domenica, Ottobre 24

Disegno di legge Zan: tanto scritto male che il Vaticano deve intervenire L’approvazione della legge così com’è potrebbe portare ad azioni della Santa Sede contro il Governo italiano per violazione del trattato. E allora suggerisce una semplice via di uscita: fate la legge, ma togliete quelle due 'cretinate'

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Credo di averlo già detto in altra occasione, ma quando ‘ce vo’ ce vo”: iniziare un articolo dicendo ‘lo avevo detto’ è la cosa peggiore che si possa fare, ma appunto con la clausola di cui sopra. Mi riferisco al Disegno di legge Zan sulla omotransfobia. Ne avevo parlato. Per dire, innanzitutto, che era fatto male, scritto da evidenti incompetenti, sciatto e verboso. Ma tant’è, quasi tutte le leggi italiane sono così, e le conseguenze le vediamo nei tribunali.  Ma avevo rilevato che, a mio parere (ma in fondo in fondo io faccio il giurista, minuscolo, come il mignolo del prof. Cesare Mirabelli, ma giurista sono!), gli articoli 4 e 7 sarebbero stati da eliminare, essendo ridondanti e fonti di possibili polemiche.

Nell’art. 4, con una frase contorta e verbosa che inizia con un incomprensibile ‘1’, si afferma, in sostanza, che se proprio vuoi essere contrario agli omosessuali ecc… puoi anche esserlo purché non determini conseguenze minacciose. Testualmente: «1. Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime; riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti». Al di là del difficile italiano, una cosa al limite del grottesco, ma anche dell’incostituzionale perché sulla strada del divieto dinegazionismo‘, un’altra delle stupidità del nostro sistema giuridico. E poi la libertà di pensiero e di manifestazione di esso è più che garantito dalla nostra Costituzione, anche senza i ‘lucidi’ interventi di Zan.
L’art. 7, è quello dell’istituzione della Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia. Non abbiamo abbastanza celebrazioni inutili? Non è meglio comportarsi in maniera da non ostacolare e rendere difficile la vita degli omosessuali ecc… (ecc… perché se no ogni volta ci vogliono due righe) piuttosto che fare scene inutili in piazza? lasciando volare i soliti palloncini colorati e fantasie varie. Mi domandavo nell’articolo di cui sopra. Anche perché, questo è ovvio a chiunque, una cosa del genere può offendere chi la pensi diversamente. Cioè, capiamoci, non chi non ama o non apprezza gli omosessuali, ma chi pensi che non sia giusto propagandare queste situazioni. Insomma, se a me piace la mozzarella in carrozza, c’è bisogno che ne faccia una fanfara? Mi basta che se la mangio nessuno me lo impedisca, no?

Orbene, cosa accade? Che la Santa Sede -badate bene, non la Conferenza Episcopale, ma proprio la Santa Sede- con una nota verbale, rileva che gli articoli di cui sopra possono essere lesivi del Concordato e, precisamente, dell’art. 2 commi 2 e 3 in particolare. E’ l’articolo in cui si afferma la libertà nonché della Chiesa, dei cattolici tutti di manifestare liberamente il proprio pensiero su tutto ciò che gli interessa per motivi di fede o altro legato alla Chiesa e inoltre la libertà di riunione e di produzione di documenti scritti.
Non c’è bisogno di un fine giurista per capire come quella norma, che incidentalmente è riconosciuta esplicitamente nella nostra Costituzione come norma, quindi prevalente sulla legislazione italiana, potrebbe -non necessariamente, certo- indurre i cattolici a lamentare la violazione del diritto di esprimere il proprio parere in materia liberamente.
In altre parole: se domani, passata la legge Zan, un cattolico esprimesse il suo dissenso dalla legge stessa e dai comportamenti di chi, forte della legge, voglia praticare le proprie tendenze sessuali e renderle note, rischierebbe -badate bene, rischierebbe- di essere incriminato.
È fin troppo evidente che, per un cattolico, se la tolleranza di certe cose è perfettamente obbligatoria perché anche i cattolici debbono rispettare le leggi dello Stato (diritto all’aborto incluso!), è altrettanto comprensibile che voglia esprimere il suo dissenso da certe cose, magari in maniera radicale, benché non violenta.

Orbene, a parte il fatto che la notizia di quella nota verbale arrivi solo oggi (21 o 22 Giugno) alla stampa, cioè al popolo italiano, non illumina circa la trasparenza del nostro Governo (stavo per dire del Ministro degli Esteri, ma non è il caso), l’avvertimento è molto netto, ma, per certi versi, anche moltodolce‘.
L’approvazione della legge così com’è potrebbe portare ad azioni della Santa Sede contro il Governo italiano per violazione del trattato (il Concordato è un trattato internazionale) che potrebbero arrivare fino alla Corte internazionale di Giustizia. Il che non sarebbe una bella cosa per l’Italia. Ma data la natura costituzionale (i giuristi esperti mi perdoneranno la sommarietà) del Concordato (nonostante il giudizio sprezzante di Fedez) la cosa potrebbe finire anche alla Corte costituzionale.

Perché dico che l’intervento del Vaticano è ‘dolce’?
Guardiamo bene. Per motivi banalmente elettorali e di propaganda, la legge è osteggiata da una parte consistente della destra politica italiana. Destra che sta facendo le barricate, non -siamo d’accordo- perché interessata impedire l’entrata in vigore di una norma, ma perché serve per fare propaganda. Però, sta in fatto che la battaglia c’è. E, a questa battaglia partecipa (vogliamo nascondercelo?), magari con una certa discrezione (Camillo Ruini a parte), l’episcopato italiano. Chiunque viva in Italia da più di un mese sa benissimo quanto certe cose siano importanti in Italia, e quanti voti spostino o possano spostare.
Che l’episcopato italiano sia interessato, per motivi ideologici cioè religiosi, a bloccare la legge, è ovvio, e si allea con chi vuole farlo, la destra, la peggiore destra invero. Il Vaticano ha già abbastanza problemi con le divisioni interne della Chiesa, che portano ogni tanto a comportamenti molto clamorosi e controproducenti per un Papa come questo, aperto ed ecumenico e per di più ‘buono’, ma davvero. Quindi non ha alcun interesse a vedere crescere la polemica giusto sotto casa, temendo anche che qualche altra testa calda vaticana faccia qualche sproposito -in USA hanno la faccia tosta di vietare i Sacramenti a Joe Biden, in Italia … hai visto mai! E allora suggerisce una semplice -‘dolce’ appunto- via di uscita: fate la legge, ma togliete quelle duecretinate‘. Sottigliezza diplomatica, tradizione di smussamento di angoli, interesse a proseguire senza troppi intoppi sulla strada di Papa Francesco. Questo è tutto.

La soluzione sarebbe innocua. Lascerebbe tutta la sostanza della legge, che resterebbe sciatta e mal scritta, ma le nostre leggi lo sono quasi tutte. Il problema è che, Ministro degli Esteri a parte, lapropostarichiederebbe ascoltatori attenti e pienamente capaci di intendere e di volere, e … sinceri.
Tiriamo a sorte tra il migliaio di parlamentari, Letta incluso, che non vuole il seggio di Siena ma lo prenderà, per trovarne due?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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