domenica, Aprile 11

Disprezzo per le istituzioni field_506ffb1d3dbe2

0

f2c55503-c34f-49ad-b05f-ebc226e35cb5_mainhp

Una settimana fa, il 30 gennaio, la deposizione della richiesta di avvio della procedura di messa in stato di accusa da parte del Movimento 5 Stelle, l’altro ieri, a Strasburgo, la pesante contestazione da parte della Lega Nord. Sotto attacco è il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ma non solo lui, anche le altre due maggior cariche del Paese: il Presidente del Senato, Pietro Grasso  – da oggi sotto il fuoco di Forza Italia per la decisione di costituire Palazzo Madama come parte civile nel procedimento a carico di Silvio Berlusconi per la presunta compravendita di Senatori nel 2008 – e la Presidente della Camera, Laura Boldrini, contro la quale si è scagliato l’attacco ‘barbaro’ del Movimento 5 Stelle la scorsa settimana.

Nel corso dell’ultima settimana, il caos nelle aule parlamentari è stato continuo. Un caos che restituisce un sistema che evidentemente non funziona più e regala un’immagine pessima del Paese sullo scenario internazionale.

Una brutta pagina della cronaca politica l’hanno scritta gli europarlamentari leghisti due giorni fa a Strasburgo contestando il Presidente Giorgio Napolitano, al di fuori della propria nazione. Utilizzando strumenti simili a quelli visti in Parlamento a Roma scorsa settimana dai colleghi del M5S, hanno esposto cartelli con scritte «no all’euro» e «fuori dall’euro», si sono alzati e hanno contestato proprio mentre Napolitano chiedeva una netta inversione nelle politiche d’austerità.

Al parlamento nazionale, il deputato leghista Gianluca Buonanno durante la discussione alla Camera sul decreto legge cosiddetto ‘svuota carceri’, interviene e tira fuori dalla tasca un paio di manette che ha poi depositate sul banco del Governo, davanti al Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri. Altri deputati leghisti, intanto, sventolavano cartelli con scritte «no al salva mafiosi».

Esibizioni che fanno associare la Lega al movimento dei pentastellati, e che sembrano derivare dal, disprezzo sistematico verso le istituzioni, italiane come europee.

Stesso metodo, stesso comportamento, certo la situazione delle Lega è ben differente a livello di numeri rispetto al MoVimento 5 Stelle e non basta imitare Grillo per ereditarne i consensi: sono piuttosto gli elettori del Carroccio che tendono a identificarsi nei Cinque Stelle, man mano che il messaggio si rende fluido. M5S e Lega, sembrano uniti per salvaguardare il proprio posto utilizzando stesso linguaggio retrogrado, di basso livello teso ad indietreggiare più che a guardare avanti.

I deputati del M5S scatenano la bagarre nell’aula del Parlamento di Roma e i leghisti tentano di fare  lo stesso a Strasburgo. Sono immagini che suscitano perplessità e che fanno riflettere in quanto da entrambe le parti questi atteggiamenti sembrano costruiti per ottenere visibilità e soprattutto attrarre il consenso dello scontento del Paese  in vista delle prossime elezioni europee.

Osservando il quadro politico degli ultimi giorni vince l’assenza di un tessuto politico sano di quel tessuto che non cerca continuamente voti attraverso nuove strategie di marketing, che non scenda a compromessi, che non urli e non crei situazioni di razzismo, sessismo e violenza. Vige la totale assenza della discussione e della partecipazione democratica dai toni pacati e rispettosi, assenza di cultura e amore per la ‘res publica’, non ci sono idee. Predomina la volgarità, l’insofferenza presente in ognuno di noi. Oggi Lega e Grillo, ieri Berlusconi e domani?

Ne abbiamo parlato con Stefano Ceccanti, costituzionalista, professore ordinario di Diritto Pubblico Comparato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, Senatore nella XVI Legislatura nella lista del Partito Democratico.

Professore Ceccanti, come commenta gli ultimi avvenimenti politici avvenuti prima a Strasburgo dove la Lega ha contestato Napolitano?
Dal mio punto di vista ritengo che sia del tutto anomalo che un Capo dello Stato venga contestato in un Parlamento Europeo da parlamentari membri del suo stesso Stato. Non ricordo in passato casi del genere e questo, ovviamente, danneggia l’immagine del Paese. La Lega Nord, ora come ora, si muove con grandissima difficoltà e i suoi temi e i suoi atteggiamenti sono stati sequestrati in qualche modo dall’opposizione del M5S. Emerge una difficoltà elettorale bisognosa di visibilità, di fare notizia. 

Si riscontrano delle similitudini con quanto sta accadendo nel Parlamento Italiano soprattutto in merito a quanto stanno facendo gli esponenti del M5S. Nota delle differenze tra i due gruppi politici o a suo parere si assiste ad un appiattimento nelle metodologie di lotta politica all’interno delle istituzioni?
La metodologia è identica e tende a fare una campagna basata non sull’asse destra-sinistra ma su sull’asse opposizione contro sistema politico odierno, assumendo atteggiamenti che vanno al di là di quelli tipici di un opposizione costituzionale anche dura.

Si avvicinano le elezioni europee ritiene che quest’ondata di antieuropeismo possa prevalere o che le Istituzioni posseggano ancora anticorpi per gestire l’antipolitica?
L’assetto istituzionale europeo è debole perché ha un rapporto debole con l’elettorato nel suo complesso. L’ondata antieuropeista è forte perché non è chiara la natura europea delle elezioni. Tali elezioni per come sono strutturate tendono a mobilitare opinioni antieuropee. I partiti hanno trovato una risposta solo parziale che mi auguro funzioni, ovvero, quella dell’indicazione preventiva dei candidati alla guida della Commissione con l’elezione di un Presidente Europeo con ampi poteri.

La famosa fisarmonica del Presidente sembra arrivata ad un livello massimo di apertura. Il sistema dei partiti è capace adesso di ridiventare protagonista di una normalizzazione del regime?
Ritengo che possa essere una conseguenza se verrà approvata la riforma elettorale, la quale porterà alla vittoria di uno schieramento politico e ciò tenderebbe a riportare la fisarmonica nei poteri presidenziali. Se non dovesse passare tale riforma, si dovrà ricostruire una nuova grande coalizione tra forze eterogenee guidate dal lavoro del Presidente, la fisarmonica si aprirebbe nuovamente. Questo, tra l’altro è lo scenario gradito dal M5S che ha bisogno di una grande coalizione per affermare la sua costante posizione antisistema.

Non c’è il rischio che quanto stia succedendo allontani ancora di più i cittadini dalle istituzioni e dalla politica?
L’approvazione parlamentare dell’Italicum potrebbe essere un punto rilevante anche da questo punti di vista perché se verrà approvata il rischio si ridurrebbe, viceversa se non dovesse essere approvata saremo costretti ad avere una nuova grande coalizione con forze politiche opposte e questo comporterà, inevitabilmente, un allontanamento dei cittadini dalle istituzioni e dalla politica.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->