giovedì, Maggio 13

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La disobbedienza civile in Italia è non mai stata utilizzata (eccetto i casi citati dei Radicali). Sembrerà strano ma le uniche proteste messe in atto sono gli scioperi, che sono ben lontani dal concetto di disobbedienza…

Tutt’altra cosa. C’è anche un equivoco però rispetto al concetto di disobbedienza. La civil disobbedience (in americano) è l’opposto della civil obbedience, che è l’obbligo giuridico. Questo è reale fino a quando la legge è accettata da tutti. Se c’è un problema d’incoerenza con la Democrazia, o con il rispetto della persona, o con il rispetto dell’umanità in genere, a questo punto l’obbligo giuridico dovrebbe venire meno in difesa proprio dell’ordinamento. Perché è proprio questo che non prende posizioni che di sono di fondamentale importanza e che emergono storicamente nei vari contesti. Trenta anni fa non si poteva parlare di eutanasia, oggi il tema è in discussione. Storicamente emergono dei problemi e le norme non possono rimanere inalterate. Attualmente siamo in una situazione anomala nella nostra Democrazia e non ci sono mai stati in Italia. Molto spesso la disobbedienza civile, come si è realizzata negli ultimi tempi, è funzionale al Governo, perché dimostra che non c’è un regime e si è aperti alla discussione.

Relativamente all’autodenuncia di Cappato e delle dichiarazioni secondo le quali i radicali sosterranno economicamente chi vorrà andare in Svizzera può essere veramente condannata come reato?

Ma il pagamento del viaggio è veramente un atto di disobbedienza civile? Secondo il mio parere non è suscettibile di sanzione a livello giuridico. Il livello di azione va guardato sotto l’aspetto secondo il quale viene messo in evidenza il problema. Un giudice dovrebbe guardare tutte le ragioni per cui viene messa in atto la disobbedienza civile. Dobbiamo tenere presente che è molto importante per il tema dell’eutanasia difendere il principio, è importante ai fini del rispetto della persona e indipendente dall’opinione personale. Vorrei sottolineare, anche, che uno dei diritti fondamentali dell’uomo è quello agli spazi della propria vita e il tema dell’eutanasia vi rientra perfettamente e giustifica il rafforzamento attraverso la disobbedienza civile. Bisogna tenere conto che nessuno Stato è una monade, si deve avere un’ottica comparativa. 

Fino ad ora certi argomenti sono stati evitati dalla politica, ecco perché un’azione forte e mediatica come quella di Cappato potrebbe servire a rompere il silenzio?

Si, spostando l’attenzione su altro. Ben venga chi cerca di portare l’attenzione sulle tematiche procrastinate. Su questo punto il problema è che quante persone possono essere veramente interessate al problema dell’eutanasia?

Negli altri ordinamenti (europei e americani) come viene affrontata la disobbedienza civile a livello giuridico?

E’ stata affrontata da parecchio tempo nell’ordinamento tedesco, negli ordinamenti sud americani è stata inserita nelle Costituzioni: il diritto di disobbedire alle leggi quando queste non rispecchiano la Costituzione, principi fondamentali. E’ stato inserito proprio come diritto a disobbedire. Negli Stati Uniti c’è stata una lunga discussione già dei tempi della guerra del Vietnam.

La Disobbedienza civile deve esistere e deve essere uno strumento del popolo a difesa della Democrazia, giusto?

Si, uno strumento che deve essere espresso ed utilizzato con molto senso di responsabilità; proprio perché l’individuo rispetta l’ordinamento utilizza la disobbedienza civile far emergere quello che non va o vanno riviste. Nel momento in cui l’ordinamento non è più democratico, la disobbedienza civile è piccola cosa, nasce la rivolta.

Nel nostro ordinamento la Disobbedienza Civile viene sanzionata ma non regolata, corretto?

Si. Non c’è un diritto alla disobbedienza civile. Dipende dalle capacità di chi va a giudicare e deve tenere conto delle attenuanti. La costituente aveva individuato un diritto di resistenza nel momento in cui venissero prese delle decisioni che andavano contro i principi generali e la Costituzione. Poi non è stato inserito. La Costituzione è il nostro punto di riferimento, ma va anche calata nel contesto e in certi casi si può modificare, mantenendo sempre l’omogeneità e la coerenza interna delle norme.

 

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