giovedì, Luglio 29

Disegno di legge Zan: un Flick sovranista toppa di brutto Affermare che lo Stato italiano e il suo Parlamento sono liberi di fare quello che vogliono, è dare alla gente un messaggio distorto, perfino 'sovranista' e comunque anti-internazionalista

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Poche righe per commentare, con stupore, una intervista del Prof. Giovanni Maria Flick, grande giurista, già Presidente della Corte costituzionale, ecc., del quale, siccome tutto posso pensare salvo che non conosca (e dico ‘conosca’, cioè non ne abbia solo una notizia superficiale) il diritto, e quello internazionale in particolare, non posso che attribuire a scelta politica le sue parole. Queste in particolare: «rimane comunque, al di là della buona volontà del gesto del segretario di Stato, e della bontà di alcune sue osservazioni nel merito, la forte perplessità di fronte a un’iniziativa di questo genere. In sostanza, qualsiasi parlamentare, studioso, cittadino, poteva e può esprimere le sue critiche e le sue valutazioni politiche. Ma non mi pare che le possa invece allo stesso modo esprimere un’entità sovrana nel dialogo ufficiale con una sua pari». Il tema, chiaro, è il decreto legge Zan.
Ebbene, mi perdoni professore, non è così.

Se un soggetto stipula un accordo e, a giudizio della sua controparte, sta per violarlo, è normale che quest’ultima lo avverta, magari con un sommessa nota verbale.
Ma anche: se poi la norma fatta determina una violazione del trattato o altro, lo Stato che si sente offeso, può reagire, perfino attraverso la Comunità internazionale.
Cito solo, per un esempio molto sommario, sia la Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, art, 26 e 27 (pacta sunt servanda, e inopponibilità della legge interna come esimente dalla responsabilità per violazione delle norme), sia il progetto di articoli sulla responsabilità internazionale degli Stati, art. 3: «The characterization of an act of a State as internationally wrongful is governed by international law. Such characterization is not affected by the characterization of the same act as lawful by internal law»
E art. 12: «There is a breach of an international obligation by a State when an act of that State is not in conformity with what is required of it by that obligation, regardless of its origin or character».
E potrei continuare.

Peccato, perché le parole del Prof. Flick sono anche più dure delle mie critiche, anche se io le faccio laicamente, senza citare la mia coscienza di cattolico o di buddista.
Affermare che lo Stato italiano e il suo Parlamento sono liberi di fare quello che vogliono, è dare alla gente un messaggio distorto, perfino ‘sovranista‘ e comunque anti-internazionalista.
Ma allora: come valuta, prof. Flick, la dura presa di posizione della UE e di Draghi sull’Ungheria? Un atto irrilevante o un atto di guerra o una offesa all’Ungheria?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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