domenica, Ottobre 17

Donne e istruzione superiore: una sfida per l'India

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Secondo l’Unesco, «l’istruzione è lo strumento che può aiutare a rompere lo schema della discriminazione di genere e portare drastici cambiamenti per le donne nello sviluppo della Nazione; un’alta istruzione è la spina dorsale di ogni programma di sviluppo di risorse umane. È considerata essenziale per lo sviluppo culturale, sociale ed economico di ogni Nazione».

In molte Nazioni sudasiatiche l’istruzione superiore è tuttora una sfida di rilievo per lo sviluppo, specialmente in India, e soprattutto per le donne. Lo squilibrio nelle iscrizioni a corsi di alta istruzione è un problema critico dell’India, e questa è la ragione per cui l’eguaglianza e l’accesso al ‘sociale’ sono diventati i maggiori obiettivi dell’alta istruzione nell’India post-indipendenza. Nonostante ci siano stati molti cambiamenti e migliorie in questo settore dopo il 1991, con molte politiche riguardanti l’istruzione -come per esempio ‘Education for All’, la politica di supporto per le caste più basse, o classi e accessi speciali all’istruzione per i poveri- la scena in India è ancora problematica, con un grosso squilibrio fra uomini e donne, problemi sociali riguardanti il sistema delle caste e delle tribù, e problemi di povertà.

 

Gli squilibri nell’istruzione superiore indiana

I dati nel 2012 indicano che l’India ha un totale di 610 università, incluse 42 università centrali, 299 statali, 140 private e 128 autonome, in aggiunta a 5 istituzioni a legislazione statale, 30 istituzioni d’importanza nazionale, 45 istituti tecnici, 13 gestionali, 4 di IT (information technology) e 6 istituti di ricerca e sviluppo. Il numero di università statali gioca un ruolo importante nel sistema istruttivo indiano, poiché rappresenta il maggior numero di iscritti di studenti sia nelle aree urbane che rurali; in secondo luogo c’è il settore privato, che rappresenta il secondo numero per quanto concerne il sistema istruttivo indiano dopo l’indipendenza. Il Governo indiano spende il 2,8% del PIL nell’istruzione: un censimento del 2011 mostra che il tasso di alfabetizzazione in India è del 74,04%, paragonato a quello mondiale medio dell’83,4%. Questo tasso non è egualmente diviso fra uomini e donne: mentre la percentuale maschile è intorno all’82,14%, quella femminile è del 65,46%.

Il rapporto annuale dell’UGC (University Grants Commission) del 2014 rivela che l’India ha il terzo più grande sistema istruttivo nel mondo dopo Cina e USA. Dopo l’indipendenza, l’India ha assistito a un significativo incremento di iscrizioni da parte delle donne, sebbene resti forte lo squilibrio riguardo l’aspetto di genere. Il totale di studenti iscritti (2010-2011) è stato di 16 milioni, con una percentuale del 17,1% di maschi e 12,7% di femmine.

Inoltre, lo squilibrio è forte anche a livello regionale (rurale e urbano, ma anche da Stato a Stato), tribale e di caste, oltre che religioso. Riguardo le regioni, anche il gap di genere può essere visto chiaramente: nelle regioni centro-settentrionali gli uomini iscritti all’istruzione superiore erano il 10%, le donne il 6; nelle regioni del nord-est sono l’8 e il 4% rispettivamente. Nell’India settentrionale queste percentuali migliorano, col 16% di uomini e il 14% di donne, sebbene lo squilibrio nel sud mostri percentuali del 15 e dell’11%. Le differenze tra zone rurali e urbane sono molto alte: in ambiente rurale la percentuale di uomini iscritti all’istruzione superiore è dell’8,3%, quella delle donne del 5,3%, mentre nell’area urbana le percentuali si attestano intorno al 12,6% e al 10,4%.

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