio qualche riga, che intendevamo scrivere per salutare Rosa, amata madre della nostra Margherita Peracchino. Ne è scaturito, per germinazione e via via spontaneamente, il primo lungo contributo cui abbiamo rinviato sopra, poi il secondo ed ora questo. Pezzi che si sono via via allargati e scritti praticamente da soli. O forse a scriverli ha dato una mano Rosa, hai visto mai…).

A PROPOSITO DI DIO E DI IO /3 (continua, prossimamente)

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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