sabato, Settembre 25

Doping: da Tom Simpson ad Alex Schwazer, i casi più famosi «Non si tratta di farne sempre di più e di più e di più, piuttosto avere la più alta qualità di controllo possibile»

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A pochi giorni dall’ inizio delle Olimpiadi invernali di Pyeongchang, il CIO ha annunciato nuovi e più efficienti controlli antidoping. «Non si tratta di farne sempre di più e di più e di più, piuttosto avere la più alta qualità di controllo possibile» ha detto Richard Budgett, Direttore Medico e Scientifico del CIO. Ecco i casi più famosi. Il primo caso di doping è stato quello del ciclista inglese Tom Simpson che mori’ a 30 anni, sul Mont Ventoux, a causa delle anfetamine che aveva preso per non sentire la fatica. Durante il Giro d’Italia 1969, Eddy Merckx venne squalificato per essere stato trovato positivo alla fencamfamina.

Alle Olimpiadi di Seul del 1988, il campione olimpico dei 100 piani Ben Johnson viene scoperto positivo alla stanozolo, un anabolizzante e viene squalificato. Al giamaicano viene ritirata la medaglia d’oro,  poi assegnata a Carl Lewis, e il record del mondo di 9.67, corso nella finale, venne cancellato. Stessa sorte toccò poco alla medaglia che Johnson aveva conquistato ai Mondiali del 1987. Scontata la squalifica, cercò di rientrare ma nel 1993 fu nuovamente trovato positivo dopo una gara e a quel punto fu radiato a vita. 

Nel corso dei Mondiali di calcio 1994, Diego Armando Maradona venne squalificato in seguito ad un controllo antidoping positivo all’efedrina. Pochi anni prima, il Pibe de Or era già stato squalificato per cocaina. Marco Pantani, alla vigilia della penultima tappa del Giro 1999 in cui si trovava in testa, venne squalificato a causa di un esame del sangue dall’ esito irregolare. Da quella che ha sempre considerato un’ingiustizia, Pantani non si riprese più. Kostas Kenteris non partecipò ai Giochi di Atene 2004: finse di aver avuto un incidente in moto insieme alla connazionale e compagna di squadra Ekaterini Thanou a pochi giorni dall’inizio dell’ evento sportivo, per giustificare il non essersi sottoposti ai controlli antidoping; vennero poi entrambi squalificati

Stessa sorte toccò alla velocista americana Marion Jones, (5 medaglie d’ oro a Sydney), ma nel 2006 venne trovata positiva all’ eritropoietina. L’anno dopo ammise l’uso di sostanze dopanti e restituì tutte le medaglie vinte. A Pechino 2008, il nord coreano Kim Jong Su, dopo aver vinto la medaglia d’argento nella pistola da 50 metri e quella di bronzo nella pistola da 10 metri, venne trovato positivo ai betabloccanti. Subì la squalifica.

Lo stesso accadde nel 2010 al ciclista spagnolo Alberto Contador e a Lance Armstrong, vincitore di 7 Tour de France. Uno dei casi piu’ famosi  e recenti vide il marciatore italiano Alex Schwazer trovato positivo all’eritropoietina.

(Video tratto dal canale Youtube Euronews)

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