giovedì, Ottobre 21

Doolittle e quell’attacco a Tokyo che cambiò la storia della Seconda Guerra Mondiale

0

La mattina del 7 dicembre del 1941, la base aerea americana di Pearl Harbor, nelle Hawaii, viene attaccata dalle forze giapponesi. Un attacco senza precedenti, al quale il presidente Usa Franklin Delano Roosevelt rispose chiedendo al suo esercito una rapida e pronta reazione. Ed è qui che comincia la storia del tenente colonnello Doolittle, passato alla storia per l’attacco a Tokyo.

Nella primavera del 1942, circolava l’idea che per i bombardieri bimotore fosse possibile decollare da una portaerei, colpire il Giappone e atterrare in Cina. Doolittle studiò la fattibilità dell’impresa, lavorando in concerto con un gruppo di ingegneri per ridurre il peso degli aerei per permettergli di riuscire a decollare dalle portaerei. DI pari passo partì l’addestramento dei piloti, tutti volontari, tra i migliori americani.

L’attacco al Giappone allora sembrò davvero fattibile e si realizzò il 18 aprile del 1942. Sedici bombardieri B-25 Mitchell sotto il comando di Doolittle decollarono dal ponte della portaerei USS Hornet, bombardarono Tokyo e altre regioni del Giappone per quello che fu il primo raid aereo statunitense sul suolo nipponico, per poi dirigersi verso la Cina, dove erano state istallate basi per accoglierli. Ma proprio questa parte del programma saltò a causa  del poco carburante e delle condizioni meteo sfavorevoli. Quindici equipaggi si paracadutarono sulla Cina, il sedicesimo decise di atterrare a Vladivostok, in Russia, dove venne sequestrato dai russi.

I giapponesi si convinsero a richiamare alcune truppe in patria per occuparsi della difesa aerea, l’attacco fu di lieve entità, ma fu enorme dal punto di vista del morale degli Usa. Grazie all’azione guidata da Doolittle, si diede il via ad una fase nuova della guerra.

(video tratto dal canale Youtube della CNN)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->